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Termine notifica multa stradale

19 Novembre 2020
Termine notifica multa stradale

Ciò che conta è la data di spedizione del verbale a casa dell’automobilista: il calcolo parte dal giorno dell’infrazione e non da quello della compilazione del verbale. 

Dal rispetto del termine di notifica della multa stradale dipende la validità della multa stessa: se consegnata con un solo giorno di ritardo, la contravvenzione è nulla. Il trasgressore, tuttavia, per non pagare, dovrà fare ricorso alternativamente al giudice di pace (entro massimo 30 giorni da quello di ricevimento del verbale) o al Prefetto (entro massimo 60 giorni dallo stesso termine). In assenza di ricorso, invece, il vizio si sana e la contravvenzione diventa inoppugnabile. In tal caso, non sarà possibile più fare ricorso neanche contro la successiva cartella esattoriale.

Del termine di notifica della multa stradale si è occupata, a più riprese, la giurisprudenza. L’aspetto che ha interessato maggiormente le aule di tribunale è il cosiddetto dies a quo, ossia il giorno a partire dal quale inizia il conteggio del termine. Ci si è chiesto cioè se questo debba essere individuato in quello dell’infrazione o in quello, successivo (in caso di contestazione differita), in cui il verbale viene compilato nell’ufficio dell’organo accertatore (ad esempio, la polizia stradale, i carabinieri, la municipale, ecc.). Come vedremo meglio a breve, la tesi accolta dai magistrati è la prima, con conseguente vantaggio per gli automobilisti sanzionati (difatti, anticipando il conteggio è più facile che la contravvenzione arrivi fuori termine). 

Prima di affrontare questi temi e tutte le questioni ad essi correlate, dobbiamo individuare qual è l’esatto termine di notifica della multa stradale. Di tanto parleremo qui di seguito facendo riferimento all’attuale orientamento della giurisprudenza. Ma procediamo con ordine.

Termine di notifica della multa stradale

La multa deve essere notificata entro 90 giorni dalla commissione dell’infrazione. Non importa se il rilevamento è avvenuto con strumenti elettronici come l’autovelox e il tutor che consentono l’accertamento della violazione in un momento successivo. 

Le multe contestate immediatamente all’automobilista, con consegna diretta del verbale al momento dell’infrazione, non devono essere notificate a casa. In tale ipotesi, il termine si considera già rispettato e non c’è bisogno di alcun successivo adempimento. Pertanto, il trasgressore non riceverà alcun ulteriore atto.

Attenzione però. Per verificare il rispetto del termine, non si deve fare riferimento alla data in cui il verbale arriva a casa dell’automobilista ma a quella in cui lo stesso viene spedito. Rileva quindi la data in cui l’agente accertatore consegna la busta sigillata all’ufficio postale per la spedizione. 

Marco commette un’infrazione al codice stradale il 1° febbraio. Cento giorni dopo, riceve la multa a casa. Senonché, dal timbro postale, risulta che la polizia municipale ha spedito la raccomandata l’89° giorno dall’infrazione stessa. Pertanto, la multa è valida. Se la multa, invece, fosse stata spedita dal 91° giorno in poi dall’infrazione, la stessa sarebbe stata illegittima.

Eccezionalmente, quando vi sono difficoltà ad individuare il proprietario dell’automobile (si pensi a un veicolo con targa straniera), il termine dei 90 giorni può decorrere, non già dal giorno dell’infrazione, ma da quello successivo della compilazione del verbale nell’ufficio dell’autorità.

Come si calcola il termine di notifica della multa?

Nel calcolo dei 90 giorni, il primo giorno non si calcola, mentre si considera l’ultimo. Ad esempio, se la spedizione viene effettuata il 1° marzo, il primo dei 90 giorni è il 2 marzo. Il 90° giorno si considera nel calcolo. Allo stesso modo, si considerano anche tutti i giorni festivi che ricadono all’interno del primo e dell’ultimo giorno.

Termine notifica multa: ultime sentenze

Una recente sentenza del giudice di pace di Ivrea [1] torna sul tema del giorno a partire dal quale si calcolano i 90 giorni per la notifica della multa. Attestandosi all’indirizzo generale, il giudice ricorda che il verbale inerente la violazione di norme del Codice della strada, quando la contestazione non avviene nell’immediatezza del fatto, deve essere notificato entro 90 giorni dalla data della sua commessa infrazione con gli estremi precisi e dettagliati della violazione e con l’indicazione dei motivi che hanno reso impossibile la contestazione immediata all’effettivo trasgressore. Trattasi di una regola imposta dall’articolo 201 del Codice della strada. Una conclusione ribadita anche dalla Cassazione a più riprese [2], salvo che non sia individuabile il luogo dove la notifica deve essere eseguita per mancanza dei relativi dati nel Pubblico registro automobilistico o nell’Archivio nazionale dei veicoli o negli atti dello stato civile. 

È vero: la norma contenuta nel Codice della strada dice che il termine di 90 giorni decorre dall’accertamento dell’infrazione. Ed è stato proprio l’uso dell’ambiguo termine “accertamento” a creare molta confusione, poiché diverse amministrazioni hanno interpretato tale termine a proprio favore. Ad esempio, per la notifica delle multe elevate con dispositivi elettronici (autovelox, tutor, telelaser, varchi ZTL ed altre telecamere di sorveglianza) dal momento della visione del fotogramma da parte dell’agente a ciò preposto. In questo modo, i Comuni hanno utilizzato la poca chiarezza della legge per spostare il termine per la notifica a “data da destinarsi”. 

Ma anche il ministero dell’Interno [3] ha chiarito «in linea di principio e salva la necessità di acquisire informazioni indispensabili da altri organismi, il dies a quo per la decorrenza dei termini non può che essere individuato in quello della commessa violazione».  


note

[1] G.d.P. Ivrea, sent. del 4.11.2020.

[2] Cass. ord. n. 7066/2018.

[3] Min. Interno nota di protocollo n. 0016968 del 7 novembre 2014.

Autore immagine: it.depositphotos.com


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