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Berlusconi manda nel caos il centrodestra

19 Novembre 2020 | Autore:
Berlusconi manda nel caos il centrodestra

Tre deputati di Forza Italia lo lasciano e vanno con la Lega: «Il partito non è più lo stesso». Salvini: qualche azzurro tratta per entrare al Governo.

Qualcosa doveva succedere nel centrodestra, era questione di tempo. E, infatti, qualcosa è successo. Ad alcuni parlamentari di Forza Italia non è piaciuto il recente approccio tra Silvio Berlusconi e Matteo Renzi che mira a garantire la stabilità del Governo, almeno durante l’emergenza Covid. Così, tre deputati azzurri hanno lasciato il partito sbattendo la porta e se ne sono andati con Matteo Salvini. Si tratta di Laura Ravetto, Maurizio Carrara e Federica Zanella.

I tre sono convinti che Berlusconi stia tramando con Renzi (e non solo) un eventuale ingresso nell’Esecutivo: «Viviamo con disagio – scrivono i dissidenti in una nota – le sempre più ampie aperture al Governo e gli ammiccamenti con il Partito Democratico». A loro parere, la formazione politica fondata nel 1993 dall’allora presidente di Fininvest «ha perso quella forza propulsiva che l’aveva portata ad essere luogo di aggregazione per tutto il centrodestra e riteniamo che quel luogo di aggregazione sia oggi rappresentato dalla Lega di Matteo Salvini che crediamo possa essere il miglior interprete di quella rivoluzione liberale i cui valori sono più che mai attuali e necessari, nonché il Partito con cui meglio portare avanti con coerenza quel programma unitario su cui abbiamo messo la faccia in campagna elettorale, e che non vogliamo tradire. Per tutti questi motivi – si legge ancora – aderiamo convintamente al gruppo della Lega certi che, in tale gruppo, ci verrà data la possibilità di continuare a portare avanti al meglio le battaglie politiche in cui abbiamo sempre creduto e che ci hanno caratterizzati in aula e sui territori».

A far saltare i nervi ai tre deputati forzisti, quella che viene ritenuta un’eccessiva disponibilità di Berlusconi al dialogo con la maggioranza di governo, forse in segno di gratitudine – così lo interpreta qualche alleato – per l’affaire Vivendi-Mediaset.

C’è, poi, il gesto del tutto autonomo e senza previa consultazione con Salvini e con Giorgia Meloni, di offrire «la disponibilità dell’opposizione a mettersi al servizio del Paese e a pensare assieme al futuro dell’Italia». Una frase che contiene la parola chiave: «Assieme». Assieme a chi e in che modo? Per Salvini non ci sono dubbi e lo dice chiaro e tondo, riferendosi a Berlusconi: «Da parte sua c’è ambiguità». E aggiunge: tra gli azzurri c’è chi tratta per posti di governo.

Parole che hanno fatto imbufalire il braccio destro di Berlusconi a Forza Italia, Antonio Tajani: «Forza Italia è e rimarrà all’opposizione. Non è un inciucio cercare di far approvare proposte concrete per tutelare lavoratori, imprese, famiglie e liberi professionisti. E garantire la salute degli italiani utilizzando i 37 mld del Mes. Si tratta soltanto di buon senso e di senso di responsabilità per tutelare i diritti dei cittadini», ha ribadito Tajani.

Il problema è che la strategia di Berlusconi rischia di far saltare non solo l’alleanza di centrodestra ma anche quella di Governo. Già, perché i suoi rapporti con Renzi (ottimi) e con il Partito Democratico (cordiali) non sono per niente graditi dall’altro peso massimo della maggioranza, cioè il Movimento 5 Stelle. Non a caso, Luigi Di Maio ha ribadito via Facebook che Forza Italia si può scordare di avere una sola poltrona al Governo. Cosa che, secondo l’entourage dell’ex Cavaliere, non accadrà comunque: «Berlusconi è stato chiaro – sostengono i fedelissimi – al Governo non entra né ora né mai». Salvini non ne è del tutto convinto. Di Maio nemmeno. E forse neanche Italia Viva e il Pd. Insomma, la vita è piena di sorprese: a 84 anni, nove anni dopo la sua uscita da Palazzo Chigi, quando tutti lo davano politicamente per spacciato, dopo aver superato inchieste, condanne e perfino un coronavirus, Silvio Berlusconi continua ad agitare la scena politica. Gli si deve dare atto che è proprio inossidabile.



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