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Danni da sinistro e responsabilità medica: obbligo di consulenza tecnica preliminare

20 Dicembre 2013
Danni da sinistro e responsabilità medica: obbligo di consulenza tecnica preliminare

Nel caso di responsabilità medica e di danni da circolazione stradale, un perito nominato dal tribunale, dopo aver svolto una consulenza preventiva, tenterà la conciliazione tra le parti.

Ancora soprese dal ddl delega approvato dal Consiglio dei ministri con cui si vuole riformare il processo civile.

Oltre a quelle che abbiamo già analizzato in precedenza su queste stesse pagine (leggi gli articoli “Al via la riforma della giustizia” e “Avvocato responsabile col cliente per lite temeraria“), ora spuntano delle novità anche in caso di risarcimento del danno da responsabilità medica e da circolazione stradale. Per questi due tipi di giudizi, che la riforma aveva già sottratto alla mediazione, scatta ora l’obbligo – sempre con gli stessi fini deflattivi della mediazione – di una preliminare consulenza tecnica con fini conciliativi [1].

In pratica si tratta di quella che è definita, in gergo tecnico, “Consulenza tecnica preventiva ai fini della composizione della lite”.

Il consulente, che sarà nominato dal giudice, dovrà redigere una relazione in cui indicherà le cause del sinistro e le eventuali responsabilità. Prima di procedere al deposito della relazione in cancelleria, egli dovrà comunque, se possibile, tentare una conciliazione tra le parti. Insomma: sotto l’aspetto pratico poca differenza sembra esserci rispetto alla mediazione, se non il fatto che si è già in possesso di una prima valutazione di responsabilità, fatta da un soggetto le cui conclusioni, di norma, sono recepite dal giudice.

Se le parti si conciliano, si forma un verbale che, dopo l’approvazione del giudice, ha lo stesso valore di una sentenza (esso, cioè, costituisce “titolo esecutivo”).


note

[1] Ex articolo 696 bis cod. proc. civ.

Autore immagine: 123rf.com


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