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Covid: novità sui parametri delle fasce a rischio

17 Novembre 2020 | Autore:
Covid: novità sui parametri delle fasce a rischio

Il pressing delle Regioni sull’Esecutivo per definire i coefficienti di rischio che stabiliscono quale colore (giallo, arancione, rosso) attribuire al proprio territorio.

I parametri attraverso cui il ministero della Salute decide in quali zone di rischio (gialla, arancione, rossa) deve essere inserita una Regione sono 21. Attraverso la combinazione di questi coefficienti viene definito il quadro generale del rischio presente in un determinato territorio e, di conseguenza, si individuano le limitazioni che bisogna applicare in quella specifica area.

In base all’ultimo Dpcm del Governo, questi 21 parametri sono legati alla diffusione del contagio; alla gestione dei casi e alla tenuta del sistema sanitario.

A proposito di questi coefficienti di rischio, il pressing sull’Esecutivo ha i toni decisi di Massimiliano Fedriga, che ha chiesto e ottenuto per oggi la riunione straordinaria della Conferenza delle Regioni: «Potremo finalmente confrontarci sui criteri applicati dal Comitato tecnico scientifico rispetto ai dati forniti a livello regionale – dice l’esponente leghista -. È un atto dovuto per chiarezza nei confronti dei cittadini e delle imprese della mia regione».

Il vicepresidente del Fvg, Riccardo Riccardi ha scritto su Twitter: «I 21 parametri per definire le misure restrittive utili al contenimento #Covid_19 vanno rivisti. Consenso unanime alla proposta del presidente del Friuli Venezia Giulia Massimiliano Fedriga nella Conferenza delle Regioni di oggi. Ora il confronto con il Governo».

Il presidente del Veneto Luca Zaia, reduce dalla riunione dei presidenti di Regione, ha precisato che «Dalla riunione è emersa in maniera unanime la richiesta di un confronto puntuale con il Governo su parametri e modalità per la decisione sulle fasce». «Si chiede in pratica un confronto preventivo, in tempi utili, per portare le proprie argomentazioni prima di una decisione: ‘Non mi puoi dire il venerdì che sabato sono in fascia rossa o arancione’ -ha spiegato Zaia- e ancora abbiamo sottolineato la necessità di stabilire anche un tagliando di questi parametri».

«Il collega del Friuli Venezia Giulia aveva richiesto questa riunione ed ha argomentato con dovizia la sua richiesta: la preoccupazione che ci sia sempre un confronto prima della decisione su una fascia di rischio». «D’altronde -ha continuato Zaia- Veneto, Emilia Romagna e Friuli Venezia Giulia avevano adottato delle restrizioni autonomamente, prima di quelle del governo, dimostrando fino in fondo un concreto senso di responsabilità».

Pertanto, dopo due settimane di misure restrittive per le regioni rosse e arancioni, i territori più penalizzati dalle norme anti-Covid, nella terza settimana di monitoraggio e verifica, potrebbero essere possibili «allentamenti per alcune aree, ma questa cosa va ancora stabilita». È quanto dichiarato da una fonte di Governo sentita dall’agenzia di stampa Ansa.

In pratica, ciascun territorio mantiene il colore assegnatogli in base ai 21 parametri delle fasce di rischio per minimo due settimane. Dalla terza settimana in poi, in presenza di numeri incoraggianti, si può iniziare a parlare di “allentamenti”.

Ma quali saranno le aree sottoposte a nuova valutazione? Le prime zone dichiarate rosse, ovvero Lombardia, Piemonte, Calabria, Valle d’Aosta ed Alto Adige (Provincia autonoma). L’intento è fare allentare la stretta anti-Covid e ottenere cambiamenti di fascia anche prima del nuovo Dpcm che definirà le regole per le feste natalizie.

Quindi, dal 27 novembre, come precisa La Repubblica, potrebbero uscire dalla zona rossa Piemonte, Calabria, Valle d’Aosta ed Alto Adige e Lombardia, mentre Bergamo e Brescia potrebbero passare a quella arancione; Toscana e Campania, invece, per scoprire se possono “cambiare colore” dovrebbero attendere l’11 dicembre.



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2 Commenti

  1. L’Italia dai mille colori! Ormai, rischio di perdermi tra le mille decisioni del ministero tra zone gialle, arancioni e rosse. E gli italiani sono stufi di queste tarantelle. Prima rosso, poi arancione, poi vediamo come vanno le cose. Insomma, già la pensione è quella che è. Poi, mettiamoci la didattica a distanza che per certe famiglie è problematica visto che mancano ancora i mezzi, pc e connessione veloce

  2. Ci servono regole ferree altrimenti non ne usciamo. Quindi, io mi fido di quelle restrizioni che continueranno a mantenere e la speranza resta favorire le regioni con difficoltà nel sistema sanitario

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