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Molestie sul lavoro: esempi

1 Febbraio 2021 | Autore:
Molestie sul lavoro: esempi

Quali sono i comportamenti molesti più frequenti nei luoghi di lavoro? Come difendersi?

Hai iniziato a lavorare in una nuova azienda. Ti sei integrata in fretta. Sul posto di lavoro, i tuoi colleghi sono gentili e cortesi. Con il passare del tempo, stando ogni giorno a contatto, diventate sempre più affiatati. Sei una persona socievole, ma riservata. Pertanto, ci tieni a segnare una linea di confine oltre la quale preferisci non si vada. Desideri mantenere con i tuoi colleghi di lavoro un rapporto prettamente professionale. Tuttavia, qualche volta, può nascere anche una bella amicizia o una splendida storia d’amore, ma l’intento deve essere reciproco, non unilaterale.

Può capitare che, durante la pausa pranzo, possa sfuggire qualche battutina a doppio senso. Tuttavia, se qualcuno tenta di prendersi troppa confidenza, tu cerchi sempre di mantenere le distanze. Non vuoi che la tua disponibilità ed il tuo altruismo vengano scambiati per interesse verso un altro tipo di attenzioni. Inoltre, per te, è importante lasciare fuori dai pettegolezzi d’ufficio la tua vita privata. Insomma, ormai, in ufficio ti conoscono tutti, ti rispettano e ti apprezzano per la tua discrezione e professionalità.

Ultimamente, però, c’è un nuovo arrivato in azienda. Il tuo datore di lavoro ti ha chiesto di affiancarlo in modo da spiegargli come muoversi nello svolgimento delle sue mansioni. Tu cerchi di metterlo a suo agio e illustrargli con pazienza come lavorare in modo efficiente. Peccato che il collega non sia interessato soltanto alla tua competenza, ma abbia intenzioni ben diverse. Ti contatta anche al di fuori dell’orario di ufficio con la scusa di ricevere ulteriori spiegazioni e, poi, puntualmente, finisce per chiederti sempre della tua vita privata. Questa situazione ti mette a disagio. In più, quando siete soli in ufficio, i suoi sguardi sono particolarmente invadenti. Questo è un chiaro esempio di molestia sul lavoro.

Non sai se parlarne con il tuo datore di lavoro oppure se confrontarti con gli altri colleghi. Ma prima di muoverti in tal senso, hai deciso di essere chiara con lui: senza troppi giri di parole, gli hai detto che i suoi comportamenti sono fuori luogo e, soprattutto, sono indesiderati. Pertanto, lo esorti a mantenere un atteggiamento professionale.

Ma come puoi difenderti se nonostante la tua presa di posizione, certe condotte vengono perpetrate nei tuoi riguardi? Prosegui nella lettura del mio articolo per saperne di più sulle molestie sul lavoro. Ti parlerò degli esempi, dei campanelli d’allarme e delle conseguenze che le molestie realizzate nei luoghi di lavoro possono avere sulla vittima.

Ma procediamo con ordine.

Molestie sul lavoro: conseguenze

Le molestie impattano tanto sullo stato psicologico della vittima, quanto sulla qualità dell’ambiente di lavoro dell’azienda coinvolta. Le ripercussioni sono molteplici, trasversali e possono durare nel tempo. Le molestie nei luoghi di lavoro spesso determinano l’insorgenza di disturbi fisici, psicologici e comportamentali.

La vita della vittima di molestie peggiora drasticamente sia dal punto di vista professionale sia dal punto di vista personale. La vittima di molestie inizia a manifestare disturbi del sonno, stanchezza perenne, crampi allo stomaco, mal di testa, calo dell’autostima, ansia, frustrazione, depressione, cronicizzazione di determinate patologie.

Gli effetti delle molestie sono chiari anche sul piano aziendale. Nel giro di poco tempo, si osserva una significativa riduzione della capacità produttiva a causa dell’assenteismo e della demotivazione della vittima di molestie, dell’alterazione del clima lavorativo, della difficoltà a lavorare in team.

Le molestie possono trasformare il posto di lavoro in un luogo ostile e negativo. Gli effetti sono nocivi non solo per le vittime di molestie che percepiscono in prima persona il disagio provocato dalle condotte del molestatore, ma anche per tutti i lavoratori che sono esposti a queste condotte.

Facciamo un esempio.

Un cliente o un estraneo assiste ai commenti o agli atteggiamenti sgradevoli di un supervisore o di un collega nei confronti della vittima basando il suo giudizio sulla sua identità di genere o sul sesso.

A questo punto, cosa fare? Come prevenire le molestie nei luoghi di lavoro? Innanzitutto, occorre differenziare con chiarezza i comportamenti considerati graditi da quelli indesiderati. In generale, viene considerato un comportamento sessista o una molestia sessuale qualsiasi comportamento considerato dalla vittima come svilente per la sua persona.

Molestia di genere sul posto di lavoro

Cos’è la molestia di genere? Come giudicare se si tratta di molestia di genere o di altro? Innanzitutto, occorre verificare che l’impatto della condotta molesta sia finalizzata a dare un valore negativo o derisorio o intenda sminuire la persona per la sola appartenenza ad un determinato sesso.

Associare una serie di capacità ad un uomo o ad una donna spesso porta a generare degli stereotipi sessuali per cui si è abituati a credere che gli uomini siano dei leader naturali, mentre le donne o coloro che non abbiano un certo atteggiamento siano dei semplici gregari.

Facciamo qualche esempio.

Tizia e Caio sono dipendenti dell’azienda Alfa. Entrambi partecipano ad una riunione. Il capo chiede a Tizia di portargli un caffè, in quanto come donna lo fa meglio di Caio.

Quindi, a Tizia vengono richiesti una serie di compiti extra lavorativi semplicemente perché nel pensiero comune alla donna spettano certi ruoli. Ruoli che non hanno nulla a che fare con la crescita professionale della lavoratrice, ma che anzi ne sminuiscono la valutazione dei colleghi nei suoi riguardi.

L’azienda Alfa è stata incaricata dall’azienda Beta di organizzare il lancio di un nuovo prodotto sul mercato. Ora che è tutto pronto, bisogna presentare la campagna pubblicitaria all’azienda Beta. Il capo dell’impresa Alfa ritiene che alla riunione in cui andranno definiti gli ultimi dettagli con l’azienda Beta, non potrà mandare Daria perché gran parte del team è composto da uomini; pertanto, questi potrebbero metterla in difficoltà.

In tal caso, un eccesso di paternalismo del datore di lavoro nei confronti di Daria si configura come una molestia di genere, in quanto viene negata alla lavoratrice la possibilità di mettersi alla prova, di superare eventuali ostacoli, di sfatare certi stereotipi maschilisti e guadagnare l’opportunità di una crescita professionale.

Le molestie sessuali sul posto di lavoro

Le molestie sessuali rappresentano un sottoinsieme delle molestie di genere e sono ancora più gravi. Si tratta di comportamenti indesiderati a connotazione sessuale, espressi in forma fisica, verbale o non verbale. L’intento consiste nella violazione della dignità della lavoratrice o del lavoratore e nella creazione di un clima ostile, umiliante, degradante e offensivo. Si tratta di situazioni in cui un genere (di solito, quello femminile) viene discriminato in modo sessista anche per ottenere favori sessuali.

Quindi, ci riferiamo a tutti quei commenti e comportamenti che afferiscono alla sfera della sessualità, all’orientamento sessuale e all’identità di genere.

Un comportamento si configura come molestia sessuale quando è:

  • indesiderato o non richiesto dalla vittima. Per essere gradito un comportamento deve essere reciproco e desiderato da entrambe le parti, deve rispettare i confini personali; al contrario, un comportamento è indesiderato quando è unilaterale e sgradito da parte di chi lo riceve, crea disagio, genera paura, non rispetta i confini personali;
  • a connotazione sessuale, riguardante la libera scelta sessuale della persona;
  • espresso con parole e/o con atti;
  • volto a violare la dignità del lavoratore;
  • tale da creare un clima provocatorio, mortificante, ricattatorio sul posto di lavoro.

Quindi, se un comportamento è percepito come indesiderato e fastidioso, se risulta a contenuto sessuale, se causa disagio nell’altra persona, siamo in presenza di una molestia sessuale.

Quali sono i comportamenti molesti più frequenti?

Possiamo suddividere i comportamenti molesti in tre macro categorie:

  • comportamenti fisici molesti: carezze, pizzicotti, palpeggiamenti, baci, strofinamenti contro il corpo, aggressione sessuale, stupro, azioni ostili;
  • comportamenti verbali molesti: apprezzamenti personali; allusioni e frasi a doppio senso; commenti volgari; linguaggio sessista; proposte sessuali indesiderate; richieste o inviti ambigui; pressioni; ricatti per ottenere rapporti sessuali;
  • comportamenti non verbali molesti: sguardi insistenti e indiscreti; lettere o email con contenuti espliciti; osservazioni sul sesso; atti di esibizionismo sessuale; gesti e scherzi osceni.

Molestie sul posto di lavoro: esempi

Ecco altri esempi di molestie consumate sul posto di lavoro, così puoi comprendere meglio ciò di cui ti ho parlato finora.

Durante una cena aziendale, parte la musica ed i colleghi iniziano a ballare. Luca inizia a strusciarsi ripetutamente contro Mara. Il comportamento non è casuale, perché in altre occasioni ha manifestato un certo atteggiamento inequivoco. Mara lo respinge, Luca continua a lanciare delle frecciatine e a prendersi confidenza, così Mara cerca di divincolarsi e si allontana dalla pista da ballo tornando al suo tavolo.

In questo caso, Mara è vittima di una molestia sessuale, in quanto il comportamento di Luca è indesiderato, insistente e provocatorio.

Valeria è l’unica donna nel suo team. Tutte le volte in cui c’è una riunione, i suoi colleghi uomini colgono l’occasione per metterla in imbarazzo, fare commenti volgari e indiscreti sul suo look e interrogarla sulla sua vita privata.

Anche in questo caso, si tratta di una molestia sessuale. Ovviamente, dipende dal tipo di rapporto instaurato tra colleghi, ma in questa circostanza, le frecciatine e le insinuazioni oltrepassano la linea di confine e sfociano nella molestia.

Silvana è il capo reparto della sua azienda. Spicca non solo per le sue qualità professionali, ma anche per il suo aspetto fisico. Il datore di lavoro ha notato le sue qualità. Ha iniziato a farle delle avances e ad invitarla a cena. Lei ha rifiutato ed ha tentato di mantenere una certa distanza ed un rapporto prettamente professionale. Il capo ha iniziato a isolarla e ad assegnare i progetti più importanti ad altri, nonostante lei fosse la più qualificata.

In tal caso, la lavoratrice viene penalizzata per non aver accettato lo scambio di favori sessuali. Questo è il classico esempio di molestia sessuale in cui, a seguito del rifiuto nei confronti del capo, si manifesta una ritorsione sul piano lavorativo.

Emanuele è arrivato da poco in azienda. I suoi modi sono gentili ed educati, ha un atteggiamento cordiale e sembra interessato ad alcuni hobby che non hanno nulla a che vedere con quelli comunemente considerati maschili. Pertanto, i suoi colleghi (sia uomini che donne) lo insultano e gli attribuiscono l’appellativo di “Reginetta”.

Questo è un tipico esempio di molestia sessuale. Emanuele viene messo in ridicolo e offeso davanti ad altri colleghi. Le molestie sessuali possono manifestarsi anche attraverso un comportamento di bullismo omofobico, dal momento che l’orientamento sessuale viene inteso come una deviazione rispetto ai canoni tradizionali. Pertanto, il molestatore tende a rigettarlo e a reagire con atteggiamenti di disprezzo.

È probabile che il collega o superiore, autore dei comportamenti sopracitati, cerchi di nascondersi dietro il paravento dello “scherzo frainteso”. Tuttavia, è necessario chiarirgli le idee fin da subito, facendogli capire in modo chiaro e inequivocabile che quel tipo di battute o di attenzioni fisiche non sono graditi. Meglio se via e-mail e non solo verbalmente, in modo da avere una prima prova nero su bianco del rifiuto espresso.

Molestie sessuali sul posto di lavoro: come difendersi?

Come puoi difenderti se i molestatori non pongono fine alla loro condotta, nonostante le tue richieste? Il consiglio è chiedere aiuto. Puoi confidarti con i tuoi colleghi o ex colleghi di fiducia. Potresti scoprire di non essere l’unica vittima del molestatore.

Poi, è bene che tu raccolga le prove delle molestie che hai subito: messaggi sullo smartphone, email, registrazioni di telefonate con contenuti espliciti. Segna l’orario e il luogo in cui è avvenuta la molestia. Ricorda anche di annotare l’eventuale presenza di testimoni.

Inoltre, devi sapere che in alcuni posti di lavoro o nelle amministrazioni pubbliche è presente il cosiddetto “consigliere di fiducia” che, in base alle policy aziendali, individuerà una soluzione per tutelarti. Se lavori in una pubblica amministrazione, puoi rivolgerti al Comitato unico di garanzia. In ogni caso, puoi chiedere aiuto alla consigliera di parità territoriale che interverrà gratuitamente insieme al tuo avvocato di fiducia.



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3 Commenti

  1. Gli esempi spiegati accuratamente in questo articolo sono chiari e mi ci rivedo… Purtroppo, non è sempre semplice trovare la forza di denunciare certe situazioni a lavoro perché magari il collega è ben voluto e la vittima ha paura di esporsi sia per timore di essere isolata, vista con un occhio discriminatorio e pregiudizievole e sia per timore di non essere creduta. Allora, l’unica cosa che spesso ci si ritrova a fare è cercare di sopportare certi episodi e lasciarsi scivolare addosso certi commenti fuori luogo.

  2. Io sono del parere che bisogna far emergere certe vicende che si consumano sul posto di lavoro e confidarsi con il personale preposto a tutelare il lavoratore e con il capo. Di sicuro, la vittima potrà essere tutelata e la persona che la molesta punita. Questo deve essere un chiaro esempio affinché certi episodi non si verifichino più

  3. Il fatto è che ci sono casi in cui si fa fatica a riconoscere le condotte moleste quando si tratta di espressioni verbali., E magari sei tu che passi per la bigotta di turno che non tollera certe affermazioni e che si imbarazza su certi argomenti. E questo succede perché ci sono invece le altre galline spregiudicate e volgari che sono chiaramente delle persone di cui i colleghi non hanno alcuna stima e con cui si divertono a scherzare e tu magari vieni esclusa dalla vita d’ufficio perché preferisci non abbassarti a certe dinamiche e preferisci fare con serietà il tuo lavoro.

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