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Quando si parla di molestia

31 Gennaio 2021
Quando si parla di molestia

Il reato di disturbo alle persone: caratteristiche e conseguenze.

Hai ricevuto in eredità un’abitazione sita nel centro della città in cui vivi. Per guadagnare qualcosa, hai deciso di affittarla ad un giovane lavoratore di 30 anni. Da qualche mese, però, complice la crisi economica, l’inquilino ha iniziato a non pagare il canone di locazione. Hai tentato di parlarci per risolvere la questione bonariamente, ma la morosità persiste.

Pertanto, ti sei rivolta al tuo avvocato di fiducia per avviare il procedimento di sfratto. Da quel momento, il conduttore ti chiama a tutte le ore del giorno e pretende di rimanere nell’immobile. Tale comportamento assillante ti ha fatto cadere in uno stato di forte agitazione, al punto da cambiare l’utenza telefonica. Devi sapere che quando si parla di molestia si fa riferimento ad un comportamento invadente ed inopportuno (quindi fastidioso), posto in essere anche attraverso chiamate e messaggi, al punto da ledere la sfera privata altrui.

Ma procediamo con ordine e cerchiamo di analizzare il reato in questione punto per punto.

La molestia è reato?

In termini generali, per molestia si intende un comportamento fastidioso finalizzato a cagionare disturbo ad una persona senza un valido motivo.

Per la configurabilità del reato [1], il Codice penale richiede i seguenti elementi:

  • la condotta disturbante deve avvenire in un luogo pubblico (ad esempio, in una piazza, una via, ecc.) oppure aperto al pubblico (ad esempio, in un museo, in un teatro, ecc.);
  • il comportamento indesiderato può essere effettuato tramite il telefono oppure altro mezzo idoneo ad arrecare disturbo;
  • la molestia deve essere fatta per petulanza o per biasimevole motivo, significa che deve trattarsi di un atteggiamento di insistenza eccessiva, di arrogante invadenza e comunque di intromissione continua nella sfera di quiete e libertà altrui.

Quando si parla di molestia

La molestia non è necessariamente abituale. Questo vuol dire che può essere realizzata anche con una sola azione di disturbo, a condizione che abbia il carattere della petulanza o sia fatta per ragioni futili. Ti faccio un esempio.

Mevio e Sempronia si sono lasciati. Una sera, l’uomo comincia a tempestare la donna di telefonate notturne con futili pretesti, dalla richiesta di restituzione di una tuta al disperato tentativo di tornare insieme.

Come vedi, quindi, si parla di molestia solo quando una persona pone in essere un atteggiamento fastidioso e inopportuno per recare disturbo a qualcuno. Di conseguenza, il reato in questione non è configurabile se un soggetto effettua una sola telefonata in orari normali oppure invia un messaggio di posta elettronica. Quest’ultimo, infatti, non mette il destinatario nelle condizioni di dover rispondere immediatamente.

Naturalmente, nel reato di molestie sono comprese anche le condotte insistenti ed invadenti, a sfondo erotico, che alludono alla sfera sessuale della persona senza sfociare nel contatto fisico (previsto, invece, dal reato ben più grave della violenza sessuale). Ti faccio un altro esempio.

Tizia ha lasciato il fidanzato Caio. Quest’ultimo, però, non si rassegna alla fine della storia d’amore ed inizia a rivolgerle frasi di apprezzamento nel locale dove la stessa lavora come barista. Tale corteggiamento insistente, però, non è gradito a Tizia, la quale più volte chiede all’uomo di smetterla e di lasciare il locale.

Com’è punita la molestia?

La molestia è una contravvenzione che il Codice penale punisce con l’arresto fino a sei mesi o con l’ammenda fino ad euro 516. Tuttavia, la persona indagata o imputata può evitare di subire il procedimento penale chiedendo l’oblazione. In pratica, si tratta di una causa di estinzione del reato previo pagamento di una sanzione pecuniaria pari alla metà dell’importo massimo dell’ammenda prevista, oltre le spese del procedimento. Ti faccio un esempio.

Tizio è imputato in un procedimento penale per aver tartassato l’ex fidanzata con l’invio di sms e chiamate nel cuore della notte. Tizio, però, chiede l’oblazione. In tal caso, dovrà pagare 258 euro (cioè la metà di 516 euro) più le spese del processo.

La domanda di oblazione potrebbe essere rigettata dal giudice in caso di recidiva reiterata, quando il soggetto è delinquente abituale o professionale oppure qualora permangano conseguenze dannose o pericolose del reato eliminabili da parte del contravventore.

Come difendersi dalla molestia?

Il reato di molestia è procedibile d’ufficio. Questo significa che qualora tu sia stata molestata, puoi presentare una denuncia alle autorità competenti (carabinieri, polizia o Procura della Repubblica). Una volta attivato, il procedimento penale prosegue indipendentemente dalla tua volontà. Detto in termini ancora più semplici, nel caso in cui l’autore abbia commesso più reati contemporaneamente (minaccia, atti persecutori, ecc.) per alcuni dei quali la legge richiede la querela come condizione di procedibilità, l’azione prosegue ugualmente anche se la stessa non è stata presentata oppure è stata rimessa dalla persona offesa.

Ovviamente, è indispensabile allegare alla denuncia qualsiasi elemento utile a dimostrare la condotta dell’autore (messaggi, fotografie, registrazioni telefoniche, ecc.). Una volta instaurato il processo, potrai costituirti parte civile per ottenere il risarcimento del danno in caso di condanna del responsabile.


note

[1] Art. 660 cod. pen.


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