Cronaca | News

Covid: le richieste delle Regioni sulle zone a rischio

17 Novembre 2020
Covid: le richieste delle Regioni sulle zone a rischio

La proposta dei governatori sui criteri per attribuire il colore giallo, arancione o rosso ai singoli territori.

Cinque parametri che, secondo i presidenti di Regione, consentirebbero un monitoraggio dell’epidemia di Coronavirus più calzante e corrispondente allo scenario attuale. A proporli all’Esecutivo sono le stesse Regioni. Riunitesi in oggi in conferenza, hanno scritto una lettera al Governo con loro suggerimenti.

Chiedono di usare i 5 indicatori da esse elencati al posto dei 21 attuali, in base ai quali si sceglie se posizionare una regione in fascia gialla, arancione o rossa (per approfondire leggi qui: Covid, cosa sono le fasce di rischio lockdownCovid: novità sui parametri delle fasce a rischio). I 21 criteri erano stati definiti ad aprile dal ministero della Salute, mentre la suddivisione del Paese in fasce di rischio risale all’ultimo Dpcm del 3 novembre.

Le Regioni chiedono di cambiare sistema proprio perché quei 21 parametri andavano bene per lo scenario epidemiologico della prima ondata. «Non sono più adeguati al monitoraggio attuale», hanno scritto nella lettera.

Quindi, propongono di basarsi su 5 indicatori:

  • la percentuale di tamponi positivi, escludendo dal conteggio la ripetizione dei test per chi era già risultato infetto, in modo da non conteggiare positivi in più. Nel calcolo andrebbero, invece, inseriti anche i test rapidi, secondo le Regioni;
  • una nuova modalità di calcolo dell’indice di contagio Rt, in base alla sorveglianza integrata dell’Istituto superiore di sanità (Iss);
  • il numero di posti letto di terapia intensiva occupati causa Covid;
  • il numero di posti letto di area medica dedicati a malati di Coronavirus;
  • le risorse di cui ogni Regione dispone in termini di personale per eseguire il contact-tracing.

In serata, l’agenzia di stampa Adnkronos ha interpellato il ministro della Salute Roberto Speranza sulla proposta. «Il dialogo con le Regioni è sempre aperto – ha detto Speranza -. I 21 parametri indicano l’indice di rischio insieme all’Rt e determinano quali misure attuare sui territori». Dichiarazione che non sembra aprire a modifiche, almeno per ora.



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