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Valida la delibera condominiale senza i nomi di chi ha votato a favore?

19 Novembre 2020
Valida la delibera condominiale senza i nomi di chi ha votato a favore?

Basta indicare il nome degli astenuti e i presenti? Si può redigere un verbale di condominio al computer?

Un nostro lettore ci ha posto due domande. La prima: è valida la delibera condominiale senza i nomi di chi ha votato a favore? Nel suo caso l’amministratore di condominio si sarebbe limitato a verbalizzare il raggiungimento dei quorum e i nomi degli astenuti. 

La seconda domanda è invece la seguente: può l’amministratore redigere il verbale di assemblea al computer, senza quindi le firme del presidente e del segretario?

Entrambe le questioni sono state già analizzate dalla Cassazione [1] e da altra giurisprudenza di merito [2]. 

Delibera condominiale: è valida senza i nomi di chi ha votato a favore?

Secondo la Corte, non è annullabile una delibera il cui verbale, anche se non riporti l’elenco puntuale di chi abbia votato a favore, tuttavia contenga i nomi dei presenti, personalmente o per delega, con i relativi millesimi, la specifica degli astenuti, dei condomini che abbiano votato contro e del valore complessivo delle rispettive quote millesimali. Dati che «consentono di stabilire con sicurezza, per differenza, quanti e quali condomini hanno espresso voto favorevole, nonché di verificare che la deliberazione assunta abbia superato il quorum richiesto dal Codice civile». 

Risultato: è valida la delibera il cui verbale, pur non indicando i partecipanti che hanno votato a favore, contenga l’elenco di tutti i presenti, dando atto dei nominativi degli astenuti, dei contrari e delle relative quote millesimali. In questo modo, difatti, si potrà comunque stabilire con certezza, per differenza, quanti e quali soggetti si siano espressi favorevolmente così da raggiungere il quorum legale.  

Riportiamo qui di seguito le parole della stessa Cassazione nella massima della pronuncia appena citata: «Il verbale dell’assemblea di condominio, ai fini della verifica dei quorum prescritti dal codice civile, deve contenere l’elenco dei condomini intervenuti di persona o per delega, indicando i nomi di quelli assenzienti o dissenzienti, con i rispettivi valori millesimali, rimanendo comunque valido ove, pur riportando l’indicazione nominativa dei soli partecipanti astenuti o che abbiano votato contro, consenta di stabilire per differenza coloro che hanno votato a favore, e senza che neppur infici l’adottata delibera la correzione del verbale, effettuata dopo la conclusione dell’assemblea, allo scopo di eliminare gli errori relativi al computo dei millesimi ed ai condomini effettivamente presenti all’adunanza».

In senso contrario si cita una sentenza del tribunale di Nocera Inferiore [3] secondo cui «Ai fini della validità delle deliberazioni assembleari devono essere individuati e riprodotti nel relativo verbale, i nomi dei condomini assenzienti e di quelli dissenzienti, ed i valori delle rispettive quote millesimali, pur in assenza di una espressa disposizione in tal senso, essendo tale individuazione indispensabile per la verifica della esistenza della maggioranza prescritta dal codice civile. Ai fini del rispetto di tale principio non è neanche sufficiente indicare a verbale che la delibera sia stata assunta a maggioranza, atteso che la mancata verbalizzazione del numero dei condomini votanti a favore o contro la delibera approvata, oltre che dei millesimi da ciascuno di essi rappresentati, invalida la delibera stessa, impedendo il controllo sulla sussistenza di una delle maggioranze richieste dal codice civile». 

Si può redigere un verbale di condominio al computer?

Secondo la Cassazione non esiste alcun obbligo di legge che sancisca la necessaria approvazione del verbale in sede assembleare. Non è quindi necessario che vi sia la firma del presidente e dal segretario a fine incontro. Altrettanto non esiste alcuna norma che imponga di leggere il verbale, a riunione conclusa, davanti a tutti i presenti. Ciò che conta, afferma il tribunale di Roma [2], è che il documento sia «fedele e riporti la sottoscrizione, piuttosto che le modalità con le quali viene redatto». 

Ai fini della validità delle delibere dell’assemblea condominiale, scrive il Tribunale, non è «necessario che nell’avviso di convocazione gli argomenti da trattare siano indicati in termini analitici e specifici, in modo da prefigurare lo sviluppo e l’esito della discussione; è sufficiente che essi siano indicati nell’ordine del giorno nei termini essenziali per esser comprensibili».


note

[1] Cass. sent. n. 6552/2015.

[2] Trib. Roma, sent. n. 9733 del 14.05.2018.

[3] Trib. Nocera Inferiore sent. n. 1285/2019.


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