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Molestie sul lavoro: cosa fare?

1 Febbraio 2021 | Autore:
Molestie sul lavoro: cosa fare?

Comportamenti molesti in ufficio: come riconoscerli; quali sono le conseguenze sulla vittima e sull’azienda; come intervenire.

Una celebre frase di Charles Darwin recita così: «Il lavoro nobilita l’uomo». Nella tua vita, ti sei sempre impegnata nello studio e sul lavoro per raggiungere i tuoi obiettivi. Hai rinunciato a serate in discoteca, alle uscite con le amiche e agli happy hour universitari per dedicare il tuo tempo a migliorarti e a investire sul tuo futuro. Ecco perché ritieni che la frase di Darwin sia veritiera. In più, credi fermamente che non bisogna mai sentirsi “arrivati” ed è necessario misurarsi con i più grandi per apprendere il più possibile e crescere professionalmente e personalmente. Così, decidi di inviare il tuo curriculum ad un’importante azienda. Dopo una prima selezione, vieni chiamata per un colloquio motivazionale. Sei pronta a sfoggiare tutta la tua preparazione, le tue competenze e la tua inclinazione verso il posto vacante per cui ti sei candidata.

Il manager dell’azienda che si occupa della selezione e della formazione del personale sembra molto colpito dal tuo carisma e dal tuo spirito di iniziativa. Così, dopo aver superato l’ennesimo step, ti comunica che sei stata selezionata e l’indomani potrai iniziare il tuo nuovo lavoro. Sei entusiasta. Pensi che finalmente tutti i tuoi sacrifici potranno essere ripagati. Piena di buoni propositi, inizi a svolgere la tua attività lavorativa.

Nel giro di poco tempo, riesci a conquistare ottimi risultati. Durante il tuo insediamento in azienda, il manager ti è stato molto vicino. Dopo un po’, però, inizia a mostrare verso di te un certo interesse. Il corteggiamento si fa sempre più insistente. Sebbene tu gli sia molto grata per aver creduto in te e nelle tue capacità, non ricambi il suo sentimento, anzi provi un certo disagio di fronte alle sue attenzioni. Ti abbraccia all’improvviso, ti accarezza le braccia quando parlate, lo sorprendi mentre ti guarda in modo fisso e invadente.

Pensi che le sue siano vere e proprie molestie sul lavoro: che fare? Hai provato a parlargli e spiegargli che la situazione è diventata intollerabile. Mentre prima, in numerose occasioni, avete partecipato insieme a delle riunioni fuori città ed avete viaggiato da soli in auto senza alcun problema; dopo le sue confessioni ed i suoi atteggiamenti indesiderati, il solo pensiero di trovarti da sola in sua presenza ti genera ansia, ti fa rabbrividire.

Ma com’è possibile riconoscere una molestia? Quali sono i campanelli d’allarme? Come gestire le situazioni critiche? Quali sono le ripercussioni delle molestie nei luoghi di lavoro sulla vittima e sull’azienda? Come difendersi? Per conoscere le risposte a queste e a tante altre domande, prosegui nella lettura del mio articolo.

Cosa sono le molestie sul posto di lavoro?

Le molestie sul lavoro sono sintomo di discriminazioni e pregiudizi; rappresentano un fenomeno che mina nel profondo la dignità dei lavoratori. Le vittime vivono un grande disagio e tendono ad isolarsi. Spesso, questo fenomeno è legato all’esercizio del potere, i cui contorni sono molto opachi: rappresenta un rischio per le aziende, in quanto a causa dei comportamenti scorretti e inopportuni dei loro dipendenti (consapevoli o meno), mettono a repentaglio la loro reputazione e abbassano il loro grado di attrattività verso l’esterno e l’interno.

Ma in quali casi si può parlare di molestie? La legge [1] precisa che «Sono considerate come discriminazioni anche le molestie, ovvero quei comportamenti indesiderati, posti in essere per ragioni connesse al sesso, aventi lo scopo o l’effetto di violare la dignità di una lavoratrice o di un lavoratore e di creare un clima intimidatorio, ostile, degradante, umiliante o offensivo. Sono, altresì, considerate come discriminazioni le molestie sessuali, ovvero quei comportamenti indesiderati a connotazione sessuale, espressi in forma fisica, verbale o non verbale, aventi lo scopo o l’effetto di violare la dignità di una lavoratrice o di un lavoratore e di creare un clima intimidatorio, ostile, degradante, umiliante o offensivo».

Come riconoscere le molestie sul lavoro?

La molestia è una condotta fisica, verbale o non verbale che mira a denigrare o mostrare avversione verso un individuo. Possiamo distinguere le molestie sul lavoro in molestie di genere e molestie sessuali. Ma procediamo con ordine e analizziamo le diverse tipologie e le loro caratteristiche.

Cos’è la molestia di genere?

La molestia di genere si riferisce ad un comportamento messo in atto semplicemente perché l’altra persona appartiene ad un sesso piuttosto che ad un altro. Alla base, c’è una discriminazione incentrata sul genere sessuale che dipende da alcune convinzioni come:

  • il presunto maggior valore di un genere rispetto all’altro;
  • l’attitudine ad inquadrare uomini e donne in base agli stereotipi di genere;
  • l’assegnare arbitrariamente qualità (positive o negative) in base al sesso.

Dunque, le molestie di genere sul lavoro si verificano quando un individuo viene sfavorito in virtù di una serie di fattori esterni alle sue abilità come l’età, il genere, la razza, l’etnia, le disabilità fisiche o mentali, le informazioni genetiche, la maternità o la gravidanza.

Ecco quali sono le frasi tipiche che potrebbero essere pronunciate per via delle molestie di genere: «Questo non è un lavoro per una donna», «Si sa che le donne sono troppo umorali»; «Un uomo nel ruolo di capo è più affidabile»; «Un uomo non ha quella sensibilità necessaria per trattare con i clienti», ecc.

Le molestie di genere colpiscono in profondità la dignità dell’essere umano e violano il principio della parità di trattamento. I lavoratori che vivono in un ambiente in cui la cultura del rispetto viene minata da atteggiamenti denigratori e offensivi non sono in grado di dare il 100% sul lavoro, non riescono ad esprimere al meglio le proprie abilità.

Nel tempo, le molestie sul posto di lavoro possono trasformare la percezione del contesto lavorativo in un ambiente malsano e sgradevole in cui si accumulano e si concentrano emozioni negative come la minaccia, l’insicurezza, l’ansia, il disprezzo, il pericolo. Emozioni che, inevitabilmente, incidono sulle performance e sulla salute psicofisica delle vittime di molestie.

Molestie sessuali sul posto di lavoro

Le molestie sessuali rappresentano una sottocategoria delle molestie di genere e possono consistere in:

  • commenti volgari o apprezzamenti sull’aspetto fisico di un lavoratore;
  • osservazioni o barzellette a sfondo sessuale;
  • esibizione di materiale pornografico;
  • inviti espliciti insistenti;
  • contatti fisici indesiderati: baci, carezze, abbracci, strofinamenti;
  • ricatti sessuali o avances in cambio di promozioni o vantaggi sul lavoro;
  • aggressioni e sfociare nello stupro.

Molestie nel luogo di lavoro: quali sono le conseguenze sulla vittima?

Studi clinici (Brodsky, Di Martino) hanno mostrato quali sono le conseguenze che possono manifestarsi nella vittima di molestie sul lavoro; in particolare, si tratta di:

  • sintomi fisici: dermatiti, mal di testa cronici, mal di stomaco, dolori muscolari, problemi cardiaci, difficoltà respiratorie;
  • sintomi legati a stati depressivi: calo dell’autostima, senso di impotenza, disturbi del sonno;
  • sintomi legati a modifiche comportamentali: difficoltà di concentrazione, ostilità, rabbia, aggressività, perdita di memoria.

In più, sono state dimostrate importanti correlazioni tra le molestie e la demotivazione nel recarsi sul posto di lavoro (ne consegue l’assenteismo) e nel lavorare in gruppo.

Inoltre, c’è da aggiungere che le molestie nei luoghi di lavoro non si riflettono solo sulla vittima, ma anche sui colleghi. Infatti, è stato rilevato che chi lavora in ambienti professionali in cui esistono episodi di molestie, manifesta livelli di stresssintomi di ansia e calo della motivazione più elevati e frequenti rispetto a chi lavora in ambienti sani e inclusivi.

Molestie nei luoghi di lavoro: quali sono le conseguenze sull’azienda?

Le molestie perpetrate sul posto di lavoro hanno effetti diretti anche in azienda: causano cali delle performance dei lavoratori, riducono la motivazione, generano ostilità e diffidenza. Insomma, l’ambiente lavorativo diventa tossico, pericoloso, asettico, sgradevole.

Pertanto, le molestie rappresentano un fenomeno particolarmente complesso che può avere:

  • conseguenze sul personale aziendale: assenteismo; perdita di personale qualificato; deterioramento del clima interpersonale; riduzione della produttività individuale; riduzione della motivazione e della creatività; richieste di trasferimento; costi di sostituzione; formazione di un nuovo staff;
  • impatti economici a causa della perdita della reputazione: danni all’immagine societaria (quindi, calo del valore azionario); riduzione della qualità del prodotto o del servizio; riduzione dei clienti; perdita del consenso sociale; calo della competitività e dell’attrattività sul mercato; rischio di chiusura dell’azienda.

Molestie nei luoghi di lavoro: cosa fare?

In caso di molestie, è bene che tu conosca le policy aziendali e segnali l’accaduto alle figure competenti.

Se ti senti a disagio sul posto di lavoro, cerca di mettere in atto una serie di accorgimenti che potranno aiutarti a distinguere una molestia da un comportamento inconsapevolmente sbagliato.

Innanzitutto, precisa all’autore del comportamento molesto che quelle attenzioni e quell’atteggiamento non sono graditi. È importante essere chiari così entrambe le parti potranno definire meglio i confini oltre cui non bisogna spingersi. Se il limite che hai segnato viene oltrepassato, hai tutte le ragioni per pensare che si tratti di una molestia.

Se temi di affrontare personalmente il molestatore, inviagli un’email segnalando i comportamenti che ti mettono a disagio; dopodiché, chiedigli di cambiare registro e mantenere un rapporto prettamente professionale.

Qualora non dovessi notare alcun mutamento nella sua condotta, non minimizzare l’accaduto e chiedi subito aiuto. Non affrontare questo disagio in totale solitudine. E, soprattutto, non sentirti in colpa ritenendo di essere la causa del comportamento sbagliato altrui. Capita spesso che la vittima finisca per giustificare la molestia subita. Pertanto, un senso di vergogna e solitudine possono indurti a minimizzare o negare del tutto l’accaduto, ad accollarti le responsabilità del comportamento molesto, ad avere l’illusione di riuscire a mantenere il controllo della situazione. Quindi, per evitare che questo accada, puoi confidarti con i tuoi colleghi. Hai mai pensato che potresti non essere la sola vittima in ufficio?

Inoltre, tieni un resoconto di quel che accade sul posto di lavoro. Potrà tornarti utile annotare la data, l’ora e il luogo in cui si è realizzato il comportamento molesto. Conserva tutto il materiale in grado di provare l’accaduto: email, lettere, messaggi, screenshot, registrazioni telefoniche, testimonianze.

Infine, puoi contattare le figure preposte che l’azienda mette a disposizione per la denuncia. Per sapere nel dettaglio come procedere, consulta la policy aziendale: lì, troverai tutte le informazioni a riguardo.

Non temere che possa essere lesa la tua privacy: le persone preposte non possono rendere pubbliche le denunce avvenute, è quanto stabilisce la legge in materia di Wristleblowing [2], la quale ha lo scopo di tutelare i lavoratori che segnalano reati o irregolarità di cui sono venuti a conoscenza per ragioni di lavoro.


note

[1] Art. 26 D. lgs. 198/2006 (il cosiddetto Codice delle pari opportunità).

[2] L. n.179 del 30.11.2017 in materia di Wristleblowing.


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6 Commenti

  1. Purtroppo, mi sono ritrovata in questa situazione spiacevole in ufficio. Un mio collega era molto invadente, mi poneva in continuazione domande sulle mie abitudini fuori dal lavoro, nonostante era tangibile la mia freddezza per le questioni extralavorative. Poi, mi chiedeva di fermarci al bar dopo il lavoro per chiaccherare un po’ delle nostre vite. Io quando finivo avevo solo il pensiero di tornare a casa e staccare la spina perché l’ambiente era diventato soffocante. Cercavo di farmi andare bene certi atteggiamenti però soffrivo tantissimo. Poi, mi sono decisa a parlarne al mio capo, anche lei donna molto più grande di me, ed ho assistito ad un cambiamento repentino nei miei riguardi. Ora, la situazione per fortuna è migliorata

  2. E’ terribile pensare che ci si debba sentire a disagio nel proprio posto di lavoro. Una persona cerca di lavorare seriamente per vivere e poi deve subire certe angherie. Lo trovo squallido. Il luogo di lavoro non è mica un posto di incontri. Ma andassero a trovarsi la compagna da qualche altra parte. Poi, ci mancherebbe, l’amore può scoppiare anche in ufficio, ma l’intento deve essere reciproco. Trovo molto importanti certi temi affrontati con molta serietà e precisione nei vostri articoli

  3. Si parla spesso di donne vittime di violenze, molestie, ecc. Purtroppo, da uomo, trovo disgustosi e pietosi certi episodi. Non mi sognerei mai di fare la corte insistentemente ad una donna che mi rifiuta e che mi manda messaggi di indifferenza o che, peggio ancora, mi dice chiaramente che non è interessata o infastidita da certi comportamenti. Ma bisogna capire qual è il limite da non superare mai e quando fare un passo indietro con dignità e rispetto verso la donna e verso sé stessi.

  4. Una collega mi ha confidato che in ufficio c’era un collega esterno che faceva il simpatico con lei. Fra una frecciatina e una carezza sul braccio, lei si sentiva molto a disagio. Allora, sono intervenuto io dopo aver saputo di ciò che stava succedendo durante la pausa e l’ho rimesso al posto suo. Certi pischelli devono essere messi alle strette si da subito altrimenti credono che possono prendersi confidenza e non voglio che nel mio ufficio si verifichino episodi che possano mettere in difficoltà i miei lavoratori.

  5. Un collega che ci ha provato spudoratamente con me e a cui non ho voluto dare alcuna importanza sta cercando di farmi fuori dall’impresa in cui lavoro. Mi accusa ripetutamente di mancanze che in effetti non ci sono mai state e caccia fuori questioni irrilevanti durante discussioni di lavoro. Sono molto infastidita e sebbene non si possa parlare di molestie fisiche, qui questo soggetto mi sta distruggendo psicologicamente. VI ringrazio per i chiarimenti dei vostri numerosi articoli, perché dopo tanto tempo ho trovato la forza ed il coraggio di segnalare il caso sul posto di lavoro. Il mio capo ha capito cosa sta succedendo solo dopo la mia segnalazione perché la persona in questione appariva come il buon samaritano e invece….

  6. Non è semplice parlare di certi argomenti sul posto di lavoro perché temi sempre che possano essere compromesse la tua credibilità e la tua attività lavorativa. C’è chi trova la scusa dicendo che sei stata tu a provocare e chi ti minaccia silenziosamente attraverso condotte che possono ferirti piano piano. E basta poco per arrivare a perdere il controllo della situazione e colpevolizzarti e magari cadere in una brutta depressione….

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