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Che differenza c’è tra avvocato civile e penale

2 Febbraio 2021 | Autore:
Che differenza c’è tra avvocato civile e penale

Cosa fa in giudizio e chi assiste l’avvocato civilista? Quali sono i principali compiti di un penalista?

Le branche del diritto sono molteplici; spesso però, per comodità, si preferisce ridurle solamente a due: quella del diritto civile e quella del diritto penale. In realtà, ci sarebbero tante altre specializzazioni legali (tributario, amministrativo, lavoro, ecc.), ma la contrapposizione tra civile e penale è quella che maggiormente rimane impressa, probabilmente per la diversità dei procedimenti giudiziari. Che differenza c’è tra avvocato civile e penale?

In realtà, non esiste un albo dedicato ai penalisti e uno riservato ai civilisti: quando si diventa avvocati si può esercitare in qualsiasi campo. In altre parole, il titolo abilitativo all’esercizio della professione forense è unico; pertanto, quando si diventa avvocati non si è costretti a scegliere l’uno o l’altro ramo del diritto: si è liberi di esercitare il proprio patrocinio in qualsiasi materia. È chiaro, però, che la specializzazione che il professionista guadagna sul campo e con l’approfondimento della materia lo spingerà a settorializzarsi e a prediligere il penale oppure il civile. Se l’argomento ti interessa e vuoi sapere che differenza c’è tra un avvocato penalista e uno civilista, prosegui nella lettura: vedremo insieme quali sono le principali caratteristiche dell’uno e dell’altro.

Avvocato civilista: chi assiste?

A differenza del diritto penale, il diritto civile è talmente vasto da comprendere praticamente tutte le principali vertenze che sorgono tra privati.

L’avvocato civilista si occupa di assistere i suoi clienti nelle controversie più comuni: mancato rispetto degli obblighi contrattuali; violazioni al Codice della strada; sfratto e locazione; eredità; dissidi tra vicini; separazioni e divorzi; problematiche condominiali; ecc.

A prescindere dal tipo di ambito in cui è maggiormente specializzato, l’avvocato civilista difende e rappresenta il proprio assistito in tribunale davanti al giudice.

L’avvocato civilista agisce nei riguardi della controparte con atto di citazione o ricorso; in entrambi i casi, lo scopo è quello di “trascinare” in giudizio il rivale al fine di far valere le proprie ragioni.

Di contro, l’avvocato civilista può assistere la persona che è citata in giudizio, al fine di respingere le pretese della controparte.

Avvocato civilista: cosa fa?

L’avvocato civilista si costituisce in giudizio per difendere le ragioni del proprio assistito. Egli, quindi, agisce sempre in nome e per conto della parte che rappresenta, come se ne fosse il suo “alter ego” giudiziario.

I poteri di rappresentanza dell’avvocato civilista non sono tuttavia illimitati: la loro portata è delimitata dal tenore della procura che il cliente conferisce all’avvocato. La procura alle liti potrebbe ad esempio essere limitata a un solo grado di giudizio, escludendo così le impugnazioni e la fase esecutiva.

L’avvocato civilista redige tutti gli atti che sono necessari all’interno di un processo civile; solo per menzionare i principali: atto di citazione (o ricorso); comparsa di costituzione e risposta; memorie difensive; comparse conclusionali e memorie di replica.

L’attività giudiziale dell’avvocato civilista è ovviamente molto più complessa. Egli deve presenziare alle udienze e redigere il verbale; nel caso di nomina di consulenti tecnici d’ufficio, segue le loro operazioni per verificare che tutto sia conforme alla legge; al termine del procedimento, può decidere di discutere la causa oralmente davanti al giudice.

L’avvocato civilista è impegnato anche al di fuori delle aule del tribunale. Anzi, visti i costi e i tempi della giustizia italiana, l’avvocato predilige sempre più risolvere i problemi dei suoi assistiti evitando il ricorso ai tribunali, ovviamente se ciò è possibile.

L’avvocato civilista ha cura di contattare il collega di controparte per raggiungere un accordo che ponga fine alla controversia; si interfaccia con le società di recupero credito oppure con le assicurazioni al fine di gestire la pratica dei propri clienti; invia ai consulenti tecnici nominati dal giudice le proprie osservazioni.

Fondamentale è il ruolo di mediatore che l’avvocato civilista svolge quando cerca di far ragionare le parti al fine di riappacificarle o, almeno, di ridurre le rispettive pretese.

Avvocato penalista: chi difende?

L’avvocato penalista rappresenta le persone che sono indagate o imputate per aver commesso un reato.

Nel processo penale, la difesa tecnica è obbligatoria. Ciò significa che nessun indagato/imputato può rifiutare di essere assistito da un avvocato; se non ne sceglie uno di fiducia, gliene verrà assegnato uno d’ufficio.

Poiché quando si tratta di crimini è sempre lo Stato (a mezzo della Procura della Repubblica) che interviene, il principale interlocutore dell’avvocato penalista sarà il magistrato del pubblico ministero.

L’avvocato penalista può difendere una persona a prescindere dal reato che ha commesso: dal semplice furtarello all’omicidio, il difensore può offrire il suo patrocinio senza distinzioni di sorta.

Come per l’avvocato civilista, anche nel campo penale l’avvocato non ha poteri illimitati. Ad esempio, per poter accedere a un rito alternativo (come ad esempio al giudizio abbreviato o al patteggiamento), l’avvocato deve essere munito di apposita procura speciale in cui il suo assistito espressamente gli conferisca la facoltà di chiedere la definizione del giudizio secondo uno dei riti speciali previsti dalla legge.

Avvocato penalista: cosa fa?

L’avvocato penalista  assiste la persona accusata di un reato dalle indagini preliminari fino alla sentenza definitiva, preoccupandosi, anche dopo l’eventuale condanna, di assicurarsi che il suo cliente acceda a una delle misure alternative alla detenzione previste dalla legge.

A differenza del civilista, l’avvocato penalista redige meno atti. Il processo penale, infatti, è incentrato sul principio dell’oralità, per cui l’attività in udienza consiste nel porre domande ai testimoni, nell’interloquire con il pm e con il giudice, nell’avanzare verbalmente richieste e istanze.

Al di fuori del procedimento, i poteri dell’avvocato penalista sono più limitati rispetto a quelli del collega civilista. Come detto, poiché quando si tratta di crimini è lo Stato a intervenire, tutto ciò che accade viene incanalato in un procedimento penale.

Pertanto, se l’avvocato vorrà interloquire con il pm, potrà farlo depositando in Procura un’istanza o una memoria difensiva. Ad esempio, può chiedere che il suo assistito venga sottoposto a interrogatorio. In un caso del genere, l’avvocato penalista dovrà assistere il proprio cliente durante lo svolgimento dell’interrogatorio stesso.

L’avvocato può assistere il suo cliente durante una perquisizione personale o un’ispezione, al fine di garantire la regolarità della procedura.

Avvocato civilista e penalista: differenze

Alla luce di quanto detto sinora, possiamo elencare le principali differenze tra avvocato civilista e avvocato penalista:

  • il civilista, molto più del penalista, si dedica alla redazione di atti scritti da depositare in tribunale. Il processo civile, infatti, è quasi completamente “cartolare”, cioè trattato in forma scritta;
  • il civilista ha sempre a che fare con situazioni di diritto privato, cioè con problemi che sorgono tra due o più persone per motivi economici. Il penalista, al contrario, interviene solamente quando è stato commesso un reato;
  • l’assistenza legale è obbligatoria nel procedimento penale. Ciò significa che l’indagato/imputato non potrà mai rifiutare un difensore che, se non nominato, gli verrà assegnato d’ufficio. Al contrario, una persona coinvolta in un processo civile può anche decidere di non farsi assistere da nessuno e di restare contumace;
  • l’avvocato civilista può rapportarsi con il collega di controparte in maniera molto più libera rispetto al penalista, il quale può interloquire con il pm solamente avanzando formali istanze da depositare presso il suo ufficio in Procura;
  • mentre l’avvocato civilista può chiudere il giudizio in qualsiasi momento trovando un accordo con la controparte, il processo penale non è nella disponibilità delle parti. Il giudizio intrapreso per un reato andrà avanti anche se non c’è più la volontà della vittima di procedere, a meno che il reato non sia procedibile a querela e non intervenga una remissione.

note

Autore immagine: Canva.com


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