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Ricorso contro multe per violazione Codice della Strada

28 Gennaio 2021 | Autore:
Ricorso contro multe per violazione Codice della Strada

Quando contestare una contravvenzione? Quali sono gli strumenti previsti per l’impugnazione? Come scegliere il tipo di opposizione da proporre?

Ti è stata elevata una multa per divieto di sosta. Secondo te, l’infrazione contestata è ingiusta e non intendi pagare la sanzione applicata. Perciò, vuoi presentare opposizione. Il ricorso contro le multe per violazione al Codice della strada puoi proporlo al prefetto o, in alternativa, dinanzi al giudice di pace, territorialmente competente in base alla località dove è stata rilevata la violazione. I motivi per impugnare possono attenere a vizi di forma, causati da un’erronea compilazione e redazione del relativo verbale (ad esempio, nello stesso è indicato un veicolo che non corrisponde a quello di tua proprietà o è sbagliata la targa) – oppure a vizi sostanziali, che dipendono dal mancato rispetto da parte dell’organo accertatore delle regole previste dal codice stradale o da altre disposizioni di legge (pensa all’ipotesi in cui l’apparecchio utilizzato per rilevare un eccesso di velocità non era omologato).

Altresì, la multa può essere impugnata quando ti viene notificata oltre il termine prescritto dalla legge, che è di 90 giorni dalla contestazione immediata della violazione o dalla data di accertamento dell’infrazione [1]. In ogni caso, ricorda che se trovi il verbale sul parabrezza dell’auto, per impugnarlo devi comunque attendere che ti venga notificato a casa.

Quando è possibile chiedere l’annullamento in autotutela

Se la multa è palesemente illegittima o errata (ad esempio, per vizi di forma o perché il relativo verbale contiene un errore di persona o un’errata valutazione del fatto contestato) prima di presentare ricorso, puoi tentare la strada dell’autotutela, chiedendone l’annullamento all’ente che l’ha emanata. Ad esempio, se la multa è stata elevata da un vigile urbano, puoi presentare il ricorso in autotutela al comando della polizia municipale dal quale lo stesso dipende.

L’autotutela è espressione del potere/dovere dell’amministrazione di correggere o annullare, su propria iniziativa o su richiesta del cittadino, quegli atti che risultano illegittimi o infondati.

Per proporre tale tipo di opposizione, non devi rispettare alcun termine specifico ma devi comunque fare attenzione a quelli prescritti per il ricorso al prefetto e al giudice di pace. Infatti, se viene rigettato il ricorso in autotutela e sono decorsi i termini previsti per gli altri tipi di opposizione, non potrai più esercitare queste due opzioni.

Ricorso al prefetto: come si presenta e quali sono i possibili esiti

Quando nel verbale riscontri dei difetti o degli errori che non richiedono una valutazione del caso nel merito, puoi opporti alla multa presentando un ricorso al prefetto, il quale si limita a svolgere un controllo solo formale dell’atto.

Per la presentazione dell’impugnazione, devi rispettare un termine ben preciso, ovvero 60 giorni, che decorrono dalla contestazione immediata della violazione oppure dalla notifica del verbale.

Puoi presentare il ricorso direttamente al prefetto o al comando a cui appartiene l’organo accertatore che ha elevato la multa, che lo trasmetterà a sua volta al prefetto. In entrambe le ipotesi, il ricorso è gratuito.

Nel primo caso il prefetto, nel termine di 30 giorni dal ricevimento, trasmette il ricorso all’organo accertatore, con la documentazione da te allegata. Quest’ultimo ha 60 giorni di tempo per compiere l’istruttoria e trasmettere gli atti e le note tecniche al prefetto.

Esaminata la documentazione allegata al ricorso e gli atti trasmessi dall’organo accertatore, il prefetto si pronuncia nei 120 giorni successivi alla ricezione del fascicolo.

Se rigetta l’opposizione, emette un’ordinanza motivata con la quale ti obbliga al pagamento di una determinata somma, non inferiore al doppio del minimo per ogni singola violazione e comprensiva del pagamento delle spese. Tale ingiunzione di pagamento ti viene notificata entro 150 giorni dalla sua adozione. Devi pagare la somma indicata nel termine di 30 giorni dalla notificazione, all’ufficio del registro o al diverso ufficio indicato nella stessa ingiunzione.

Invece, se il prefetto ritiene fondata l’opposizione che hai proposto, emette un’ordinanza motivata di archiviazione degli atti, che viene comunicata integralmente al comando cui appartiene l’organo accertatore. Sarà quest’ultimo, poi, ad informarti dell’accoglimento del ricorso.

Se il prefetto non emette alcuna decisione nel termine sopra indicato, il ricorso si considera accolto.

Nella seconda ipotesi, cioè se invii il ricorso al comando al quale appartiene l’organo accertatore, quest’ultimo lo trasmette al prefetto nel termine di 60 giorni dal ricevimento. Il prefetto ha 120 giorni per decidere e nei 150 giorni successivi ti viene comunicata la sua decisione.

Contro l’ordinanza prefettizia di rigetto puoi proporre ricorso al giudice di pace entro 30 giorni dalla notifica del provvedimento.

Ricorso al giudice di pace: come si propone e cosa può decidere

Se non hai presentato ricorso al prefetto oppure non hai già pagato la contravvenzione, puoi proporre opposizione dinanzi al giudice di pace, nel termine di 30 giorni dalla data di contestazione del verbale o da quella di notifica.

Puoi presentare il ricorso personalmente o a mezzo difensore presso la cancelleria dell’ufficio del giudice di pace territorialmente competente oppure puoi spedirlo con raccomandata a/r.

Al ricorso devi allegare:

  1. l’originale del verbale impugnato;
  2. quattro copie del ricorso;
  3. le fotocopie dei documenti che intendi sottoporre all’esame del giudice;
  4. la fotocopia del tuo documento di riconoscimento;
  5. la ricevuta di pagamento del contributo unificato e dei diritti di notifica.

Altresì, puoi compilare il ricorso online sul sito istituzionale del giudice di pace (www.gdp.giustizia.it), seguendo l’apposita procedura. Successivamente, devi stampare il ricorso con la sua nota d’iscrizione a ruolo telematica e lo devi presentare in cancelleria, depositandolo o inviandolo per posta. In caso di mancata formalizzazione dell’iscrizione a ruolo presso la cancelleria, la pre-iscrizione telematica non riveste alcun valore giuridico e viene cancellata dal sistema dopo 6 mesi.

I costi per la presentazione dell’impugnazione sono pari a 27 euro per la marca da bollo più 43 euro a titolo di contributo unificato, considerato che la maggior parte delle multe non eccede i 1.100 euro.

Il giudice di pace ordina, quindi, all’autorità che ha emesso la multa di depositare in cancelleria, 10 giorni prima dell’udienza fissata, copia del rapporto con gli atti relativi all’accertamento.

Il giudice di pace può:

  • accogliere il ricorso perché fondato ed annullare in tutto o in parte la multa;
  • rigettare il ricorso e porre a tuo carico il pagamento della sanzione ed eventualmente anche quello delle spese del procedimento. Il pagamento devi effettuarlo entro 30 giorni dalla notifica della sentenza;
  • dichiarare inammissibile il ricorso, ad esempio perché lo hai presentato in ritardo;
  • convalidare la multa, se non ti presenti all’udienza senza valido motivo e dalla documentazione allegata risulta che la stessa è legittima.

Contro la sentenza del giudice di pace puoi proporre appello in tribunale.

note

[1] Art. 201 cod. strada.


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1 Commento

  1. Un ricorso al.prefetto per decorrenza dei termini della notifica della multa mi e stato respinto perche il decreto ” salva italia di marzo aveva prorogato i termini . Il tutto mi e stato comunicato su mio interesamento telefonico dalla polizia municipale a dicembrec2020 dopo 8 mesi dalla notifica di una infrazione del 6 narzo 2020. C e una corrispondenza tra uffici che appare inaudita per arrivare ad jna comunicazione finale del genere. E con un visto maggiorato della multa da euro 174 a 705€uro. Grazie

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