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Lo sai che? Se un bambino o un minore picchia un suo amichetto chi è responsabile?

Lo sai che? Pubblicato il 22 dicembre 2013

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> Lo sai che? Pubblicato il 22 dicembre 2013

Se il minore ha meno di quattordici anni per legge non è “imputabile”, quindi non punibile penalmente e, per gli eventuali danni, sono tenuti al risarcimento i genitori; invece, il minore che ha compiuto quattordici anni è imputabile quindi responsabile penalmente.

Capita spesso che i bambini giocando tra loro arrivino a litigare e, finché tutto rimane nel contesto del litigio verbale, non c’è alcun problema. Ma se la lite sfocia in uno scontro fisico allora la cosa può diventare più seria.

Per il nostro ordinamento l’imputabilità penale (ossia la responsabilità personale per i reati commessi) scatta al quattordicesimo anno.

La legge [1], infatti, sancisce che “nessuno può essere punito per un fatto preveduto dalla legge come reato, se al momento in cui l’ha commesso, non era imputabile”.

Cosa si intende per “imputabile”?

È imputabile [2] chi ha la cosiddetta “capacità d’intendere e volere”. Dunque, per poter avviare un procedimento penale nei confronti di un minore è necessario:

1) che questi abbia almeno compiuto 14 anni;

2) che, comunque, anche se maggiore di 14 anni, fosse cosciente e volente al momento dell’illecito, cioè fosse in grado di intendere e volere (tale non sarebbe, per esempio, un ragazzo con degli handicap, con delle patologie psichiche, ecc.).

Solo se ricorrono tali due condizioni, il minore risponde per le proprie azioni davanti al Tribunale per i minorenni.

Quando poi il minore diventa maggiorenne, anziché essere giudicato dal tribunale dei minori viene giudicato dal tribunale ordinario.

Cosa si intende per “non imputabile”?

Per la legge [2] non è imputabile chi, nel momento in cui ha commesso il fatto, non aveva compiuto i quattordici anni. Ciò perché si presume che il minore di quattordici anni, proprio per via della sua giovane età, è sfornito di una certa capacità e, cioè, è incapace di comprendere la gravità del fatto commesso.

Di conseguenza non possono essere applicate nei confronti di un minore di 14 anni misure penali che implichino un addebito di responsabilità.

In conclusione, se un minore di 14 anni picchia un suo compagno o in modo accidentale gli causa delle lesioni (fosse anche la morte) non risponde penalmente per l’evento; ma suoi i genitori saranno tenuti al risarcimento del danno, così come previsto dal codice civile [4] per i fatti commessi dal figlio.

I genitori per poter essere esonerati dall’obbligo di risarcire il danno causato dal figlio devono fornire una prova che spesso è assai difficile da raggiungere: dimostrare di aver fatto di tutto per impedire il fatto. Più in dettaglio, devono dimostrare di aver impartito ai figli un’educazione e un’istruzione consone alle proprie condizioni familiari e sociali e di aver inoltre vigilato sulla sua condotta.

Se poi il minore ha da sempre manifestato un carattere ribelle e indisciplinato, i genitori devono dimostrare qualcosa in più: di aver fatto di tutto per garantire una maggiore vigilanza.

note

[1] Art. 85 cod. pen.

[2] Art.98 cod. pen.

[3] Art. 97 cod. pen.

[4] Art. 2048 cod. civ.

Autore foto: 123rf.com

Se un figlio minore degli anni quattordici picchia un suo compagno o in maniera accidentale gli provoca delle lesioni, per il risarcimento del danno conseguente alle lesioni fisiche risponderanno i genitori secondo le norme del codice civile.

Se il minore ha già compiuto quattordici anni, si considera un soggetto imputabile; quindi, per le sue azioni compiute risponderà egli stesso, penalmente, davanti al Tribunale per i minorenni.

Anche quando il minore degli anni quattordici picchia, ferisce o addirittura causa la morte di un altro minore o di un adulto, sono sempre i genitori a dover risarcire il danno in sede civile.

Non può esservi responsabilità penale dei genitori perché la responsabilità penale è personale.


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