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Covid: la condizione per allentare le misure a Natale

17 Novembre 2020
Covid: la condizione per allentare le misure a Natale

La responsabilità individuale è una parte non trascurabile della strategia per combattere il virus.

Natale in lockdown? Per molte regioni d’Italia può diventare una realtà. L’attribuzione dei colori, in base alla gravità del rischio, varia ogni due settimane, a seconda dell’andamento dell’epidemia.

Nessuno ha la sfera di vetro per prevedere esattamente cosa accadrà da qui al mese prossimo, ma vale una regola fondamentale: quella della responsabilità. Lo ha ribadito oggi il presidente dell’Istituto superiore di sanità (Iss) Silvio Brusaferro, durante la conferenza stampa per aggiornare sulla curva dei contagi.

«Cosa succederà a Natale dipenderà molto dai comportamenti individuali e da quanto rispettiamo le regole – ha dichiarato Brusaferro -. L’aver adottato delle misure stringenti nelle zone del Paese dove l’Rt è più elevato ha la finalità di raffreddare l’indicatore e che rapidamente l’Rt vada sotto 1, che comunque significa che i casi crescono lentamente, ma comunque crescono. L’obiettivo è portare Rt dove è sopra 1 sotto a questo livello».

Mantenere l’indice della capacità di contagio sotto al valore 1 consentirà di «evitare che l’epidemia corra senza controllo». Brusaferro ha anche detto che gli ambiente scolastici sono fortemente controllati, dal punto di vista della circolazione del virus: il ministero dell’Istruzione ha avviato un monitoraggio apposito per la scuola.

Agli occhi degli esperti, si delinea «un quadro stabile, con i positivi in lieve diminuzione, ma le quantità di ricoveri e decessi non sono buone e rappresentano la conseguenza dei casi che si sono cumulati in queste settimane», ha spiegato Gianni Rezza, direttore del dipartimento Prevenzione del ministero della Salute.

Vuol dire che l’epidemia sta lievemente allentando la morsa. Ci sono, però, dei dati non confortanti, come il numero delle vittime, oggi arrivato a 731, e anche «il rapporto tra test positivi su test totali, intorno al 15%» che, a dire di Rezza, è ancora elevato.

In queste ore, la polemica ha investito i 21 indicatori attraverso i quali si decide se collocare una regione in zona gialla, arancione o rossa. «Il sistema è articolato e complesso, non è una pagella – ha detto Rezza -. Servono più indicatori per rappresentare la realtà al meglio, data la complessità della sanità italiana».



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