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Zii e nipoti: il rapporto regolato dalla legge

20 Novembre 2020 | Autore:
Zii e nipoti: il rapporto regolato dalla legge

Esiste un obbligo di mantenimento in capo ai fratelli dei genitori? E mamma e papà possono vietare loro di frequentare i figli?

In ogni famiglia che si rispetti, lo zio ha lo stesso compito del nonno: viziare i nipoti. Non importa che non sia il loro compleanno o Natale: ogni occasione è speciale per concedergli (con i dovuti limiti, ovviamente) quello a cui i genitori spesso dicono di no per non dargliela sempre vinta: la soddisfazione di vederli felice è impagabile. Ma, a parte i luoghi comuni, tra zii e nipoti il rapporto regolato dalla legge va ben al di là di quello sentimentale.

Ci sono dei diritti e dei doveri che vanno rispettati, soprattutto quando subentrano delle difficoltà in famiglia: una separazione, un divorzio, il decesso dei genitori, un improvviso momento di crisi economica che rischia di mandare all’aria la stabilità dei ragazzi. In questo caso, quali sono i compiti degli zii? E come viene regolato dalla legge il rapporto tra zii e nipoti? Fino a che punto possono o devono intervenire? E fino a che punto i fratelli o le sorelle dei genitori possono essere estromessi dalla vita dei bambini? È quello che vedremo in seguito.

I doveri degli zii verso i nipoti

C’è da fare subito una precisazione. A differenza dei nonni, gli zii non sono i primi ascendenti in ordine di prossimità. Significa che se i genitori vengono a mancare o non sono in grado di mantenere i figli per qualsiasi motivo, devono subentrare i nonni poiché sono loro quelli che seguono i genitori in ordine di ascendenza. La legge stabilisce, dunque, che siano i genitori dei genitori a mantenere i nipoti in caso di necessità.

Gli zii hanno, da questo punto di vista, un rapporto collaterale. Pertanto, non sono obbligati a mantenere i loro nipoti nel caso in cui i fratelli, cioè i genitori dei bambini, non riuscissero a farlo. Altro discorso è che, di loro spontanea volontà, gli zii vogliano prendere la situazione in mano, con il consenso dei genitori: nulla impedisce di farlo.

I diritti degli zii verso i nipoti

Se il rapporto regolato dalla legge tra zii e nipoti non impone alcun obbligo in capo ai fratelli dei genitori ammette, invece, alcuni diritti, nell’interesse dei minori e dell’equilibrio della loro crescita. Certo, quando si parla di relazioni di famiglia, può suonare strano tirare in ballo la legge ma, si sa, oggi si va d’accordo e domani chi lo sa.

Succede, purtroppo con una certa frequenza, che tra fratelli i rapporti saltino in aria per qualche motivo: un’eredità sulla quale uno dei due ha da dire, una parola di troppo, un’incompatibilità di caratteri che con il tempo si amplifica sempre di più fino ad arrivare alla rottura. Viene istintivo dire ai figli: «Io con mio fratello o con mia sorella ho rotto, d’ora in poi quello lì (o quella là) non esiste più per noi». Telefonate o citofonate vengono rifiutate. In questo modo, i nipoti devono fare a meno del rapporto con gli zii. Si può fare una cosa del genere? Teoricamente no.

Come abbiamo appena accennato, i minori hanno il diritto di avere dei rapporti stabili e duraturi con tutta la famiglia, compresi anche i parenti «collaterali» in ordine di prossimità, come li abbiamo definiti prima. E, ovviamente, gli zii rientrano nella categoria dei parenti. Pertanto, la relazione tra entrambi deve continuare perché, se non è un diritto degli zii lo è invece dei nipoti.

Un esempio lo troviamo in una sentenza della Cassazione [1] sul caso di un genitore che, dopo la morte della moglie, impediva ai nonni e alla zia materna di vedere i figli. In pratica, aveva tagliato i ponti con tutta la famiglia della defunta consorte. Nonni e zia, però, non si sono arresti e si sono rivolti al tribunale. Alla fine, la Suprema Corte ha stabilito che impedire ai minori di frequentare i loro parenti era un atteggiamento lesivo del diritto del bambino ad avere rapporti significativi con ascendenti e parenti. Risultato: il papà ha rischiato di perdere la potestà genitoriale.

Ciò significa che, secondo la legge, è un diritto (seppur indiretto) degli zii mantenere i rapporti con i nipoti minori anche se i genitori sono contrari. Diritto che può essere rivendicato davanti a un giudice, il quale può ascoltare il bambino che ha compiuto 12 anni (o anche di meno se è in grado di discernere e di fare delle scelte consapevoli) affinché sia lui a pronunciarsi sulla volontà di continuare ad avere dei rapporti di frequentazione con gli zii.



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