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Covid: fino a quando resteremo così

20 Novembre 2020 | Autore:
Covid: fino a quando resteremo così

Le zone rosse restano tali almeno fino al 27. Dal 4 dicembre, con il nuovo Dpcm, altra settimana di rigore. Poi, solo 10 giorni di shopping.

Nessuno si metta in testa che le cose cambieranno a breve: il Dpcm attualmente in vigore non verrà modificato, il che significa che resteremo così fino al 3 dicembre, data in cui scade il provvedimento firmato da Giuseppe Conte. E dopo? La risposta a questa domanda, come sempre, la daranno i numeri: se l’andamento dell’epidemia continua a rallentare, è possibile che nelle prime settimane di dicembre (ma solo nelle prime settimane) venga dato un po’ di fiato al Paese.

Questo trend è stato confermato da più parti, sia dallo stesso premier, sia dal ministro per gli Affari regionali Francesco Boccia, sia dal Comitato tecnico scientifico. Fino al 3 dicembre, non verrà toccato il coprifuoco alle 22, così come resteranno intatti i 21 parametri che definiscono le fasce di rischio, mentre alcune Regioni si preparano a diventare zone rosse. Lo è da oggi l’Abruzzo, che in realtà già si trovava in lockdown per decisione del governatore Marco Marsilio. Ma molto probabilmente lo saranno nei prossimi giorni anche Puglia, Basilicata, Sicilia, Emilia-Romagna e Liguria.

Ciò non vuol dire che non ci sia chi preme per anticipare i tempi. È il caso del presidente della Lombardia, Attilio Fontana, che ricorda quanto previsto dal Dpcm del 3 novembre scorso: esiste, infatti, un meccanismo che consente alle Regioni in zona rossa di migliorare la propria situazione dopo due settimane. Periodo che per la Lombardia, come per Val d’Aosta, Piemonte e Calabria, scade proprio oggi. Tecnicamente, però, non è possibile abbandonare la zona rossa fino al 27 novembre, visto che ci deve essere una terza settimana di verifica dei dati.

Sempre nel Dpcm c’è scritto – e lo ha confermato ieri lo stesso Conte – che è consentito alle Regioni di allentare le restrizioni nelle zone o nelle province in cui il contagio è meno diffuso. Nessuno, però, si è fatto ancora avanti per richiederlo.

Intanto, si continua a discutere sul periodo di Natale. Un dibattito definito «lunare» da parte del ministro Boccia ma che interessa soprattutto consumatori ed esercenti. Non tanto per «i baci e gli abbracci» negati ieri da Conte durante il periodo delle feste, quanto per la possibilità di fare da una parte acquisti per i regali e dall’altra incassi per tentare di salvare il salvabile.

L’ultima ipotesi sul tavolo è quella di aprire una finestra di 10 giorni per permettere agli italiani di fare shopping, sempre se i dati sull’epidemia lo consentiranno. Non è detto che ciò avvenga il 4 dicembre, cioè il giorno in cui entrerà in vigore il Dpcm natalizio: quel giorno dovrebbe iniziare un’altra settimana di misure ancora rigorose in modo da portare l’indice Rt sotto l’1 in tutte le Regioni entro il 10 dicembre. Se questo obiettivo verrà raggiunto, dall’11 dicembre sarà possibile fare shopping per una decina di giorni, cioè fino al 21. Dopodiché, tutto chiuso di nuovo. In quel periodo, cioè tra l’11 ed il 21 dicembre, potrebbe essere permesso a bar e ristoranti di aprire non solo per l’asporto, con l’impegno, però, di abbassare le saracinesche alle 18.



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