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Covid, l’Rt non basta ad allentare le misure: ecco i dati

20 Novembre 2020
Covid, l’Rt non basta ad allentare le misure: ecco i dati

La velocità di circolazione del virus frena, ma è ancora sopra al valore 1. Sistema sanitario sotto pressione in 18 regioni.

L’indice di trasmissibilità del Coronavirus rimane alto, ma rispetto alla settimana scorsa è diminuito. Secondo gli ultimi dati del ministero della Salute e dell’Istituto superiore di sanità (Iss) è sceso a 1,18.

Le autorità sanitarie lo scrivono nel report settimanale sull’andamento dell’epidemia. Gli indici nelle singole regioni oscillano tra lo 0,7 e l’1,4 circa. Tra i più bassi, sotto al valore 1, quelli di Lazio, Liguria e Sardegna.

La nuova ordinanza del ministero

Ora come ora, non si registrano peggioramenti, quindi nessun cambio di colore ad arancione o rosso. Ma la diminuzione dell’Rt, anche se è una buona notizia, non è sufficiente né a far scendere il valore sotto a 1, né a comportare un allentamento delle restrizioni.

L’ordinanza del ministro della Salute Roberto Speranza ha di fatto fotografato la situazione, senza apportare modifiche per gli inserimenti nelle fasce di rischio graduate (per approfondire leggi qui: Covid, zone rosse e arancioni: la decisione di Speranza). La prossima settimana ci si potrebbe forse aspettare un allentamento delle misure, se i dati confermano il rallentamento della trasmissibilità del virus.

L’appello a far restare in vigore le misure

Il report spiega che la maggior parte del territorio nazionale «è compatibile con uno scenario di tipo 2 con alcune Regioni in cui la trasmissione è ancora compatibile con lo scenario 3. Si osserva una riduzione nella trasmissibilità rispetto alla settimana precedente suggerendo un iniziale effetto delle misure di mitigazione introdotte a livello nazionale e regionale dal 14 ottobre 2020».

Vietato abbassare la guardia, proprio perché l’obiettivo – non ancora centrato – resta quello di far scendere il valore di Rt al di sotto di 1. «L’incidenza (dei casi, ndr) è ancora elevata, supera 730 per 100mila abitanti, il che vuol dire che bisogna continuare a prendere delle precauzioni e naturalmente le norme in vigore devono restare ancora valide», ha detto Gianni Rezza, direttore generale Prevenzione del ministero della Salute, commentando il report.

Le regioni in allerta

Nel report si legge anche che tre regioni potrebbero passare dal rischio moderato ad alto nel giro di un mese. Si tratta di Friuli Venezia Giulia (arancione), Veneto e Molise (gialle).

«Data la trasmissibilità e la probabilità elevata di un imminente passaggio alla classificazione di rischio alto si raccomanda alle autorità sanitarie delle tre Regioni/Province autonome di valutare la possibile adozione di ulteriori misure di mitigazione», è consigliato nel report.

Gli ospedali faticano

Continua, intanto, la pressione sul sistema sanitario. «Sono 18 le Regioni che al 17 novembre avevano superato almeno una soglia critica in area medica o terapia intensiva – fanno presente Iss e ministero -. Nel caso si mantenga l’attuale trasmissibilità, quasi tutte le Regioni e province autonome hanno una probabilità maggiore del 50% di superare almeno una di queste soglie entro il prossimo mese».

«Il dato saliente di questa settimana – ha dichiarato Rezza – riguarda l’aumento delle ospedalizzazioni e dei ricoveri in terapia intensiva a causa del Covid-19 nel nostro Paese, anche se l’Rt è sceso».



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