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Qual è la differenza tra atto pubblico e scrittura privata?

19 Novembre 2020
Qual è la differenza tra atto pubblico e scrittura privata?

La formazione dell’atto, la presenza del pubblico ufficiale, la prova e la contestazione: le caratteristiche dell’atto pubblico e della scrittura privata. 

La differenza tra atto pubblico e scrittura privata è facile da comprendere: è sotto gli occhi di tutti e si percepisce nella pratica quotidiana; ciò nonostante, sfugge a chi non è pratico di diritto e non mastica la terminologia tecnica. Così solo chi ha studiato legge finisce per conoscere e comprendere a pieno tali concetti. 

In verità, quando si parla di atto pubblico e di scrittura privata ci si riferisce a due documenti assai simili nella forma ma con enormi differenze sotto il profilo della sostanza e dei soggetti che concorrono a formarli.

Vuoi sapere in due semplici parole qual è la differenza tra atto pubblico e scrittura privata? L’atto pubblico è il documento redatto da un pubblico ufficiale come può essere un notaio o un poliziotto (anche una multa è un atto pubblico). La scrittura privata è, invece, il documento creato da privati cittadini, senza l’assistenza di alcun pubblico ufficiale.

Da questa circostanza pratica derivano delle importanti implicazioni sia in termini di validità del documento (ossia della prova che esso fa di quanto indicato) che dell’iter per la sua contestazione. 

Cerchiamo di fare il punto della situazione e di comprendere, in modo più approfondito, qual è la differenza tra atto pubblico e scrittura privata.

Cos’è una scrittura privata?

Come abbiamo anticipato, la scrittura privata è l’atto formato da privati cittadini che lo sottoscrivono dichiarando così di accettarne il contenuto.

Per capire meglio cos’è una scrittura privata partiamo da un esempio.

Mario vende a Marco la sua auto usata. I due formalizzano il passaggio di proprietà con un contratto di compravendita che redigono e sottoscrivono personalmente. In esso, Marco dichiara di accettare il veicolo nelle condizioni in cui si trova, con tutte i suoi difetti e l’usura. 

Nell’esempio che abbiamo appena fatto, venditore e acquirente hanno sottoscritto una scrittura privata. 

Altri esempi di scritture private sono il contratto di locazione, il mutuo, la polizza assicurativa, il contratto di comodato, il testamento e così via.

La caratteristica principale della scrittura privata è quella di costituire una prova documentale nei confronti dei firmatari solo a condizione che questi riconoscano come propria la sottoscrizione ivi apposta. Nessuno infatti potrebbe obbligare un’altra persona a una prestazione contrattuale se questa disconosce la firma riportata sull’atto.

Una società elettrica presenta una fattura ad Antonio pretendendo di essere pagata. Antonio, però, non ha mai sottoscritto alcun contratto con l’azienda. Quest’ultima, per dimostrare il contrario, esibisce una nota d’ordine su cui Antonio rileva esserci una firma che non è la sua. In tal caso, Antonio non dovrà pagare nulla. 

Quindi, per disconoscere una scrittura privata basta contestarla, basta cioè dichiarare che la firma non è la propria. 

Cos’è un atto pubblico?

Un atto pubblico invece è quel documento redatto da un pubblico ufficiale. Possono essere atti pubblici un contratto di compravendita firmato dinanzi a un notaio, il verbale dei Carabinieri, l’attestazione di avvenuta consegna di una raccomandata fatta da un postino (il quale è un pubblico ufficiale), la sentenza di un giudice, il certificato di residenza dell’ufficio anagrafe.

La caratteristica dell’atto pubblico è quella di garantire una piena prova circa la provenienza dell’atto: garanzia che viene assicurata proprio dalla presenza del pubblico ufficiale. Quest’ultimo è infatti dotato di pubblici poteri e, quindi, può accertare l’identità dei soggetti firmatari e dei fatti avvenuti in sua presenza. 

Sicché, se una persona firma una compravendita con rogito notarile, non potrà mai dire che la firma non è la propria per sottrarsi all’impegno assunto, visto che la sua identità è stata accertata in partenza dal notaio. 

Allo stesso modo, se un vigile urbano scrive sul verbale di aver visto un’auto passare con il rosso, la sua attestazione fa piena prova perché frutto di una percezione personale e diretta.

Si possono contestare le dichiarazioni eseguite dal pubblico ufficiale con l’atto pubblico, ma bisogna procedere con un particolare procedimento chiamato querela di falso. A dispetto del nome, non ha a che fare con il penale: si tratta di un procedimento civile rivolto a disconoscere la validità delle attestazioni del pubblico ufficiale.

Qual è la differenza tra atto pubblico e scrittura privata?

Come abbiamo appena visto, la principale differenza tra scrittura privata e atto pubblico consiste nei soggetti che formano l’atto: nel primo caso, si tratta di privati cittadini, nel secondo caso c’è la presenza del pubblico ufficiale.

La seconda differenza è costituita dalla prova. L’atto pubblico fa piena prova dei fatti in esso descritti fino a querela di falso. Pertanto, è molto più difficile contestare un atto pubblico affermando che quanto ivi riportato non è vero o non è mai accaduto o che la firma non è la propria. Al contrario, la scrittura privata fa prova solo nei confronti di chi riconosce come propria la firma apposta sul documento. Pertanto, se una persona ritiene che la sottoscrizione non sia la propria, per togliere ogni valore alla scrittura privata può limitarsi a contestarla verbalmente o in causa. 

Di qui, la terza importante differenza tra scrittura privata e atto pubblico. Per contestare la scrittura privata basta una dichiarazione (quella con cui si afferma che la firma non è la propria); spetterà poi alla controparte dimostrare il contrario, con delle perizie calligrafiche (è la cosiddetta istanza di verificazione della scrittura privata). Invece, nel caso di atto pubblico, spetta a chi vuole contestare la sua genuinità promuovere un giudizio, la querela di falso. C’è quindi un’inversione dell’onere della prova. 

Marco presenta ad Armando una scrittura privata con la firma di entrambi. Armando sostiene che la firma non sia la propria. Spetterà a Marco dimostrare il contrario (con l’istanza di verificazione).

Luca presenta a Matteo un atto pubblico con la firma di entrambi. Matteo sostiene che la firma non sia la propria. In questo caso, spetta a Matteo dimostrare il contrario (con la querela di falso).

Cos’è la scrittura privata autenticata

Eccezionalmente, la scrittura privata può divenire incontestabile, al pari di un atto pubblico (pertanto, farà piena prova fino a querela di falso) se:

  • le firme vengono autenticate da un pubblico ufficiale (come ad esempio un notaio);
  • oppure se la firma viene riconosciuta come propria: ciò succede quando il soggetto che ha firmato il documento riconosce ufficialmente come propria la sottoscrizione ivi riportata. Il riconoscimento può essere anche tacito. Si pensi ad Antonio che, per dimostrare il proprio credito nei confronti di Marco, esibisce una nota d’ordine da questi sottoscritta Se Marco non disconosce immediatamente il documento, dichiarando di non averlo mai firmato, non sta facendo altro che riconoscerlo.

note

Autore immagine: it.depositphotos.com


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