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Cosa comporta la delega di funzioni da parte del datore di lavoro?

28 Gennaio 2021
Cosa comporta la delega di funzioni da parte del datore di lavoro?

Il datore di lavoro deve garantire ai lavoratori un ambiente di lavoro sicuro per la salute e la sicurezza.

Il luogo di lavoro è, spesso, fonte di pericolo per la salute e la sicurezza dei dipendenti. Per questo, nel corso del tempo, sono state approvate dal Parlamento diverse normative volte a tutelare la salute dei lavoratori e a prevedere specifici obblighi per il datore di lavoro. Ma chi risponde, in azienda, in caso di infortunio sul lavoro o malattia professionale?

La legge individua nel datore di lavoro il soggetto responsabile della sicurezza in azienda. Tuttavia, è possibile delegare tali compiti ad un soggetto terzo. Cosa comporta la delega di funzioni da parte del datore di lavoro?

Come vedremo, non tutti gli obblighi previsti dalla legge in materia di sicurezza sul lavoro sono delegabili. Inoltre, la delega non sempre garantisce l’assenza di responsabilità in capo al datore di lavoro. Ma andiamo per ordine.

Cos’è l’obbligo di sicurezza?

La legge [1] prevede che il datore di lavoro debba garantire la salute e la sicurezza dei lavoratori e, a tal fine, debba adottare ogni misura di sicurezza che, secondo la scienza, può contribuire a questo risultato. Tale posizione di garanzia del datore di lavoro viene detta obbligo di sicurezza.

Nello specifico, la normativa prevenzionistica in materia di sicurezza sul lavoro [2] ha individuato una serie di adempimenti che devono essere realizzati per garantire la salubrità dell’ambiente di lavoro e la tutela dei lavoratori.

Chi risponde della sicurezza sul lavoro?

La normativa in materia di sicurezza sul lavoro [3] individua nel datore di lavoro il soggetto responsabile dell’adempimento delle normative in materia. Con riferimento alla normativa in materia di sicurezza sul lavoro, per datore di lavoro si intende il soggetto titolare del rapporto di lavoro con il lavoratore o, comunque, il soggetto che, secondo il tipo e l’assetto dell’organizzazione nel cui ambito il lavoratore presta la propria attività, ha la responsabilità dell’organizzazione stessa o dell’unità produttiva in quanto esercita i poteri decisionali e di spesa. Di solito datore di lavoro è, dunque, l’amministratore unico, il consiglio di amministrazione oppure l’amministratore delegato se il consiglio ha individuato al suo interno tale figura come datore di lavoro ai sensi e per gli effetti delle norme in materia di salute e sicurezza sul lavoro.

La funzione di datore di lavoro può essere delegata?

La normativa in materia di sicurezza sul lavoro [4] prevede la possibilità che le funzioni in materia siano delegate da parte del datore di lavoro ad un altro soggetto. Spesso, il soggetto delegato è un ingegnere o un tecnico che ha specifiche competenze in materia prevenzionistica.

In ogni caso, la delega in materia di sicurezza sul lavoro è possibile solo nel rispetto dei seguenti limiti e condizioni:

  • che essa risulti da atto scritto recante data certa;
  • che il delegato possegga tutti i requisiti di professionalità ed esperienza richiesti dalla specifica natura delle funzioni delegate;
  • che essa attribuisca al delegato tutti i poteri di organizzazione, gestione e controllo richiesti dalla specifica natura delle funzioni delegate;
  • che essa attribuisca al delegato l’autonomia di spesa necessaria allo svolgimento delle funzioni delegate;
  • che la delega sia accettata dal delegato per iscritto.

Inoltre, alla delega di funzioni deve essere data adeguata e tempestiva pubblicità.

La delega di funzioni esonera sempre il datore di lavoro?

La delega di funzioni non può mai tradursi in un adempimento burocratico e formale, adottato tanto per spostare su un altro soggetto la responsabilità in caso di infortunio sul lavoro o malattia professionale. Infatti, se la delega non è effettiva, la responsabilità del datore di lavoro resta.

Inoltre, la delega di funzioni non esclude l’obbligo di vigilanza in capo al datore di lavoro in ordine al corretto espletamento da parte del delegato delle funzioni trasferite.

La delega non è, dunque, mai una scorciatoia per escludere la responsabilità del datore di lavoro.

In un caso abbastanza recente, ad esempio, la Cassazione [5] ha ribadito che è onere di colui il quale invoca la delega di funzioni, la prova rigorosa della sua esistenza a prescindere da un atto formale scritto di delega. Inoltre, gli Ermellini hanno ricordato che, in materia di infortuni sul lavoro, gli obblighi di prevenzione, assicurazione e sorveglianza gravanti sul datore di lavoro, possono essere trasferiti ad altri soggetti a condizione che il relativo atto di delega riguardi un ambito ben definito e non l’intera gestione aziendale, sia espresso ed effettivo, non equivoco ed investa un soggetto qualificato per professionalità ed esperienza che sia dotato dei relativi poteri di organizzazione, gestione, controllo e spesa, fermo restando, comunque, l’obbligo per il datore di lavoro di vigilare e di controllare che il delegato usi correttamente la delega, secondo quanto la legge prescrive.


note

[1] Art. 2087 cod. civ.

[2] D.lgs. 81/2008.

[3] Art. 2, D.lgs. 81/2008.

[4] Art. 16, D.lgs. 81/2008.

[5] Cassazione 28 marzo 2018, n. 14352.


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