Diritto e Fisco | Articoli

Pagamento affitto da persona diversa dal locatario

22 Novembre 2020
Pagamento affitto da persona diversa dal locatario

Può un familiare dell’affittuario pagare il canone per conto di quest’ultimo anche se non ha intestato il contratto?

Può una persona diversa dall’inquilino pagare il canone di affitto per conto di quest’ultimo? Quali implicazioni può avere un comportamento del genere per il locatore e il conduttore? 

Come sempre quando ci sono in mezzo i pagamenti, l’aspetto più saliente è quello di carattere fiscale. Dal lato del locatore, infatti, risulteranno dei pagamenti, in conto corrente, da parte di un soggetto con cui questi non ha alcun rapporto contrattuale. Dal lato del conduttore, invece, un canone eccessivamente elevato per le sue condizioni economiche potrebbe generare un accertamento fiscale sintetico, tramite cioè il redditometro.

Cerchiamo allora di analizzare meglio queste due fattispecie e vediamo come funziona, ma soprattutto come tutelarsi, in caso di pagamento dell’affitto da persona diversa dal locatario.

Il locatore può ricevere un pagamento da un soggetto diverso dall’affittuario? 

Nulla vieta che a pagare il canone di affitto sia un soggetto diverso dall’effettivo inquilino. Il Codice civile prevede la possibilità di un accollo, ossia il pagamento di un debito per conto altrui, senza che vi sia bisogno del consenso preventivo del creditore. Questi potrebbe rifiutare i soldi da una persona con cui non ha alcun rapporto contrattuale solo se ha valide ragioni (si pensi al bonifico ricevuto da un pregiudicato). 

In generale, quindi, il padrone di casa dovrà accettare il pagamento effettuato da un terzo. Ma attenzione: sotto un profilo fiscale, l’Agenzia delle Entrate potrà chiedergli, un giorno, a quale titolo ha ricevuto tali somme. E lì sarà bene che vi sia un’adeguata dicitura nella causale del bonifico bancario come, ad esempio «Pagamento canone di affitto del mese di …. per conto di … (nome del conduttore)».

Chiaramente, il problema non si porrà nel caso in cui il versamento delle somme avverrà in contanti. 

In entrambi i casi, il locatore sarà tenuto a rilasciare la quietanza di pagamento a nome dell’inquilino, citando che il versamento della somma è stato effettuato da un’altra persona.

Che rischia l’inquilino se fa pagare l’affitto a un’altra persona?

Immaginiamo ora che una persona stipuli un contratto di affitto ma poi a pagare i canoni è suo padre o sua madre. Cosa rischia in questo caso? Assolutamente nulla solo da un punto di vista civilistico. Come detto in precedenza, il pagamento del debito fatto da un terzo estingue il debito. Sicché, il locatore non potrà pretendere un secondo pagamento, né potrà rifiutare il pagamento fatto dal terzo.

I problemi però potrebbero sorgere da un punto di vista fiscale. Difatti, se il canone di locazione è costituito da un importo troppo elevato per le condizioni economiche del conduttore, l’Agenzia delle Entrate potrebbe accorgersi di tale discrasia tra le spese e il reddito denunciato, sicché potrebbe avviare un procedimento di accertamento fiscale tramite «redditometro». Ciò però succede solo quando non c’è tracciabilità dei pagamenti ossia quando questi avvengono in contanti. Se infatti il versamento dell’affitto, eseguito dal parente, dovesse essere avvenuto per bonifico, il contribuente avrà sempre la prova del sostenimento della spesa da parte del terzo e, quindi, potrà ben difendersi dalle accuse dell’ufficio delle imposte (accuse giustificate dalla presunzione di un reddito in nero). 

Invece, nel caso in cui il pagamento avvenga in contanti, spetterà al contribuente dimostrare – cosa tutt’altro che facile – che l’affitto gli è stato pagato da un familiare. 

A riguardo, è la stessa Agenzia delle Entrate a chiarire che gli elementi-indice di capacità contributiva possono trovare giustificazione nei redditi degli altri componenti del nucleo familiare: lo specifica la circolare 49//2007 che fornisce agli uffici le direttive per gli accertamenti sintetici. Quindi, è «plausibile» che la spesa per l’affitto sia sostenuta con l’aiuto decisivo del genitore. Ma ciò deve essere dimostrato con prove documentali certe come, ad esempio, i bollettini mav e gli estratti bancari del conto intestato. Ecco perché, in casi come questo, bisognerà sempre evitare i contanti. 



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