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La responsabilità civile e penale del datore di lavoro

24 Gennaio 2021
La responsabilità civile e penale del datore di lavoro

Il datore di lavoro deve proteggere con ogni mezzo a disposizione la salute e la sicurezza dei lavoratori.

Sei un lavoratore subordinato e lavori in una impresa chimica. A causa degli agenti inquinanti presenti nel luogo di lavoro, hai sviluppato una patologia polmonare. Vuoi sapere in quali sedi puoi agire per tutelare i tuoi diritti.

Nel nostro ordinamento, il datore di lavoro viene individuato dalla legge come il garante della salute e della sicurezza dei lavoratori. Proprio per questo, in caso di violazione del dovere di sicurezza, si configura la responsabilità civile e penale del datore di lavoro.

Il lavoratore, per tutelare i suoi diritti, può dunque agire sia in sede penale che in sede civile. Ma andiamo per ordine.

Obbligo di sicurezza: cos’è?

La legge individua nel datore di lavoro il soggetto al quale è demandata la protezione della salute e della sicurezza dei lavoratori.

Si definisce obbligo di sicurezza [1] il dovere, previsto direttamente dalla legge, del datore di lavoro di adottare tutte le misure di sicurezza e di prevenzione che, sulla base della migliore scienza del momento, sono necessarie a proteggere efficacemente i lavoratori dai rischi presenti in ambito lavorativo per la loro salute e sicurezza.

Questo generale dovere di tutela è stato, poi, declinato dalla normativa specifica in materia di sicurezza sul lavoro [2] in degli specifici adempimenti da porre in essere.

In particolare, il datore di lavoro deve:

  • valutare i rischi presenti nel luogo di lavoro per la salute e la sicurezza dei dipendenti redigendo il documento di valutazione dei rischi;
  • adottare le misure di sicurezza collettive ed individuali necessarie a ridurre i rischi;
  • formare i lavoratori in materia di sicurezza sul lavoro;
  • farsi coadiuvare da tecnici esperti in materia, allestendo il servizio di prevenzione e di protezione;
  • nominare il medico competente e organizzare la sorveglianza sanitaria al fine di verificare l’idoneità fisica dei lavoratori allo svolgimento delle mansioni contrattuali loro assegnate.

Quali sono i rischi per i lavoratori sul lavoro?

L’attività di valutazione del rischio e la predisposizione delle misure di sicurezza richieste dai rischi presenti in azienda hanno la funzione di evitare che i lavoratori possano subire conseguenze pregiudizievoli per la loro salute a causa del lavoro.

In particolare, nell’ambiente di lavoro, i lavoratori sono esposti al rischio di:

  1. infortunio sul lavoro;
  2. malattia professionale.

L’infortunio sul lavoro è una lesione che colpisce il lavoratore, in occasione di lavoro, per una causa violenta. Vi rientrano, dunque, tutte le lesioni che il lavoratore subisce in modo violento e repentino mentre è al lavoro o nel tragitto casa-lavoro (infortunio in itinere).

La malattia professionale, invece, è una patologia che si sviluppa nel tempo, in modo graduale, a causa dell’agire di un fattore di rischio presente nell’ambiente di lavoro.

Infortuni sul lavoro e malattie professionali possono determinare un danno biologico (lesione permanente all’integrità psico-fisica) nel lavoratore che viene indennizzato dall’Inail.

I datori di lavoro, infatti, devono obbligatoriamente assicurare i lavoratori contro il rischio di infortuni sul lavoro e malattie professionali presso l’Inail che, al verificarsi degli eventi assicurati, eroga al lavoratore delle prestazioni economiche e sanitarie.

Sicurezza sul lavoro: responsabilità civile e penale del datore di lavoro

Se, tuttavia, l’infortunio sul lavoro o la malattia professionale sono stati determinati dalla mancata adozione, da parte del datore di lavoro, delle misure di sicurezza necessarie si configura anche una responsabilità diretta dell’azienda. Il datore di lavoro, infatti, in questo caso, ha disatteso l’obbligo di sicurezza su di lui gravante.

In tali ipotesi, oltre ad ottenere le prestazioni economiche e sanitarie erogate dall’Inail, il lavoratore può agire:

  • in sede civile, per ottenere il risarcimento, da parte del datore di lavoro, del cosiddetto danno differenziale, ovvero, la differenza tra quanto indennizzato dall’Inail e il danno subito complessivamente dal lavoratore;
  • in sede penale, per ottenere la condanna del datore di lavoro per il reato di omicidio colposo o di lesioni personale, a seconda delle conseguenze prodotte dall’infortunio o dalla malattia professionale.

Proprio per questo è molto importante che le aziende rispettino gli obblighi previsti dalla legge in materia di sicurezza sul lavoro così da poter dimostrare, in caso di contenzioso, il corretto assolvimento dell’obbligo di sicurezza.

note

[1] Art. 2087 cod. civ.

[2] D. Lgs. 81/2008.


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