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Quale obbligo deriva dall’unione civile?

30 Gennaio 2021 | Autore:
Quale obbligo deriva dall’unione civile?

Tutti gli impegni che assumono reciprocamente due persone dello stesso sesso che formalizzano la loro unione presso il Comune.

Al giorno d’oggi, il modello tradizionale di famiglia è ampiamente superato. Non solo è considerato normale che due persone di sesso diverso convivano ed abbiano figli senza essere sposate, ma anche l’amore che unisce due uomini o due donne è, sempre più, socialmente accettato. Proprio per coloro che, essendo dello stesso sesso, vogliono formare una famiglia, il legislatore ha previsto le unioni civili: un impegno reciproco che i due partner prendono dinanzi all’ufficiale di stato civile del Comune.

Quale obbligo deriva dall’unione civile? Se i conviventi formalizzano il loro rapporto in modo simile a ciò che avviene nel matrimonio, dovrebbero derivarne diritti ed obblighi per entrambi. In questo articolo, vedremo cosa dice la legge in proposito, spiegando in cosa consistono i comportamenti cui sono tenuti i due partner.

Cosa è l’unione civile?

L’unione civile è stata introdotta dalla cosiddetta legge Cirinnà [1], che ha profondamente modificato il diritto di famiglia. Si tratta della convivenza stabile tra due persone, maggiorenni e dello stesso sesso, che la formalizzano, in maniera molto simile a quello che avviene nel matrimonio, davanti all’ufficiale dello stato civile del Comune.

L’unione civile si costituisce mediante una dichiarazione fatta dinanzi all’ufficiale dello stato civile in presenza di due testimoni. Viene redatto un atto che poi viene registrato nell’archivio dello stato civile del Comune.

Quali obblighi derivano dall’unione civile?

La celebrazione di questo tipo di unione ricorda molto quella del matrimonio civile. Anche la disciplina prevista dalla legge è molto simile a quella del matrimonio: basti pensare che i partner dell’unione civile possono decidere di utilizzare lo stesso cognome, scegliendo quello di uno di loro; possono adottare bambini; in caso di morte di uno di loro, l’altro eredita allo stesso modo di un coniuge.

Anche gli obblighi reciproci dei partner sono molto simili a quelli che derivano dal matrimonio. La legge, prima di elencarli, fa una premessa, affermando che con l’unione civile ai due partner vengono attribuiti gli stessi diritti e doveri. L’espressione usata dal legislatore è molto simile a quella che il Codice civile utilizza a proposito dei diritti e doveri che derivano dal matrimonio. Gli obblighi citati dalla legge corrispondono a quelli previsti per i coniugi. In particolare, i partner di un’unione civile sono tenuti:

  • alla coabitazione;
  • alla reciproca assistenza morale e materiale;
  • a contribuire ai bisogni comuni.

A differenza del matrimonio non sono previsti né l’obbligo reciproco di fedeltà, né quello di collaborare nell’interesse della famiglia. A ben guardare, però, entrambi possono essere ricompresi in quello, di più ampia portata, che impone l’assistenza morale e materiale tra i partner.

Esaminiamo nel dettaglio gli obblighi che la legge stabilisce, per poi trattare quelli che non sono stati previsti dal legislatore.

Unione civile e obbligo di coabitazione

I due partner scelgono, di comune accordo, quale debba essere la residenza familiare. Si tratta di una decisione che viene presa, come avviene nel matrimonio, conciliando le preferenze e le esigenze, anche lavorative, di entrambi.

Una volta stabilita quale deve essere la casa nella quale vivranno, i partner hanno l’obbligo di coabitarvi, quindi di convivere in maniera costante. La convivenza può venir meno per gravi motivi, ad esempio per esigenze lavorative.

Uno dei partner vince un concorso pubblico, così viene destinato per qualche tempo presso una sede lontana: se l’altro partner non ha la possibilità di raggiungerlo (per ragioni, ad esempio, legate alla sua attività lavorativa), i due devono vivere separati in attesa di un trasferimento. L’importante è che l’interruzione della coabitazione sia temporanea e giustificata.

Unione civile e obbligo di assistenza reciproca

Un altro obbligo al quale sono tenuti i partner di un’unione civile è quello dell’assistenza morale e materiale. Esso è di portata molto ampia, e comprende tutti i comportamenti che le varie situazioni della vita richiedono perché i due conviventi si sostengano a vicenda.

Ecco alcuni casi in cui viene violato l’obbligo di assistenza morale e materiale:

  • quando le attività necessarie per lo svolgimento della vita familiare (come ad esempio quelle domestiche) vengono lasciate esclusivamente a carico di uno dei due;
  • in caso di indifferenza a malattie o fragilità psicologiche del partner;
  • in caso di violenze fisiche e verbali;
  • quando viene lesa la libertà di pensiero del partner, mediante disapprovazione o derisione delle sue idee politiche o religiose;
  • quando, essendovi un partner economicamente più debole, l’altro lo lascia nella privazione conducendo, da parte sua, una vita lussuosa.

Unione civile e obbligo di contribuire ai bisogni comuni

I partner di un’unione civile formano una famiglia, del tutto simile a quella derivante dal matrimonio. Entrambi sono quindi tenuti a contribuire ai bisogni che, nella quotidianità della vita familiare, si presentano.

Il modo in cui ciascuno dei partner contribuirà a far fronte a tali bisogni dipende da diversi fattori, relativi alle capacità di lavoro e alle condizioni economiche. Chi lavora o dispone di denaro in misura maggiore contribuirà in maniera più sostanziosa ai pagamenti necessari; chi non lavora, dovrà impegnarsi più a fondo nelle faccende domestiche.

Unione civile e violazione degli obblighi reciproci

Abbiamo visto quale obbligo deriva dall’unione civile. Ma qual è il rimedio qualora uno dei partner non osservi le prescrizioni della legge?

In caso di violazione degli obblighi sopra descritti, sarà possibile rivolgersi al giudice per far cessare i comportamenti indesiderati. Inoltre, il partner che ritiene questi ultimi non più sopportabili può porre fine all’unione civile mediante una dichiarazione all’ufficiale di stato civile del Comune. Egli può inoltre chiedere il risarcimento di eventuali danni subiti come conseguenza di tali comportamenti.

Se uno dei due conviventi pone in essere violenze fisiche o verbali, l’altro può chiedere che il giudice ordini al partner l’allontanamento dalla residenza familiare, con l’obbligo di non avvicinarsi nemmeno ai luoghi abitualmente frequentati dalla vittima: il posto di lavoro, la casa della famiglia d’origine o quella di parenti o amici intimi [2].


note

[1] L. n. 76/2016.

[2] Art. 342 cod. civ.


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