Diritto e Fisco | Articoli

Che cosa fa l’avvocato penalista?

19 Novembre 2020 | Autore:
Che cosa fa l’avvocato penalista?

Il lavoro del difensore dalle indagini preliminari fino all’esecuzione della pena: investigazioni difensive, memorie, arringhe, appello, misure alternative.

Fare l’avvocato significa assumersi la responsabilità di difendere il proprio assistito sostenendo le sue ragioni davanti al giudice. Sebbene molti pensino che il lavoro dell’avvocato si riduca a fare lo scribacchino nel proprio ufficio, in realtà la sua funzione è fondamentale all’interno dell’ordinamento giuridico italiano. La sua professione è implicitamente prevista addirittura in Costituzione, laddove si dice che la difesa è diritto inviolabile in ogni stato e grado del procedimento. Quanto detto vale per tutti gli avvocati e, forse, ancor di più per i penalisti, cioè per coloro che assistono i propri clienti in un procedimento che ha ad oggetto la commissione di un reato. Che cosa fa l’avvocato penalista?

L’avvocato penalista non si limita a difendere l’imputato davanti al giudice; la sua opera va ben oltre la mera assistenza in giudizio. Non tutti sanno, ad esempio, che l’avvocato penalista può svolgere attività investigativa esattamente come il pubblico ministero, ascoltando testimoni e raccogliendo documenti utili da produrre in giudizio, oppure che può essere d’aiuto al suo cliente anche dopo la condanna, quando oramai la sentenza è definitiva. Insomma: il penalista accompagna il suo cliente dall’inizio delle indagini sino alla sentenza finale, che si spera di assoluzione; nel caso di condanna, il lavoro dell’avvocato penalista prosegue ancora in fase d’esecuzione, potendo aiutare il proprio assistito a uscire prima dal carcere oppure a cancellare una vecchia condanna. Se l’argomento ti incuriosisce, prosegui nella lettura: scoprirai che cosa fa l’avvocato penalista e perché il suo ruolo, così importante, non si esaurisce solamente in un’aula di tribunale.

Cosa fa il penalista durante le indagini preliminari?

L’avvocato penalista assiste il suo cliente sin dalla fase delle indagini preliminari, quando ancora non c’è stato un formale rinvio a giudizio da parte del giudice.

Cosa fa l’avvocato dell’indagato? Innanzitutto, egli può compiere delle investigazioni nell’interesse del suo assistito, esattamente come fa la Procura della Repubblica, seppur con poteri molto più limitati.

L’avvocato penalista può raccogliere le deposizioni di persone informate sui fatti oppure chiedere di accedere alla documentazione in possesso della pubblica amministrazione.

Al di là dei poteri investigativi, l’avvocato penalista assiste l’indagato presentando memorie difensive, prendendo visione degli atti quando le indagini si sono concluse, sollecitando l’archiviazione della notizia di reato.

Se l’indagato è raggiunto da misure cautelari (come ad esempio gli arresti domiciliari), l’avvocato penalista ricorre al giudice affinché al suo assistito venga restituita la libertà in attesa del giudizio.

Lo stesso accade se la Procura dispone il sequestro dei beni dell’indagato. Anche in questa circostanza, l’avvocato si adopererà per ottenere il dissequestro e la conseguente restituzione delle cose appartenenti al suo cliente.

Cosa fa il penalista durante il processo?

L’immagine che tutti hanno dell’avvocato penalista è quella del difensore che fa la sua arringa in tribunale davanti al giudice. Questa è solo una piccola parte di ciò che fa il legale durante la celebrazione del giudizio.

L’avvocato penalista si prepara al giudizio mettendosi d’accordo con il suo assistito per elaborare la migliore strategia difensiva possibile.

Innanzitutto, davanti a una richiesta di rinvio a giudizio a carico del proprio cliente, l’avvocato deve scegliere quale rito seguire. Le alternative sono tante, ognuna con conseguenze differenti: ci sono il rito abbreviato, il giudizio immediato, il patteggiamento, la messa alla prova, l’oblazione.

In base alla scelta del rito, l’avvocato dovrà comportarsi di conseguenza. Ad esempio, se sceglie il patteggiamento, l’avvocato dovrà trovare un accordo con il pubblico ministero al fine di giungere a una pena condivisa; se sceglie il rito abbreviato, dovrà preparare un’adeguata arringa sulla scorta dei soli atti d’indagine; se decide di andare al dibattimento, dovrà presentare una lista di testimoni e prepararsi a un lungo processo.

Cosa fa il penalista durante l’appello?

Nel caso in cui il giudizio di primo grado dovesse terminare con una condanna, l’avvocato penalista dovrà preparare l’appello contro la decisione sfavorevole.

L’impugnazione della sentenza di condanna apre le porte a un nuovo grado di giudizio: quello d’appello, appunto. In questa sede, l’avvocato dovrà continuare a perorare le ragioni del proprio assistito, avendo cura di criticare tutti gli aspetti salienti della sentenza di condanna di primo grado.

Di norma, in appello non è consentito raccogliere nuove prove. Eccezionalmente, però, l’avvocato può chiedere al giudice di sentire nuovi testimoni o di accettare il deposito di nuova documentazione, se ciò risulta assolutamente indispensabile ai fini del decidere oppure se si dimostra che è stato impossibile raccogliere le prove in primo grado (ad esempio, perché il testimone era all’epoca irreperibile o scomparso).

Se anche l’appello dovesse andare male, allora l’avvocato penalista può proporre ricorso per Cassazione.

Cosa fa il penalista quando la condanna è definitiva?

Terminati i gradi di giudizio, se l’imputato è stato condannato in via definitiva, il lavoro dell’avvocato non è ancora finito.

Per la precisione, durante l’esecuzione della pena detentiva l’avvocato penalista potrà fare richiesta al tribunale di sorveglianza affinché al suo assistito si applichi una delle misure alternative alla detenzione, quale:

  • l’affidamento in prova ai servizi sociali;
  • la detenzione domiciliare;
  • la semilibertà;
  • la liberazione anticipata.

Insomma: nonostante la condanna definitiva, l’avvocato penalista può ancora essere di estremo aiuto al proprio assistito, visto che, grazie a una delle misure appena elencate, può abbreviargli la pena detentiva oppure addirittura evitargliela del tutto.

Ma non solo. Decorso un determinato lasso di tempo dall’intervenuta condanna (tre anni, otto se si tratta di recidivi), l’avvocato penalista può aiutare il suo assistito a ottenere la riabilitazione penale, estinguendo così le pene accessorie e ogni altro effetto penale della condanna.


note

Autore immagine: Canva.com


Sostieni LaLeggepertutti.it

La pandemia ha colpito duramente anche il settore giornalistico. La pubblicità, di cui si nutre l’informazione online, è in forte calo, con perdite di oltre il 70%. Ma, a differenza degli altri comparti, i giornali online non ricevuto alcun sostegno da parte dello Stato. Per salvare l'informazione libera e gratuita, ti chiediamo un sostegno, una piccola donazione che ci consenta di mantenere in vita il nostro giornale. Questo ci permetterà di esistere anche dopo la pandemia, per offrirti un servizio sempre aggiornato e professionale. Diventa sostenitore clicca qui

Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema (max 1000 caratteri). Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 


NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI

CERCA SENTENZA

Canale video Questa è La Legge

Segui il nostro direttore su Youtube