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Cambiare nome all’anagrafe: come fare?

3 Febbraio 2021
Cambiare nome all’anagrafe: come fare?

Quali motivi si considerano validi per cambiare nome? L’iter di modifica dalla presentazione dell’istanza al decreto di concessione. 

Per quanto possa essere ovvio, il nome è qualcosa che nessuno di noi si è scelto e questo può creare dei disagi. Nome buffo, spesso accostato a un cognome sin troppo esplicito, oppure limitazioni di ordine più pratico, come il dover firmare con tutti i nomi (e c’è anche chi ne ha più di due), senza dimenticare che alcuni possono manifestare la volontà di celare le proprie origini naturali.

Se anche tu rientri in queste categorie, probabilmente stai cercando di capire come fare per cambiare nome all’anagrafe. Trattandosi di una questione anagrafica, in molti possono commettere l’errore di rivolgersi direttamente all’ufficio di stato civile. In realtà, non è così e, pertanto, in questo articolo, dopo aver evidenziato per quali motivi si può avanzare la proposta di cambio nome, ti spieghiamo anche gli step del processo amministrativo che ti porteranno ad avere un nome diverso.

Per quali motivi si può cambiare nome?

Felice Bonanno (nome puramente di fantasia), nato a Pisa, ma da anni impegnato a Milano, è stato più volte preso in giro per il suo nome che, accanto al cognome, allude alla consuetudine di scambiarsi gli auguri il giorno di Capodanno. Oltre a ciò, il signor Felice, il cui nome completo è Felice Maria Bonanno, discende da un’antica casata nobiliare pisana, ma è determinato a tagliare i ponti con il suo passato. Per questo motivo, vorrebbe cambiare anche cognome.

Cosa può fare per cambiare nome e cognome?

La legge italiana riconosce la possibilità di apportare modifiche anagrafiche per i seguenti motivi:

  • il soggetto trova ridicolo il suo nome o il suo cognome;
  • suscita comprovata vergogna;
  • rivela la discendenza del soggetto;
  • per motivi diversi dai precedenti (doppio nome o presenza della virgola tra due nomi nelle persone nate prima del 2000).

Nel caso di Felice Bonanno, la volontà di cambiare nome e cognome dipende sia dall’ilarità provocata dal suo antroponimo, sia dalla necessità di non voler rivelare le sue origini nobili.

Ma seguiamo, passo dopo passo, l’iter che condurrà il nostro amico pisano a cambiare le generalità.

La fase istruttoria: a chi va presentata la domanda di cambio nome?

Per cominciare, Felice dovrà presentare domanda con marca da bollo al Prefetto della provincia del luogo in cui risiede. Se, invece, non fosse in possesso della residenza, la prefettura territorialmente competente è quella della città nel cui ufficio di stato civile è depositato l’atto di nascita.

Spieghiamoci meglio con un esempio.

Nel caso del signor Bonanno, che vive a Milano, ma ha ancora la residenza a Pisa, dove è nato, è alla prefettura di questa città che dovrà presentare istanza con marca da bollo.

Al Prefetto incaricato spetta il compito di leggere la domanda e valutare le motivazioni espresse. A questo punto, entra in gioco il principio di discrezionalità: il rappresentante del governo deve giudicare se la spiegazione addotta dal dichiarante è meritevole di essere presa in considerazione e passare dalla fase istruttoria a quella successiva.

La fase di pubblicità: quanti giorni servono per cambiare nome?

Poniamo il caso che il Prefetto di Pisa abbia considerato le motivazioni fornite da Felice meritevoli di attenzioni. Come procede il cambio nome? Dopo quella istruttoria, si passa alla fase di pubblicità, che prende le mosse da un decreto del ministro dell’Interno.

Il provvedimento ministeriale autorizza:

  1. a procedere con l’affissione della richiesta del cambio nome sull’albo pretorio, ossia quello spazio che le pubbliche amministrazioni usano per rendere note le informazioni di carattere collettivo;
  2. l’invio di notifica del cambio anagrafico a eventuali soggetti interessati. Nel caso che stiamo seguendo, Felice potrebbe aver chiesto che ai suoi genitori venga notificata l’istanza di cambio nome.

Dunque, contestualmente all’emanazione del decreto del ministro dell’Interno, si affigge la richiesta di cambio nome in Comune e si fanno anche partire le notifiche di avviso alle persone interessate.

Per l’affissione della documentazione è particolarmente importante che l’istanza riporti, in calce, la data di inizio esposizione sull’albo pretorio. Questa data è fondamentale perché, per legge, la pubblicazione deve durare 30 giorni consecutivi.

Riguardo alla notifica da far pervenire alle persone interessate al cambio nome, chiunque abbia degli interessi affinché ciò non accada può opporsi entro il termine perentorio dei 30 giorni dalla data di esposizione. Come fare per opporsi? Basta notificare l’atto di opposizione al Prefetto che, ancora con propria discrezionalità, prende in considerazione le motivazioni dell’avversità e le valuta.

La relazione di affissione: a chi viene presentata?

Al decorrere dei 30 giorni di affissione e in mancanza di opposizioni legittime, il richiedente – nel nostro caso, Felice Bonanno – deve ritornare presso la Prefettura competente per presentare la relazione di affissione.

Si tratta della documentazione rilasciata dal Comune nella quale si certifica che l’istanza di cambio nome è rimasta affissa sull’albo pretorio per 30 giorni consecutivi e che non è stato sollevato alcun tipo di opposizione.

Il Prefetto, dal canto suo, verifica che le persone indicate dall’interessato siano state effettivamente raggiunte da notifica e che nessuno di questi si sia opposto.

Nel caso in cui la relazione di affissione fosse regolare e siano stati rispettati i termini previsti per legge, si può passare alla fase conclusiva dell’iter di cambio nome.

Il decreto di concessione: come si conclude il processo di cambio nome

Il decreto di concessione viene emanato dal Prefetto e, da quel momento in avanti, si considerano accolte e valide le modifiche anagrafiche indicate dal dichiarante.

Non dimentichiamo che il decreto di concessione deve essere recapitato anche alle persone precedentemente raggiunte da notifiche e a tutte quelle che, eventualmente, abbiano sollevato opposizioni.



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