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Lavoro: chi deve pagare i corsi di formazione obbligatoria?

29 Gennaio 2021
Lavoro: chi deve pagare i corsi di formazione obbligatoria?

La legge, in determinate circostanze, prevede l’obbligo di erogare ai lavoratori una formazione specifica su alcune materie.

Sei un lavoratore dipendente. Il datore di lavoro ti ha comunicato che devi svolgere dei corsi di formazione previsti dalla legge e che devi pagare il relativo costo. Reputi tale richiesta illegittima e ti chiedi cosa preveda la legge in merito.

La formazione dei lavoratori è molto importante per consentire agli stessi di accrescere costantemente il loro bagaglio di conoscenze e di competenze. In certi casi, la legge prescrive che sia obbligatorio partecipare alla formazione. In tali circostanze, un dubbio sorge al datore di lavoro: chi deve pagare i corsi di formazione obbligatoria? Come vedremo, non esiste una regola generale applicabile a tutti i casi di formazione obbligatoria. Tuttavia, generalmente, gli oneri della formazione sono a carico del datore di lavoro.

Che cos’è la formazione obbligatoria?

Si parla di formazione obbligatoria nei casi in cui la legge obbliga il datore di lavoro ad erogare ai lavoratori una formazione specifica in una determinata materia. Può accadere, ad esempio, che la formazione sia strettamente correlata alle mansioni svolte dal lavoratore che richiedono un costante aggiornamento e un training specifico.

Ad esempio, quando viene sottoscritto un contratto di apprendistato, il datore di lavoro si obbliga ad erogare all’apprendista, oltre alla retribuzione, anche la formazione specifica che gli consente di acquisire la qualifica professionale per la quale è stato stipulato il contratto. In questo caso, ovviamente, il costo della formazione è a carico del datore di lavoro in quanto l’attività formativa è parte delle obbligazioni scaturenti dal contratto stesso.

Formazione in materia di sicurezza sul lavoro

Un altro ambito nel quale la legge prevede la formazione obbligatoria dei dipendenti è la salute e sicurezza sul lavoro.

L’obbligo di formazione è stabilito direttamente dalla legge [1] che ne indica i relativi contenuti, le caratteristiche e le modalità di erogazione. La formazione in materia di sicurezza sul lavoro viene erogata ai dipendenti attraverso specifici corsi.

In particolare, l’Accordo Stato-Regioni in materia [2] ha previsto che il corso da erogare ai dipendenti deve essere costituito da una parte generale, che deve durare 4 ore, comune a tutti i dipendenti a cui si aggiunge una parte in cui vengono affrontati i rischi specifici connessi alle singole lavorazioni di durata e contenuti variabili sulla base del livello di rischio Ateco attribuito all’azienda.

In particolare, la parte specifica deve avere le seguenti durate:

  • livello di rischio basso: durata 4 ore;
  • livello di rischio medio: durata 8 ore;
  • livello di rischio alto: durata 12 ore.

Una volta conclusi i corsi, i lavoratori devono essere sottoposti ad un test di verifica. Se la prova verrà superata, sarà consegnato un attestato che certifica le competenze e le conoscenze acquisite dal dipendente. Tale attestazione deve essere rinnovata ogni cinque anni attraverso corsi di aggiornamento della durata di 6 ore uguali per tutti i lavoratori.

La disciplina della formazione in materia di sicurezza sul lavoro prevede, poi, l’erogazione di corsi specifici e maggiormente approfonditi per i soggetti che rivestono particolari ruoli nella gestione aziendale della sicurezza, tra cui:

  • rappresentante dei lavoratori per la sicurezza (Rls);
  • preposto;
  • dirigente;
  • addetto alla gestione emergenze.

A questi soggetti, infatti, è richiesta l’acquisizione di particolari ed ulteriori competenze.

Formazione obbligatoria: quando deve essere svolta?

La formazione in materia di sicurezza sul lavoro dovrebbe essere erogata al lavoratore prima dell’effettivo inizio della prestazione di lavoro. Si prevede, tuttavia, la possibilità di assolvere a tale adempimento entro 60 giorni dalla data di assunzione.

Inoltre, occorre erogare la formazione nei seguenti casi:

  • modifica delle mansioni del lavoratore o trasferimento ad altra sede di lavoro;
  • modifiche del processo lavorativo dalle quali derivino nuovi rischi.

I corsi di formazione devono svolgersi, tendenzialmente, durante l’orario di lavoro. Se, tuttavia, l’attività formativa si svolge fuori dell’orario di lavoro, tali ore devono essere remunerate come lavoro straordinario.

Formazione obbligatoria: chi paga?

La legge prevede espressamente che la formazione non deve comportare oneri economici a carico dei dipendenti. Ne consegue che il costo della formazione è a carico del datore di lavoro.

Oltre a dover pagare chi eroga la formazione, il datore di lavoro deve anche remunerare i lavoratori durante le ore di formazione. Inoltre, se per seguire i corsi il lavoratore ha dovuto effettuare degli spostamenti, egli avrà diritto anche al rimborso delle spese del viaggio.


note

[1] Art. 37, D. Lgs. 81/2008.

[2] Accordo Stato-Regioni n. 223 del 21.12.2011 e del 7.07.2016.


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