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Cosa spetta alle neo mamme disoccupate?

6 Febbraio 2021
Cosa spetta alle neo mamme disoccupate?

L’indennità di maternità erogata dall’Inps spetta solo alle lavoratrici subordinate ma, al ricorrere di determinate condizioni, possono ottenerla anche le neo-mamme disoccupate.

Hai perso il lavoro da pochi giorni. Hai scoperto di essere incinta e ti chiedi se hai diritto ad ottenere la maternità pur non avendo attualmente un rapporto di lavoro in essere.

L’insorgere dello stato di gravidanza conferisce determinati diritti e tutele alla lavoratrice. Ma cosa accade se a restare incinta è una donna disoccupata? Cosa spetta alle neo-mamme disoccupate? L’indennità di maternità erogata dall’Inps è un trattamento economico spettante solo alle lavoratrici subordinate. Tuttavia, se ricorrono determinati requisiti richiesti dalla legge, anche le mamme disoccupate possono avere diritto a questo tipo di tutela sociale.

Cos’è l’indennità di maternità Inps?

La lavoratrice che resta incinta durante lo svolgimento del rapporto di lavoro ha diritto ad astenersi obbligatoriamente dalla prestazione lavorativa per un periodo complessivo di 5 mesi che può essere collocato interamente dopo il parto, se le condizioni di salute della lavoratrice lo consentono e a fronte di apposita certificazione medica, oppure può essere fruito in parte prima della nascita del neonato e in parte dopo.

Durante il periodo di astensione obbligatoria dal lavoro, la lavoratrice riceve una tutela economica a carico dell’Inps sostitutiva della retribuzione (indennità di maternità Inps). In particolare, tale trattamento economico consiste nell’erogazione di una indennità pari all’80% della retribuzione media giornaliera percepita dalla dipendente nell’ultimo periodo di paga precedente l’inizio del congedo obbligatorio.

L’indennità di maternità Inps viene erogata alla dipendente direttamente in busta paga, unitamente al salario, dal datore di lavoro, alle normali scadenze del periodo di paga. Il datore di lavoro procede, dunque, successivamente, a recuperare le somme anticipate per conto dell’Inps, portandole a conguaglio con i contributi previdenziali.

Le disoccupate possono prendere l’indennità di maternità Inps? 

Il diritto a ricevere il congedo di maternità Inps spetta solo alle lavoratrici subordinate assicurate presso l’Inps. Tuttavia, al ricorrere di determinate condizioni, possono ricevere tale emolumento anche le lavoratrici disoccupate.

In particolare, il diritto al congedo spetta alla disoccupata:

  • se l’astensione obbligatoria dal lavoro è iniziata entro 60 giorni dall’ultimo giorno di lavoro;
  • se, invece, il congedo di maternità è iniziato oltre i predetti 60 giorni dall’ultimo giorno di lavoro effettivo, la disoccupata può ottenere l’indennità di maternità Inps se ha comunque diritto all’indennità di disoccupazione Naspi;
  • se le lavoratrici disoccupate hanno eseguito lavori per i quali è escluso il contributo contro la disoccupazione involontaria possono ottenere l’indennità di maternità Inps se il congedo di maternità è iniziato entro 180 giorni dall’ultimo giorno di lavoro e sono stati versati all’Inps, negli ultimi due anni che precedono l’inizio del periodo di astensione obbligatoria dal lavoro, almeno 26 contributi settimanali.

Come chiedere l’indennità di maternità Inps?

La disoccupata che, in base alla legge, abbia diritto ad ottenere l’indennità di maternità Inps deve presentare la relativa domanda attraverso uno dei seguenti canali:

  • accedendo direttamente alla sezione servizi online del sito www.inps.it. Per accedere a tale form online è necessario essere in possesso del Pin dispositivo Inps;
  • contattando telefonicamente il contact center integrato Inps al numero 803164 gratuito da rete fissa oppure al numero 06164164 da rete mobile a pagamento secondo la tariffa del proprio gestore telefonico;
  • rivolgendosi ad un ente di patronato, che consente di inoltrare la domanda di maternità tramite i propri servizi telematici.

Occorre ricordare che la domanda di fruizione dell’indennità di maternità Inps deve essere presentata prima dell’inizio del congedo obbligatorio di maternità oppure, al più tardi, entro un anno dalla fine del periodo indennizzabile pena la prescrizione del relativo diritto.

Il diritto all’indennità di maternità, infatti, si prescrive nel termine di un anno a decorrere dal giorno successivo alla fine del congedo di maternità. Al fine di evitare la perdita del diritto alla maternità è necessario che la lavoratrice presenti all’Inps, prima della scadenza del termine annuale, un’istanza scritta recante data certa volta ad ottenere il pagamento dell’indennità. Le istanze di richiesta del trattamento, per poter essere considerate degli atti interruttivi della prescrizione, devono essere notificati all’Inps o tramite Pec oppure spediti a mezzo raccomandata con ricevuta di ritorno.



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