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Volo spostato per overbooking: ho diritto al rimborso?

17 Novembre 2020 | Autore:
Volo spostato per overbooking: ho diritto al rimborso?

Cosa possono fare i passeggeri che non possono salire sull’aereo perché sono stati venduti più biglietti rispetto ai posti disponibili.

Valigia in una mano, biglietto aereo nell’altra, arrivi all’aeroporto pronto per fare il check-in, passare il controllo di sicurezza e accomodarti al gate per attendere l’imbarco. Non sei nemmeno in ritardo, quindi sicuramente avrai anche il tempo di mangiare un panino, intanto che aspetti la partenza. Quando arrivi al bancone della compagnia con cui hai fatto la prenotazione, però, scopri che, oltre al panino, riesci a mangiare con tutta calma anche un pasto completo: non si parte. Nebbia? Allarme terrorismo? Tempeste allo scalo di destinazione? No: overbooking. L’aereo è troppo pieno, quindi un certo numero di passeggeri deve attendere la prossima disponibilità. Ti chiedi in quel momento: «Per il volo spostato per overbooking ho diritto al rimborso?».

Di certo, a qualcosa avrai diritto, visto che subisci comunque un disagio. Magari quella mancata partenza ti fa perdere una coincidenza: all’aeroporto di arrivo dovevi prendere un altro aereo per proseguire il viaggio fino alla destinazione finale. E ora? E ora ti tocca aspettare. Alle condizioni, però, dettate dal Regolamento europeo sui diritti del viaggiatore.

Succede frequentemente (per non dire quasi sempre) che le compagnie aeree vendano più biglietti rispetto ai posti che ci sono sull’aereo: presumono, in base alla loro esperienza su determinate tratte, che alcuni passeggeri non si presentino all’imbarco perché rinunciano alla prenotazione. In questo modo, il vettore si tiene un margine di rischio per non decollare con delle poltrone vuote. Alla peggio, dovrà destinare una parte del guadagno su quel viaggio per rimborsare chi deve attendere l’aereo successivo. Perché, in effetti, si ha diritto al rimborso per il volo spostato per overbooking. E non solo al rimborso. Vediamo.

Overbooking: che cos’è?

Che cosa si intende esattamente per overbooking? Questo termine inglese sta per sovra prenotazione e definisce, nell’ambito dei voli aerei, la situazione in cui vengono venduti più biglietti rispetto ai posti effettivamente esistenti a bordo del velivolo.

Questa tecnica considera la probabilità che un certo numero di passeggeri rinunci al viaggio o cambi la data o l’orario di partenza. La compagnia, così facendo, ha maggiori possibilità di riempire, comunque, l’aereo grazie ai biglietti venduti in eccesso.

Si tratta, quindi, di una pratica assolutamente legale. Di cui, però, il vettore dovrà rispondere nel caso tutti i passeggeri che hanno acquistato il ticket si presentino all’imbarco e una parte di loro non ci stia materialmente sull’aereo e, quindi, sia costretta ad attendere un altro volo.

Overbooking: come viene gestito?

Nel momento in cui si verifica l’overbooking, cioè quando tutti i passeggeri in possesso del biglietto si presentino all’imbarco ma ci sia un numero di viaggiatori in eccesso, la compagnia può agire in due modi. Il primo, per quanto buffo possa, sembrare, quello di cercare dei volontari che non abbiano problemi ad imbarcarsi su un volo successivo verso la stessa destinazione. Queste persone potranno ottenere dei benefici da concordare al momento, come può essere l’attesa in sala Vip ed il viaggio in una classe superiore rispetto a quella prenotata.

Il secondo è il cosiddetto «piano B» se fallisce il «piano A»: quello di costringere i passeggeri in eccesso a restare a terra contro la loro volontà e ad attendere un altro aereo, magari utilizzando come criterio l’ordine cronologico in cui sono state fatte le prenotazioni: gli ultimi ad avere acquistato il biglietto potrebbero essere quelli destinati a passare qualche ora in più in aeroporto.

Overbooking: i diritti del passeggero

Il Regolamento europeo del 2004 che contiene i diritti dei passeggeri del trasporto aereo [1] stabilisce anche i doveri della compagnia aerea in caso di overbooking.

Come detto, il vettore deve innanzitutto sondare tra i viaggiatori chi è disposto ad aspettare il primo volo utile verso la stessa destinazione e, almeno, alle stesse condizioni in cambio di agevolazioni che possono essere accordate al momento.

In caso contrario, cioè se tutti i passeggeri volessero partire, chi resta a terra deve ottenere la dovuta assistenza ed un risarcimento economico.

Nel dettaglio, e per tutto il tempo di attesa fino all’effettiva partenza, il viaggiatore ha diritto a:

  • un buono pasto e bevande;
  • la possibilità di effettuare delle telefonate gratuite;
  • se necessario, sistemazione in albergo e trasporto dall’aeroporto all’hotel e ritorno.

Oltre al risarcimento, il passeggero ha due alternative:

  • il rimborso del biglietto acquistato per il volo su cui non si è potuto imbarcare;
  • accettare un altro volo che lo porti alla stessa destinazione prenotata senza alcuna spesa aggiuntiva.

Overbooking: come si calcola il risarcimento?

Lo stesso Regolamento europeo stabilisce che il risarcimento in caso di overbooking deve essere calcolato in base alla distanza del volo a bordo del quale si sarebbe dovuto imbarcare. In particolare, per i voli all’interno dell’Unione europea, l’importo del risarcimento per ogni passeggero è il seguente:

  • se la distanza è pari o inferiore a 1.500 km: 250 euro;
  • se la distanza è superiore a 1.500 km: 400 euro.

Per i voli extracomunitari:

  • se la distanza è inferiore a 3.500 euro: 400 euro;
  • se la distanza è pari o superiore a 3.500 km: 600 euro.

Attenzione, però: per avere diritto al risarcimento è essenziale che la compagnia sia europea oppure, nel caso sia extra Ue, che parta o arrivi in un aeroporto ubicato all’interno dell’Unione.

Inoltre, il passeggero deve essersi presentato puntuale al check-in, a meno che la compagnia l’abbia avvisato per tempo che non verrà imbarcato a bordo di quell’aereo: in tal caso, il viaggiatore avrà diritto al risarcimento pur non presentandosi in aeroporto.


note

[1] Regolamento Ue n. 261/2004.


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