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Pensione anticipata per invalidi: quando viene pagata?

4 Febbraio 2021 | Autore:
Pensione anticipata per invalidi: quando viene pagata?

Il pensionamento per vecchiaia anticipato a cui hanno diritto i dipendenti con invalidità dall’80% è assoggettato alle finestre d’attesa?

I lavoratori dipendenti invalidi hanno diritto ad anticipare l’età pensionabile, cioè l’età per l’accesso alla pensione di vecchiaia: anziché pensionarsi con 67 anni di età, difatti, possono uscire dal lavoro a partire dai 56 anni, se donne, o dai 61 anni, se uomini. Per il pensionamento sono comunque richiesti almeno 20 anni di contributi (ad eccezione di coloro che rientrano nelle deroghe Amato, ai quali bastano 15 anni di versamenti; per approfondire: Pensione con 15 anni di contribuzione).

Ma le finestre di attesa si applicano, relativamente a questa tipologia di pensione? In altre parole, la pensione anticipata per invalidi quando viene pagata? A chiarire la questione è stata la Cassazione, con una recente ordinanza [1].

Peraltro, non si tratta dell’unica questione controversa in merito alla pensione di vecchiaia anticipata: la Cassazione si è difatti espressa [2], non molto tempo fa, sull’adeguamento alla speranza di vita dei requisiti necessari per l’uscita.

Piuttosto dibattuta anche la tipologia d’invalidità richiesta per accedere al beneficio: sul punto, è stato chiarito che non basta il riconoscimento dell’invalidità civile, cioè della riduzione della capacità lavorativa generica, ma è necessario il riconoscimento dell’invalidità ordinaria- pensionabile, cioè della riduzione della capacità lavorativa connessa alle attività confacenti alle attitudini ed alle esperienze dell’interessato. Ma procediamo con ordine.

Come funziona la pensione di vecchiaia anticipata?

La pensione di vecchiaia anticipata per invalidità è una prestazione che può essere ottenuta con un’età pensionabile inferiore a quella prevista per la pensione di vecchiaia ordinaria. Possono richiedere questa pensione i non vedenti e chi possiede un’invalidità ordinaria o pensionabile riconosciuta almeno pari all’80%.

Gli invalidi devono avere, sulla base degli adeguamenti alla speranza di vita:

  • almeno 56 anni di età, se donne;
  • almeno 61 anni di età, se uomini;
  • almeno 20 anni di contributi (15, se destinatari della deroga Amato).

Non sono ammessi al beneficio i lavoratori del settore pubblico ed i lavoratori autonomi o parasubordinati, a meno che non possiedano la contribuzione richiesta presso il Fondo pensione dei lavoratori dipendenti.

Che cosa sono gli adeguamenti alla speranza di vita?

Iniziamo con i chiarimenti relativi agli adeguamenti alla speranza di vita [3]: questi adeguamenti consistono nella modifica periodica dei requisiti di età per la pensione (o dei requisiti contributivi, ma solo nel caso in cui non sia previsto alcun requisito di età per il trattamento). La modifica si basa sulla speranza di vita media, come accertata dall’Istat e validata dall’Eurostat.

Ogni quanto si applicano

Gli adeguamenti dei requisiti per la pensione alla speranza di vita, introdotti dalla cosiddetta legge Sacconi del 2010 [3] si applicano ogni 2 anni, secondo quanto previsto dalla legge Fornero [4].

A quali pensioni si applicano

Gli adeguamenti alla speranza di vita si applicano:

  • alle pensioni per il cui conseguimento è prevista un’età minima;
  • alle pensioni per le quali non è previsto un requisito di età: in questo caso ad aumentare è il requisito assicurativo– contributivo.

A quali pensioni non si applicano

Gli adeguamenti periodici non si applicano ai lavoratori per i quali viene meno l’abilitazione allo svolgimento della specifica attività lavorativa per il raggiungimento di un determinato limite di età.

La pensione di vecchiaia anticipata per invalidità non rientra tra i trattamenti esclusi, in quanto la legge [3] stabilisce che gli adeguamenti alla speranza di vita debbano essere applicati a tutti i regimi e alle gestioni pensionistiche, ad eccezione di coloro il cui titolo abilitativo venga meno al compimento di una determinata età.

Consistendo la pensione di vecchiaia anticipata per invalidi [5], semplicemente, in un’anticipazione dei normali tempi di perfezionamento del diritto alla pensione, quindi in una deroga ai limiti di età per il normale pensionamento, gli adeguamenti alla speranza di vita si devono applicare [6]. La prestazione ottenuta resta un trattamento di vecchiaia e non consiste in un trattamento diretto d’invalidità.

Che cosa sono le finestre?

Le finestre per la pensione consistono in un periodo di attesa per la liquidazione del trattamento previdenziale. In pratica, si deve attendere, dal momento della maturazione dei requisiti per il pensionamento alla liquidazione dell’assegno di pensione, un determinato periodo, la finestra appunto, che varia a seconda del tipo di prestazione richiesta.

La finestra da applicare per la liquidazione della pensione di vecchiaia anticipata è pari a 12 mesi.

L’attesa del periodo di finestra è stata confermata da una recente ordinanza della Cassazione [1], che riprende una precedente sentenza [7]: nonostante la pensione di vecchiaia anticipata per invalidità, difatti, sia una tipologia di pensione di vecchiaia, non si deve applicare la nuova disciplina Fornero, che non prevede le finestre per la pensione di vecchiaia ordinaria, ma si deve applicare il vecchio regime delle decorrenze, in quanto si tratta di un’agevolazione derivante da una precedente normativa.

Questa normativa [3], individua in modo ampio coloro che subiscono lo slittamento di un anno dell’accesso alla pensione di vecchiaia, comprendendo chi “negli altri casi” matura il diritto al pensionamento di vecchiaia “alle età previste dagli specifici ordinamenti”.


note

[1] Cass. ord. n. 26412/2020.

[2] Cass. Sent. n. 31001/2019.

[3] Art. 12, co. 12-bis, Dl 78/2010.

[4] Art.24, co.13, Dl 201/2011.

[5] Art.1, co.8, Dlgs. 503/1992.

[6] Cass. Sent. n. 11750/2015, n. 29191/2018, n. 24363/2019.

[7] Cass. sent. n.29191/2018.

Autore immagine: pixabay.com


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