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Debiti con Equitalia: conviene opporsi al preavviso di ipoteca o attendere l’ipoteca?

26 dicembre 2013 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 26 dicembre 2013



È più conveniente fare opposizione al preavviso di ipoteca oppure attendere che venga messa l’ipoteca? Le cartelle con la firma per delega sono da ritenersi come firmate da persona che non ha i requisiti? Quanto costa fare incardinare una opposizione di cui sopra?

Pur non conoscendo i motivi dell’eventuale opposizione che, nel quesito qui indirizzato, si intende proporre contro l’ipoteca, risponderemo alle richieste per come segue.

Quanto alla convenienza dell’opposizione.

Il contribuente può, indifferentemente, decidere sia di impugnare già la comunicazione preventiva di ipoteca o attendere di impugnare la successiva iscrizione ipotecaria.

In passato, il contribuente che riteneva l’ipoteca illegittima doveva opporsi alla comunicazione dell’iscrizione ipotecaria già avvenuta. Tuttavia, da quando la legge del 2011 [1] ha introdotto l’obbligo di comunicazione preventiva di ipoteca, è possibile impugnare già tale atto. In ogni caso qualora il debitore decidesse di opporsi direttamente all’iscrizione ipotecaria, potrà impugnare insieme a quest’ultima anche il preavviso di ipoteca [2].

La convenienza circa l’atto da impugnare (preavviso o iscrizione di ipoteca) dipende dal tipo di vizio che si intende denunciare.

Per semplificare, si possono distinguere le seguenti ipotesi:

1 vizi formali riguardanti la notifica del preavviso.

Per questi vizi, non è conveniente impugnare il preavviso perché esiste un principio elaborato dalla giurisprudenza secondo cui, qualora si facciano valere, in sede di impugnazione, i vizi di nullità o annullabilità della notifica dello stesso atto contro cui ci si oppone, tali vizi vengono automaticamente sanati (si dice che “l’atto ha raggiunto il suo scopo”). In pratica, se il contribuente fa valere il difetto di notifica del preavviso, opponendosi al preavviso medesimo, ha di fatto ammesso di averlo ricevuto.

Dunque, a tal fine, è sicuramente più conveniente impugnare il successivo atto ricevuto (iscrizione di ipoteca), in tal caso lamentando il difetto di notifica di quello precedente (il preavviso).

2 – vizi riguardanti la legittimità dell’ipoteca (quando, per esempio, non è mai stata notificata una cartella di pagamento o il debito sia stato già pagato).

In questo caso è indifferente impugnare il preavviso o l’iscrizione ipotecaria.

Potrebbe essere opportuno opporsi in via stragiudiziale (con la cosiddetta istanza in autotutela) già al preavviso, recandosi presso gli sportelli di Equitalia e dell’ente creditore e facendo presente l’illegittimità dell’ipoteca stessa.

Equitalia, inoltre, mette a disposizione dei contribuenti un apposito modello di autodichiarazione per la sospensione della riscossione coattiva dei crediti non dovuti.

Compilando tale modello, si può far presente che l’importo intimato non è dovuto (e di conseguenza l’ipoteca è illegittima) per i seguenti motivi:

– prescrizione o decadenza del diritto di credito, intervenuta in data antecedente a quella in cui il ruolo è reso esecutivo;

– provvedimento di sgravio emesso dall’ente creditore;

– sospensione amministrativa comunque concessa dall’ente creditore;

– sospensione giudiziale oppure sentenza che abbia annullato in tutto o in parte la pretesa dell’ente creditore, emessa in giudizio al quale l’agente della riscossione non ha preso parte;

– pagamento già effettuato.

In tutte le ipotesi sopra indicate si dovrà allegare all’autodichiarazione i documenti a sostegno delle ragioni (per es. ricevuta di pagamento, sentenza o provvedimento di sospensione giudiziale ecc.).

Se, nel frattempo, Equitalia iscrive ipoteca, ci si potrà opporrre a quest’ultima facendo valere i vizi formali o sostanziali della stessa.

Quanto alla firma per delega

Può accadere che gli atti di Equitalia siano firmati da un funzionario non dirigente.

In questa ipotesi l’atto è comunque valido se Equitalia dimostra che il dirigente aveva appositamente delegato, alla firma, il relativo funzionario. L’assenza di un atto di delega scritta rende l’atto nullo perché firmato da persona diversa dal capo ufficio e priva dei poteri propri di quest’ultimo.

Qualora il contribuente eccepisca il difetto di delega nell’eventuale giudizio di opposizione, sarà l’Ente creditore (l’Agenzia delle Entrate) a dover dimostrare l’esistenza della delega, producendola (per approfondimenti si rinvia all’articolo “Avviso di accertamento firmato non dal dirigente: se manca la delega è nullo”).

È comunque necessario considerare che, se è già stata notificata la cartella esattoriale, vuol dire che sono scaduti i termini per opporsi all’atto prodromico (se precedentemente notificato). In tal caso, non si potrà più contestare la mancanza di firma o di delega del dirigente.

Quanto ai costi della procedura di opposizione

Essi dipendono dal valore della controversia (coincidente con l’importo del debito per il quale viene iscritta l’ipoteca). In base a quest’ultimo variano, infatti, le tasse per l’iscrizione della causa (cosiddetto contributo unificato). Per farsi un’idea può verificare a questo link la tabella con l’importo dei contributi unificati: http://www.altalex.com/index.php?idnot=18505.

Oltre ai costi della tassazione, è da considerare l’onorario dell’avvocato che curerà l’opposizione; vista l’abolizione dei minimi tariffari, l’importo dell’onorario sarà praticato liberamente dall’avvocato stesso, in considerazione del valore e della difficoltà della causa.

note

[1] L. n.106/2011.

[2] Cass. sent. n. 5791/2008.

Autore immagine: 123rf.com

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