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Irrevocabile la donazione di una casa al figlio se il padre non versa in stato di necessità

23 dicembre 2013


Irrevocabile la donazione di una casa al figlio se il padre non versa in stato di necessità

> Diritto e Fisco Pubblicato il 23 dicembre 2013



Se il genitore che ha donato un immobile al proprio figlio percepisce una pensione di medio importo non può dirsi “in stato di necessità” e, pertanto, non può revocare la donazione.

La donazione non può essere revocata per ingratitudine del beneficiario se il donante non versa in stato di bisogno. È questa la sintesi di una recente sentenza della Corte d’Appello dell’Aquila [1].

Poniamo il caso – tutt’altro che infrequente – che il padre doni un’abitazione al proprio figlio e poi quest’ultimo si disinteressi dell’anziano genitore, non provvedendo a versargli neanche gli alimenti. Il padre, giustamente, potrebbe risentirsene e, quindi, voler revocare il consistente regalo. Ebbene, in tale caso, non gli è possibile tornare indietro. Infatti, la cosiddetta “revoca per ingratitudine” della donazione in questi casi non opera.

Per comprendere ciò è opportuno specificare cosa sia una donazione e in cosa consista la revoca della donazione per ingratitudine.

Per il codice civile, la donazione [2] è il contratto col quale, per spirito di liberalità, una parte arricchisce l’altra, disponendo a favore di questa di un suo diritto o assumendo verso la stessa una obbligazione.

La donazione può essere revocata in due casi:

1. per ingratitudine 

2. per sopravvenienza di figli.

In quali casi può essere chiesta la revoca per ingratitudine? 

La donazione può essere revocata per ingratitudine [3] solo in quattro ipotesi e cioè quando colui che riceve la donazione (cosiddetto “donatario”):

a) abbia commesso un omicidio o un tentato omicidio del donante o del di lui coniuge, di un discendente o un ascendente (sempre che non ricorra il caso fortuito o la forza maggiore o una delle cause che escludono la punibilità); oppure abbia denunciato in maniera calunniosa una delle dette persone per reato punibile con l’ergastolo o con la reclusione per un tempo non inferiore nel minimo a tre anni;

b) abbia arrecato grave pregiudizio al patrimonio del donante con la propria condotta dolosa;

c) abbia omesso di prestare allo stesso gli alimenti, qualora ne sussistano i presupposti di fatto;

d) si sia reso colpevole di ingiuria grave nei confronti di quest’ultimo.

In parole semplici, la donazione non può essere revocata semplicemente perché chi riceve qualcosa in donazione (il figlio) non è poi riconoscente oppure si rifiuta di prestare assistenza al donante (il padre).

Perché la donazione possa essere revocata per ingratitudine è necessario, tra le varie ipotesi, che il donatario (cioè chi riceve per donazione) si rifiuti di prestare al donante gli alimenti che per essere versati presuppongono uno stato di bisogno. Se manca tale stato di bisogno (come nell’esempio sopra riportato, in cui il padre benefici di una pensione media), non si può chiedere la revoca della donazione per gratitudine.

Spetta al donante, che sostenga di non aver ricevuto assistenza dal figlio, dimostrare al giudice il suo precario stato di salute, esibendo ricevute per spese mediche, ricoveri ospedalieri o per la cura e l’assistenza fornitagli da terze persone (per es.: una badante).

Se un padre, che percepisce una pensione, decide di donare una casa al proprio figlio non può poi agire in Tribunale per chiedere la revoca della donazione per ingratitudine del figlio, ingratitudine basata sul fatto che il figlio non si sia occupato della sua assistenza.

La revoca della “donazione per ingratitudine” può, infatti, essere chiesta in alcuni casi, uno di questi è quando il donatario non provvede ad assistere il donante (e, quindi, a versare gli alimenti) se questi versi in stato di bisogno.

In questo caso il padre che percepisce una pensione non può definirsi in uno stato di bisogno. Pertanto il figlio che non gli presta assistenza non perde la proprietà della casa ricevuta in donazione.

note

[1] C. App. L’Aquila sent. n. 963/13.

[2] Art. 769 cod. civ.

[3] Art. 801 cod. civ.

Autore immagine: 123rf.com

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