Cronaca | News

Covid: allarme nelle terapie intensive

18 Novembre 2020
Covid: allarme nelle terapie intensive

I posti letto occupati hanno oltrepassato la cosiddetta soglia critica, quella che indica che il sistema sanitario è in affanno.

La pandemia monopolizza gli ospedali. È pari al 42% del totale la quantità di posti letto di terapia intensiva attualmente occupati da malati Covid. Il ministero della Salute aveva indicato nel 30% la soglia critica, cioè il valore di riferimento che, una volta raggiunto, sarebbe diventato indicativo della pressione sulle strutture cliniche.

Che non è stato solo raggiunto, bensì superato di 12 punti percentuali, lo dice un rapporto dell’Agenzia per i servizi sanitari regionali (Agenas), aggiornato al 17 novembre. Il dato riguarda 17 regioni italiane, con un incremento che allarma: erano 10 le regioni in questa situazione, fino a una settimana fa.

Nel dettaglio, il quadro è questo:

  • Lombardia 64%;
  • Piemonte 61%;
  • Provincia autonoma di Bolzano 57%;
  • Umbria 55%;
  • Liguria 53%;
  • Toscana 47%;
  • Valle d’Aosta 46%;
  • Marche 45%;
  • Puglia 41%;
  • Provincia autonoma di Trento 39%;
  • Abruzzo e Sardegna 37%;
  • Emilia Romagna 35%;
  • Calabria e Campania 34%;
  • Basilicata 33%;
  • Lazio 32%;
  • Sicilia 30%.

Secondo l’Agenas, oltre ai posti letto di terapia intensiva, anche gli altri reparti degli ospedali (medicina interna, pneumologia, malattie infettive) stanno andando incontro al pienone. Si calcola che il 51% sia occupato da positivi al Coronavirus che necessitano di assistenza medica. La soglia critica, qui, era fissata al 40% e anche stavolta si è andati oltre.

Questo sta accadendo in 15 regioni italiane (erano 12, fino al 10 novembre). In particolare, questa è la situazione, territorio per territorio:

  • Provincia autonoma di Bolzano 95%;
  • Piemonte 92%;
  • Liguria 74%;
  • Valle d’Aosta 73%;
  • P.A. Trento 65%;
  • Lombardia 53%;
  • Marche 52%;
  • Puglia 51%;
  • Umbria 50%;
  • Lazio 49%;
  • Abruzzo, Emilia-Romagna e Campania 47%;
  • Calabria 43%;
  • Toscana 41%.

Il monitoraggio è stato eseguito aggregando dati del ministero della Salute e della Protezione civile. A testimoniare la tensione, anche la dichiarazione dello stato di agitazione da parte dei medici di famiglia, sovraccaricati dall’emergenza Covid. Al Governo recriminano di scaricare le responsabilità della pandemia su di loro.



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