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Codice di condotta: cos’è?

1 Febbraio 2021 | Autore:
Codice di condotta: cos’è?

Che cosa contiene il documento elaborato dalle aziende con princìpi, valori e norme sociali ed etiche che i dipendenti sono tenuti a rispettare.

La legge ed i contratti nazionali di categoria contengono delle norme di comportamento comuni per tutte le aziende, a seconda dei vari settori. Tuttavia, anche se nello stesso comparto, non tutti i luoghi di lavoro hanno le stesse caratteristiche. Ecco perché molti datori adottano il cosiddetto codice di condotta. Cos’è? Si tratta di un documento che di solito viene consegnato al dipendente al momento dell’assunzione e che contiene una serie di regole da osservare da un punto di vista edito e morale. Proprio per questo è conosciuto anche come codice etico aziendale.

Lo scopo non è soltanto quello di salvaguardare l’immagine esterna dell’azienda ma anche quello di mantenere all’interno, verso i colleghi e verso i responsabili dei vari reparti fino ai vertici stessi, un atteggiamento adeguato ai valori dell’impresa. Non si parla, quindi, di un decalogo della buona educazione, che dovrebbe (sì, dovrebbe: purtroppo, in certi casi, ci vuole il condizionale) essere stata acquisita prima ancora di candidarsi ad occupare quel posto di lavoro. Qui, il discorso è molto più ampio. Vediamo, allora, che cos’è il codice di condotta e quale valore formale ha all’interno dell’azienda.

Codice di condotta: che cos’è?

Sono sempre più le imprese e le società che adottano al loro interno un codice di condotta, o codice etico aziendale. Si tratta di un documento che contiene e che stabilisce le norme morali e sociali a cui tutti i dipendenti devono attenersi ed il modo in cui devono essere rispettate. Non si tratta di uno strumento obbligatorio ma facoltativo.

Le norme riportate nel codice di condotta fanno riferimento ai valori etici e ai princìpi dell’azienda. Quelli più comuni sono:

  • la trasparenza;
  • l’onestà;
  • l’equità e l’eguaglianza;
  • la riservatezza;
  • la diligenza;
  • l’imparzialità;
  • la tutela della persona e dell’ambiente.

Il rispetto delle norme inserite nel codice di condotta viene monitorato dai responsabili del dipartimento di risorse umane, i quali devono informare i dipendenti sul modo in cui perseguire gli obiettivi indicati nel codice e sulle sanzioni previste in caso di violazione delle regole.

Codice di condotta: cosa contiene?

Abbiamo appena spiegato quali sono i contenuti essenziali del codice di condotta, o codice etico aziendale. Nel dettaglio, però, il documento è normalmente diviso in tre sezioni:

  • la regolamentazione nazionale che riguarda il settore specifico di attività, con riferimento al contratto nazionale di categoria, il Codice civile ed altre normative generali;
  • le regole etiche e sociali dell’azienda, con speciale riferimento ai comportamenti da osservare, alle eventuali sanzioni decise in caso di violazione e le modalità di vigilanza e di controllo per garantire il rispetto del codice;
  • infine, le attività di promozione delle norme contenute nel codice.

Codice di condotta: chi lo scrive?

Di norma, non è il solo datore di lavoro a decidere il contenuto del codice di condotta e, quindi, i princìpi da far rispettare ai propri dipendenti. Il documento coinvolge il management aziendale, cioè i vertici della società. Sono loro a individuare i valori etici che identificano l’impresa, che la contraddistinguono rispetto al resto e che, quindi, devono essere osservati da chi ci lavora.

Il codice entra in vigore una volta approvato, ma può subire delle modifiche se le condizioni contestuali in cui opera la società dovessero mutare.

Codice di condotta: qualche esempio

Esattamente che cosa viene riportato sul codice di condotta a livello di regole da rispettare? Facciamo qualche esempio preso, a titolo divulgativo, da documenti in vigore in alcune aziende.

Dal punto di vista della correttezza, l’azienda può imporre al dipendente di:

  • non instaurare alcun rapporto privilegiato con terzi, frutto di sollecitazioni esterne per ottenere vantaggi impropri;
  • non accettare, nell’espletamento della propria attività, donazioni, favori o utilità di alcun genere (salvo oggetti di modico valore) e, in generale, alcuna contropartita al fine di concedere vantaggi a terzi in modo improprio;
  • viceversa, non effettuare donazioni in denaro o di beni a terzi o comunque offrire utilità o favori illeciti di alcun genere (salvo oggetti di modico valore oppure omaggi di cortesia commerciale autorizzati dalla Società) in connessione con l’attività prestata a beneficio dell’azienda.

Al lavoratore può essere chiesto tramite il codice di condotta anche di evitare e di ripudiare, in quanto dipendente della società, ogni discriminazione concernente l’età, il sesso, la razza, gli orientamenti sessuali, lo stato di salute, le opinioni politiche e sindacali, la religione, la cultura e la nazionalità dei suoi interlocutori. Inoltre, di impegnarsi a favorire l’integrazione, promuovendo il dialogo interculturale, la tutela dei diritti delle minoranze e dei soggetti deboli.

Non mancheranno, poi, le richieste di:

  • riservatezza, ovvero a non utilizzare informazioni riservate, apprese in ragione della propria attività lavorativa, per scopi estranei all’esercizio di tale attività, e comunque ad agire sempre nel rispetto degli obblighi di riservatezza assunti dalla società;
  • diligenza, vale a dire ad operare per favorire gli interessi dell’azienda, nel rispetto dei valori espressi nel codice e sulla base dei princìpi di correttezza, fiducia e buona fede che regolano ogni rapporto di lavoro;
  • lealtà, cioè l’impegnano a realizzare una concorrenza leale, nel rispetto della normativa nazionale e comunitaria, nella consapevolezza che una concorrenza virtuosa costituisce un sano incentivo ai processi di innovazione e sviluppo, tutela altresì gli interessi dei consumatori e della collettività.


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