AstraZeneca: a chi serve il più italiano dei vaccini Covid

19 Novembre 2020
AstraZeneca: a chi serve il più italiano dei vaccini Covid

Il siero prodotto dal colosso svedese-britannico, con l’Università di Oxford e un’azienda di Pomezia, protegge in particolare una categoria di persone fragili.

Anche i «nonni» si possono proteggere dal Coronavirus. Il vaccino di AstraZeneca, Università di Oxford e Irbm di Pomezia (Roma) risulta avere una forte risposta immunitaria negli anziani. È quanto risulta dai primi dati di fase 2-3, illustrati dalla rivista medica The Lancet.

La notizia era già trapelata tempo fa, dalle colonne del Financial Times (per approfondire leggi qui: Vaccino Covid: buone notizie sugli anziani). I risultati definitivi della sperimentazione arriveranno entro Natale. Se il dato fosse confermato, significherebbe poter evitare la strage di anziani cui si è assistito in questi mesi di prima e seconda ondata.

Il preparato artificiale sarebbe in grado di assicurare solide difese dal Covid agli ultrasettantenni, categoria falcidiata dal virus. Addirittura, funzionerebbe meglio sugli anziani che sui giovani. Ai volontari della sperimentazione – 560 in tutto: 160 tra i 18 e i 55 anni, 160 tra i 59 e i 69 anni, 240 dai 70 anni in su – sono state somministrate due dosi di vaccino AstraZeneca.

Il sistema immunitario risponde entro 28 giorni dalla seconda dose, producendo anticorpi. Il rischio, riguardo agli anziani, è che i vaccini non funzionino per via delle difese che, con l’età, possono attivarsi più lentamente. Ma questo pericolo non sembra riguardare il vaccino AstraZeneca, Oxford e Irbm. Interessa, invece, il preparato dell’americana Pfizer, che avrebbe dato una più debole risposta negli over 70.

Il più italiano dei vaccini costerà 2,8 euro a dose. Molto meno dei concorrenti americani – Pfizer e Moderna – che si aggirano sui più o meno sui 20 euro (per approfondire leggi qui: Covid: quale differenza tra un vaccino e l’altro).

Entro giugno, si potranno distribuire 70 milioni di dosi: questa la quantità prenotata dall’Italia (per approfondire leggi qui: Covid, il piano vaccini del Governo: ecco il testo). Si inizierà con le prime consegne a dicembre.

L’altro vantaggio del preparato artificiale di AstraZeneca/Oxford/Irbm consiste anche nella più semplice conservazione: mentre per i candidati vaccini di Pfizer e Moderna servono temperature molto basse affinché mantengano intatte le loro proprietà (il che pone il problema della scarsità di frigoriferi speciali), per il vaccino di Oxford basta il frigo di casa o della farmacia.



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