Diritto e Fisco | Articoli

Distacco del lavoratore senza consenso

18 Novembre 2020
Distacco del lavoratore senza consenso

L’azienda in crisi può avvalersi del distacco a più di 50 km senza il consenso del dipendente.

Può il datore di lavoro effettuare il distacco del dipendente senza chiedergli prima l’autorizzazione? Il tema del distacco del lavoratore senza consenso è stato oggetto di ampio dibattito in giurisprudenza. Di recente, la Cassazione [1] è tornata sull’argomento spiegando in quali casi l’azienda può disporre di tale potere. 

Ma prima di parlare del distacco del lavoratore senza consenso, vediamo quale disciplina prevede, in questi casi, la legge [2].

Cos’è il distacco del lavoratore?

Il cosiddetto distacco si verifica quando un datore di lavoro (cosiddetto distaccante), per soddisfare un proprio interesse, pone temporaneamente uno o più lavoratori a disposizione di un altro soggetto (cosiddetto distaccatario) per l’esecuzione di una determinata attività lavorativa.

Il lavoratore può effettuare la sua prestazione presso il distaccatario anche solo parzialmente, continuando a svolgere presso il distaccante la restante parte della prestazione.

È possibile sottoporre a distacco anche i lavoratori assunti a tempo determinato.

Il datore di lavoro è tenuto a comunicare il distacco al ministero del Lavoro entro 5 giorni con modello Unificato Lav.

Distacco: chi deve pagare lo stipendio al dipendente?

In caso di distacco, ad essere responsabile del trattamento economico e del pagamento dei relativi contributi del lavoratore è il datore di lavoro distaccante, ossia l’azienda che ha proceduto ad effettuare il distacco stesso. È ammesso tuttavia un rimborso da parte del distaccatario.

Inoltre, la titolarità del rapporto resta in capo al datore di lavoro distaccante.

Distacco: c’è bisogno dell’autorizzazione del dipendente? 

Ai sensi di legge, il distacco che comporti un mutamento di mansioni deve avvenire sempre con il consenso del lavoratore interessato. 

Se il distacco comporta un trasferimento a un’unità produttiva posta a più di 50 km da quella in cui il lavoratore è adibito, esso può avvenire: 

  • o su consenso del lavoratore;
  • oppure se sussistono comprovate ragioni tecniche, organizzative, produttive o sostitutive.

Inoltre, il distacco non può mai concretizzarsi in un mero interesse al corrispettivo per la fornitura di lavoro altrui, che caratterizza, invece, la diversa fattispecie della somministrazione di lavoro.

Che succede se il distacco è illegittimo?

Quando il distacco avviene in violazione delle regole e delle condizioni appena viste, il lavoratore interessato può presentare ricorso al tribunale ordinario, sezione lavoro (notificato anche soltanto al soggetto che ne ha utilizzato la prestazione), per chiedere la costituzione di un rapporto di lavoro alle dipendenze del nuovo soggetto. 

Azienda in crisi: distacco senza consenso del lavoratore

L’azienda che affronta una crisi finanziaria può avvalersi del distacco a più di 50 km anche senza il consenso del dipendente.

È quanto affermato dalla Corte di Cassazione nella sentenza richiamata in apertura dell’articolo.

In sostanza, ricordano gli Ermellini, l’interesse al distacco può essere anche di natura non economica o patrimoniale in senso stretto, ma di tipo solidaristico: l’importante è che non si risolva in una mera somministrazione di lavoro altrui.

Secondo i chiarimenti forniti dal ministero del Lavoro [3], nei casi di contrazione dell’attività produttiva, è possibile il distacco dei lavoratori presso un’altra azienda del gruppo, quale strumento alternativo alla cassa integrazione. In detti casi, infatti, si può configurare in capo al datore di lavoro un interesse specifico a preservare in forza (e nella propria disponibilità) i lavoratori temporaneamente sospesi attraverso lo scambio di dipendenti con imprese appartenenti al medesimo gruppo. Occorre in ogni caso rispettare le condizioni generali di ammissibilità del distacco.


note

[1] Cass. sent. n. 18959 dell’11.09.2020.

[2] D. lgs. n. 276/2003 art. 30.

[3] Circ. Min. Lav. 24 giugno 2005 n. 28.

Autore immagine: it.depositphotos.com


Sostieni LaLeggepertutti.it

La pandemia ha colpito duramente anche il settore giornalistico. La pubblicità, di cui si nutre l’informazione online, è in forte calo, con perdite di oltre il 70%. Ma, a differenza degli altri comparti, i giornali online non ricevuto alcun sostegno da parte dello Stato. Per salvare l'informazione libera e gratuita, ti chiediamo un sostegno, una piccola donazione che ci consenta di mantenere in vita il nostro giornale. Questo ci permetterà di esistere anche dopo la pandemia, per offrirti un servizio sempre aggiornato e professionale. Diventa sostenitore clicca qui

Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema (max 1000 caratteri). Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 


NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI

CERCA SENTENZA

Canale video Questa è La Legge

Segui il nostro direttore su Youtube