Sospetto Covid in azienda: cosa deve fare il lavoratore

17 Novembre 2020 | Autore:
Sospetto Covid in azienda: cosa deve fare il lavoratore

Rapporto della Fondazione dei consulenti: se il dipendente ha sintomi o è stato in contatto con un positivo, deve restare a casa o lasciare l’ufficio.

Non bisogna dare al virus il tempo di agire, occorre evitare al più presto il contagio sul posto di lavoro: il dipendente che sospetta di essere entrato a contatto con il Covid se ne deve andare a casa subito piuttosto che rischiare di trasmetterlo ai colleghi. È questo il monito della Fondazione studi dei consulenti del lavoro sul comportamento da adottare in caso di sospetto contagio da Covid. Basta che il lavoratore sia potenzialmente positivo per giustificare l’assenza, secondo la Fondazione.

Nel dossier reso pubblico ieri, i consulenti intimano chi ha la febbre ad almeno 37.5° o altri sintomi simili a quelli influenzali a rimanere a casa e a chiamare il proprio medico di base. Grava, dunque, sul dipendente la responsabilità del controllo iniziale ancor prima di uscire dalla propria abitazione: il controllo della temperatura può essere fatto anche all’ingresso dell’azienda, ma il datore di lavoro non è obbligato a farlo.

Se, invece, durante la giornata il dipendente avverte qualche sintomo che possa far pensare alla febbre o anche ad un’infezione respiratoria (tosse, malessere generale), deve avvisare al più presto il suo diretto superiore, l’ufficio del personale o il datore di lavoro. Scattano l’isolamento lontano dai colleghi e la telefonata al medico di famiglia.

Nel caso in cui il lavoratore sappia di essere entrato in contatto con una persona risultata positiva al Covid, è tenuto a segnalarlo in azienda. Se ancora si trova a casa, dovrà rimanere nella sua abitazione. Altrimenti, se viene a saperlo quando è già al lavoro, deve abbandonare subito il suo posto e tornarsene a casa in attesa delle opportune disposizioni sull’isolamento o la quarantena. Può continuare l’attività, invece, se sa di essere stato in contatto con una persona che sospetta di essere positiva ma che ancora non ha avuto il risultato di un test.

Resta fondamentale, secondo la Fondazione dei consulenti, il ruolo del medico di fabbrica o medico competente che, collaborando con il datore di lavoro e con i responsabili della sicurezza, segnalano situazioni di particolare criticità all’interno dell’azienda e gli eventuali interventi da fare per garantire la tutela della salute e la sicurezza sul posto di lavoro.



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