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Quanto si paga per una querela?

29 Gennaio 2021 | Autore:
Quanto si paga per una querela?

Presentare una denuncia/querela è gratuito? Quanto costa fare una segnalazione alla polizia? 

Si dice sempre che la giustizia italiana, oltre ad essere lenta, è anche molto costosa. Ed è vero: basti pensare che, per instaurare una causa civile di media importanza, occorre un esborso di circa 250 euro solamente a titolo di costi di giustizia, al netto delle spese di notifica, di copie e dell’onorario dell’avvocato. Insomma: per fare causa a un’altra persona, bisogna pensarci almeno due volte. Il procedimento penale funziona un po’ diversamente: in questo caso, le spese processuali sono addossate all’imputato se condannato, mentre è tenuto a pagarle la persona offesa soltanto se la sua denuncia, all’esito del dibattimento, risulta del tutto infondata. Quanto si paga per una querela? Cosa dice la legge a proposito?

Sin da subito, possiamo affermare che sporgere querela non ha alcun costo, a meno che non ci si affidi a un legale per redigerla. In questo caso, occorrerà pagare la prestazione del professionista. Non è possibile avvalersi del gratuito patrocinio in quanto si tratta della redazione di un atto stragiudiziale, cioè di un atto che non si inserisce all’interno di un procedimento già in corso. Inoltre, come detto, l’assistenza di un avvocato è del tutto facoltativa, pertanto è conseguenza logica l’obbligo di retribuirne la prestazione. Se l’argomento ti interessa e vuoi saperne di più, magari anche per capire quando il querelante è tenuto a pagare i costi della procedura, prosegui nella lettura: vedremo insieme quanto può costare una denuncia/querela.

Cos’è la querela?

La querela è la segnalazione fatta alle autorità competenti circa un fatto che presenta i connotati del reato.

Sporgere querela significa comunicare alle forze dell’ordine che è avvenuto un crimine che deve essere perseguito secondo la legge. Più nel dettaglio, la querela è una condizione di procedibilità dell’azione penale. Cosa significa? Vuol dire che, senza querela, la giustizia non potrà procedere contro l’autore del reato.

Denuncia: quali sono le differenze con la querela?

La querela è praticamente una denuncia. Dal punto di vista tecnico, però, ci sono diverse differenze tra denuncia e querela:

  • la querela può essere sporta solamente dalla vittima del reato o, in alternativa, dal tutore o dal genitore, se si tratta di un minore di quattordici anni. La denuncia, al contrario, può essere sporta da chiunque, anche da chi si è limitato ad assistere oppure ad avere conoscenza indiretta del crimine;
  • la querela deve essere sporta entro tre mesi (eccezionalmente sei mesi, nel caso di reati tipo lo stalking o la violenza sessuale) dal momento in cui si è avuta notizia del crimine. Per la denuncia non esistono limiti di tempo;
  • la querela può anche essere ritirata (si parla di “remissione”) dopo essere stata sporta.

Querela: come si sporge?

La querela può essere sporta indifferentemente in forma scritta oppure orale. Chiaramente, solo nel primo caso ci si potrà far assistere da un avvocato: nell’ipotesi di querela orale, infatti, al massimo, il difensore potrà accompagnare la vittima presso la caserma dei carabinieri oppure in questura, ma di sicuro non potrà sostituirsi ad essa nel raccontare l’accaduto.

L’ufficiale che raccoglie la querela orale provvede a metterla per iscritto, a stamparla, a farla sottoscrivere al querelante (altrimenti sarebbe nulla) e poi a rilasciare copia del verbale di avvenuta ricezione della querela orale.

La querela può anche essere scritta di proprio pugno dalla persona offesa, la quale poi si dovrà recare presso le autorità (carabinieri, polizia, guardia di finanza, Procura, ecc.) per il deposito.

Querela: quanto si paga?

Per sporgere querela non si paga nulla. Quello di presentare querela alle autorità è un vero e proprio diritto di tutte le persone che sono vittime di un reato.

Se hai subito un furto, una violenza o qualsiasi altro delitto, puoi liberamente e senza alcun costo recarti presso le autorità per segnalare l’accaduto. Nessuno può chiederti di pagare qualcosa, salvo i casi che vedremo nel prossimo paragrafo e che, comunque, rappresentano solamente dei costi eventuali, come ad esempio l’assistenza di un avvocato, le spese per le copie in Procura, ecc.

Querela: quali sono i costi?

Sporgere querela è assolutamente gratuito: nessun agente o pubblico ufficiale potrà mai chiedere del denaro in cambio della ricezione della denuncia. Tuttavia, la querela potrebbe avere dei costi a seconda delle scelte del querelante.

Come ricordato in apertura, la vittima del reato potrebbe decidere di farsi assistere da un avvocato per redigere una querela scritta da presentare successivamente in Procura oppure presso le forze dell’ordine. In un caso del genere, l’avvocato andrà retribuito per la propria prestazione professionale. Non esiste infatti il gratuito patrocinio per querela, in quanto è la persona offesa a scegliere volontariamente di farsi assistere nella preparazione dell’atto, pur non essendocene bisogno.

Un altro costo relativo alla querela è quello riguardante le copie. Come detto, chi sporge querela presso le forze dell’ordine ottiene gratuitamente un attestato di ricezione che serve a dimostrare l’avvenuto accoglimento dell’atto.

Se si decide di depositare la propria querela scritta direttamente in Procura, allora le cose cambiano. Gli uffici della Procura possono rilasciare copia del deposito solamente dietro il pagamento di una marca da bollo pari a 3,87 euro.

Se si deposita querela in Procura, dunque, non si avrà diritto all’attestato di ricezione; se si vorrà avere copia del deposito, bisognerà consegnare una marca da bollo dell’importo sopra indicato.

Querela: la condanna alle spese processuali

Se sporgere querela è gratuito, le conseguenza di una querela temeraria (cioè di una querela del tutto infondata) potrebbero essere negative dal punto di vista economico.

Secondo la legge, con la sentenza di non luogo a procedere (in udienza preliminare) oppure di assoluzione perché il fatto non sussiste o perché l’imputato non lo ha commesso, il giudice condanna il querelante al pagamento delle spese del procedimento anticipate dallo Stato.

Il giudice inoltre, quando ne è fatta domanda, condanna il querelante al rimborso delle spese sostenute dall’imputato e, se il querelante si è costituito parte civile, anche di quelle sostenute dal responsabile civile citato o intervenuto.

Infine, se vi è colpa grave, il giudice può condannare il querelante a risarcire i danni all’imputato e al responsabile civile che ne abbiano fatto domanda [1].

Dunque, una querela che dovesse essere smentita clamorosamente in giudizio può condurre il querelante a dover pagare tutte le spese del procedimento, il quale è stato intrapreso inutilmente per via della sua segnalazione inappropriata.


note

[1] Artt. 427 e 542 cod. proc. pen.

Autore immagine: Canva.com


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