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Multa con tutor: come contestare la taratura

20 Novembre 2020 | Autore:
Multa con tutor: come contestare la taratura

L’amministrazione deve fornire la prova di aver effettuato regolarmente le verifiche periodiche di funzionalità dell’apparecchio, che sono obbligatorie.

Se hai ricevuto una multa per eccesso di velocità rilevata con il tutor devi sapere che questo apparecchio necessita di una taratura periodica. È un’operazione tecnica necessaria per garantire il corretto funzionamento del dispositivo nel corso del tempo, perché i componenti potrebbero essere soggetti ad invecchiamento e deterioramento.

C’è dunque bisogno di questa verifica periodica, ma non solo a fini tecnici: in mancanza di essa, la multa è invalida e può essere annullata, come ha affermato a chiare lettere la Corte di Cassazione.

Vediamo allora come contestare la taratura nel caso di multa effettuata con il tutor. Ti spiegheremo cosa deve contenere il verbale di accertamento e di contravvenzione per eccesso di velocità, cosa deve provare l’amministrazione in proposito e come agire in giudizio per far rilevare l’eventuale vizio della mancanza della taratura periodica.

La taratura del tutor

Ogni strumento tecnico di misurazione elettronica della velocità deve essere sottoposto non solo all’omologazione ed al controllo di funzionalità iniziale, ma anche ad una verifica periodica per stabilire se nonostante il tempo, gli sbalzi tecnici e le intemperie a cui è stato esposto è ancora correttamente funzionante.

In ciò consiste appunto la taratura del tutor che deve avvenire con frequenza annuale e dovrà essere documentata in un apposito verbale delle operazioni compiute dalla società specializzata incaricata dall’amministrazione pubblica.

L’obbligo di taratura periodica

La Corte Costituzionale [1] ha stabilito che tutte le apparecchiature di misurazione della velocità devono essere sottoposte a verifiche periodiche di funzionalità e di taratura. Nessuna apparecchiatura, quindi, è esonerata: nel novero degli strumenti soggetti a questo obbligo di taratura rientrano i tutor, gli autovelox, i telelaser ed anche gli etilometri.

La Corte di Cassazione ha recentemente precisato [2] che questa operazione non ammette distinzioni tra apparecchi soggetti alla vigilanza diretta della Polizia stradale e le apparecchiature Sicve (sistemi di controllo automatico della velocità), cioè appunto i tutor, che funzionano anche senza essere presidiati dalle forze dell’ordine.

La sentenza afferma che «Qualsiasi strumento di misura, specie se elettronico, è soggetto a variazioni delle sue caratteristiche e quindi a variazioni dei valori misurati dovute ad invecchiamento delle proprie componenti e ad eventi quali urti, vibrazioni, shock meccanici e termici, variazioni della tensione di alimentazione; tale profilo interessa anche i meccanismi di autodiagnosi che appaiono suscettibili, come le altre apparecchiature, di obsolescenza e di deterioramento».

L’eccezione di omessa taratura

Ma il profilo più interessante della pronuncia della Suprema Corte è quello che, in caso di contestazioni dell’automobilista contravvenzionato circa l’affidabilità dell’apparecchio, il giudice è tenuto ad accertare se tali verifiche siano state o meno effettuate.

In questo caso, spetta all’amministrazione dimostrare, nel giudizio di opposizione al verbale promosso dal cittadino, il corretto funzionamento del dispositivo tutor. Infatti, in base alle regole di ripartizione dell’onere della prova, è la parte pubblica che deve esibire e documentare tutte le circostanze su cui è fondata la contestazione dell’infrazione, tra cui quella della sottoposizione del tutor alla taratura obbligatoria.

Inoltre tieni presente che il verbale deve indicare la taratura eseguita sull’autovelox e questa informazione è necessaria in vista della contestazione della multa se si vuole sostenere l’inaffidabilità dell’apparecchio misuratore della velocità, come vedremo subito.

Come annullare la multa tutor

«Incombe sull’amministrazione la prova dell’effettuazione del periodico controllo», afferma in modo perentorio il Collegio. Così la multa per eccesso di velocità sarà valida solo se emergerà da una precisa prova documentale che il tutor è stato sottoposto alle regolari tarature periodiche. In dettaglio, leggi anche Multa tutor: cosa controllare per la contestazione.

In conclusione, quando il ricorrente contesta l’omessa taratura del dispositivo tutor l’amministrazione dovrà esibire in giudizio il verbale delle operazioni eseguite sull’apparecchio che ha rilevato l’infrazione dell’eccesso di velocità, altrimenti la multa sarà annullata dal giudice.

Ti ricordiamo che il verbale di accertamento dell’infrazione mediante tutor deve anche indicare la data di effettuazione dell’ultima taratura, in modo da consentire al cittadino di verificare che è stata rispettata la prescritta frequenza annuale; se le operazioni risalgono ad oltre un anno addietro, la multa sarebbe nulla. A tal proposito, leggi Tutor non a norma: come annullare la multa e per maggiori informazioni sulle modalità di proposizione dell’opposizione leggi la guida Tutor e autovelox: come fare ricorso contro la multa.


note

[1] C. Cost. sent. 18 giugno 2015 n. 113, che ha dichiarato l’illegittimità costituzionale dell’art. 45, comma 6, del D.Lgs. n. 285 del 1992 (Codice della strada).

[2] Cass. sent. n. 24993/20 del 9 novembre 2020.


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