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Si può notificare un secondo precetto anche se l’esecuzione forzata è già in atto

30 gennaio 2014


Si può notificare un secondo precetto anche se l’esecuzione forzata è già in atto

> Diritto e Fisco Pubblicato il 30 gennaio 2014



Il creditore può procedere alla notifica di un secondo atto di precetto in base allo stesso titolo senza perciò che il secondo atto sia viziato: il diritto ad agire viene meno solo con la soddisfazione.

Anche se è stata già avviata una procedura esecutiva, contro la quale il debitore si sia opposto, il creditore può comunque notificare al debitore medesimo un secondo atto di precetto reiterando il procedimento di esecuzione forzata nel caso in cui il primo non abbia buon esito.

È quanto stabilito da una sentenza della Cassazione di qualche giorno fa [1].

Nel caso di specie si trattava di una esecuzione per rilascio già iniziata sulla base di un primo precetto; contro di essa il debitore aveva spiegato opposizione. Secondo la Suprema Corte, però, la pendenza di un procedimento di espropriazione non impedisce al creditore di reiterare il precetto e tutti i conseguenti atti, quando ciò serva a mettersi al riparo dai possibili insuccessi conseguenti agli eventuali vizi degli atti precedenti.

Il diritto di agire in esecuzione forzata, infatti, viene meno soltanto con la completa soddisfazione del creditore.

Il creditore ha quindi diritto a procedere esecutivamente sullo stesso bene anche in tempi successivi.

Né si può dire che il debitore potrebbe risultare poi danneggiato dalle pluralità di procedure in corso. Infatti egli ha sempre la possibilità di richiedere la “riunione” dell’eventuale giudizio di opposizione.

note

[1] Cass. sent. n. 28614/13 del 20.12.2013.

Autore immagine: 123rf.com

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1 Commento

  1. IN OGNI CASO LA NOTIFICA DEL SECONDO PRECETTO NON DEVE ESSERE INTERPRETATA QUALE RINUNZIA AL PRIMO PRECETTO OPPOSTO DAL DEBITORE EX ARTT.615 E 617 CPC

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