Diritto e Fisco | Articoli

Multa: contestazione rilevatore semaforo rosso

5 Febbraio 2021 | Autore:
Multa: contestazione rilevatore semaforo rosso

Contestazione Photored: è legittima se il Comune non prova l’autorizzazione dell’installazione del rilievo automatico?

Chi si mette in strada sa di dover osservare una serie di regole poste nell’interesse di tutti. Ciò vale non solo per gli automobilisti ma per tutti i conducenti di veicoli e perfino per i pedoni, i quali devono prestare attenzione non meno di chi si trova a bordo della vetture. Per scongiurare gravi violazioni al Codice della strada, le amministrazioni pubbliche si avvalgono di strumenti elettronici che consentono il rilevamento dell’infrazione senza che sia necessaria la presenza di un agente ad accertare di persona l’infrazione. È il caso degli incroci semaforizzati: la lanterna del semaforo consente di regolare il traffico nei tratti di strada più pericolosi e, grazie all’installazione di apposite telecamere che catturano le immagini del passaggio delle vetture, di cogliere in flagrante coloro che non rispettano le regole. Con questo articolo ci concentreremo in modo specifico sulla contestazione del rilevatore del semaforo rosso in caso di multa.

È cosa nota che chi passa col rosso rischia di essere “beccato” dalla telecamera (il famoso Photored) e di vedersi recapitare a casa una multa salata per non aver rispettato la precedenza all’incrocio. Questo tipo di contravvenzione, però, può essere contestato per una serie di ragioni. Una recente sentenza ha rilevato come sia possibile impugnare il verbale nel caso di mancata autorizzazione all’installazione del rilievo automatico. Se ne vuoi sapere di più sull’argomento, prosegui nella lettura: vedremo insieme come contestare il rilevatore del semaforo rosso.

Rilevatore semaforo rosso: cos’è?

Il rilevatore del semaforo rosso è l’apparecchiatura elettronica che consente di catturare le immagini al momento del passaggio di un veicolo allorquando la lanterna segna rosso.

La multa per semaforo rosso, dunque, è la conseguenza della fotografia scattata dai sistemi elettronici posti a guardia del rispetto della lanterna semaforica (per un approfondimento si rinvia alla lettura dell’articolo Photored: cos’è e come funziona).

Grazie a un sofisticato sistema di sensori, la telecamera è in grado di immortalare il conducente che non ferma la marcia nonostante il semaforo imponga lo stop.

Come contestare il rilevatore del semaforo rosso?

Contestare il Photored posto al semaforo non è impresa impossibile; ne abbiamo diffusamente parlato nell’articolo Come contestare una multa per semaforo rosso.

Quanto appena detto è peraltro ulteriormente testimoniato da un recente caso giurisprudenziale di notevole interesse.

Secondo il giudice di pace di Ivrea, la contestazione della multa col rosso è legittima se il Comune non prova l’autorizzazione all’installazione del rilievo automatico [1]. Infatti, l’installazione dello strumento di rilievo automatico delle violazioni per il passaggio con il semaforo rosso deve essere autorizzata da una delibera comunale.

Qualora il cittadino impugni la contravvenzione per il passaggio con il rosso, contestando la legittimità dell’apparecchio elettronico, il Comune deve produrre in giudizio la predetta delibera.

Nel caso di specie, il conducente proponeva ricorso innanzi al giudice di pace chiedendo l’annullamento della sanzione amministrativa irrogatagli dalla Polizia municipale per aver proseguito la marcia nonostante il semaforo rosso. Il ricorrente lamentava, in particolare, l’illegittimità del verbale per la mancata autorizzazione prefettizia dell’installazione dello strumento di rilievo automatico delle violazioni.

Nell’esaminare il ricorso, il giudice di pace constata immediatamente che l’installazione dello strumento di rilievo automatico delle violazioni per il passaggio con il semaforo rosso deve essere autorizzata da una delibera comunale; pertanto, qualora il cittadino impugni la contravvenzione per il passaggio con il rosso, contestando la legittimità dell’apparecchio elettronico, il Comune deve produrre in giudizio la predetta delibera.

Multa: chi deve provare il funzionamento del Photored?

Nei giudizi di opposizione alla sanzione amministrativa pecuniaria per infrazioni al Codice della strada si verifica un’inversione dell’onere della prova: in deroga alla regola generale, non è il ricorrente (cioè, il cittadino multato) a dover dimostrare la legittimità dell’operato della Pubblica Amministrazione, ma è quest’ultima, dopo la contestazione, tenuta a dare prova di aver agito nel pieno rispetto della legge.

Attraverso l’impugnazione della multa si giunge a un giudizio nel quale l’amministrazione irrogante ha veste sostanziale di attore, sotto il profilo dell’onere probatorio, come tra l’altro confermato dal dovere ad essa imposto di depositare in cancelleria, dieci giorni prima dell’udienza, copia del rapporto con gli atti relativi all’accertamento e della documentazione resasi necessaria a seguito delle contestazioni di parte ricorrente nonché alla contestazione/notificazione della violazione.

Il mancato deposito da parte della Pubblica Amministrazione resistente di tale documentazione comporta l’impossibilità di effettuare una compiuta verifica sulla correttezza dell’operato dell’amministrazione stessa.

Tanto premesso, pronunciandosi sul caso in esame, il giudice di pace ha affermato che il Comune avrebbe dovuto, già in sede di costituzione, dimostrare che la stessa era stata approvata dalla giunta comunale, producendone una copia al fine di consentire al giudice di controllare la fondatezza della censura mossa.


La contestazione della multa col rosso è legittima se il Comune non prova l’autorizzazione all’installazione del rilievo automatico

note

[1] Giudice di Pace di Ivrea, sentenza del 19 ottobre 2020.

Autore immagine: pixabay.com

Giudice di Pace di Ivrea, sentenza 24 settembre – 19 ottobre 2020
Svolgimento del processo

Con ricorso ex. art. 22 Legge 689/81- 205 D.L. 285/92 presentato in data 16/03/20, D. L. si rivolgeva al Giudice di Pace di Ivrea al fine di ottenere l’annullamento delle contravvenzioni sopra menzionate elevate dalla Polizia municipale di San Mauro Torinese per violazione dell’art. 146 comma 3 del cds.
Il ricorrente, in particolare, evidenziava quali motivi di illegittimità del verbale:
1. L’illegittimo accertamento in differita della contravvenzione in assenza di agente posto a presidio dell’impianto;
2. L’accertamento strumentale automatico illegittimo per mancanza di direttive fornite dal Ministero dell’interno sentito il Ministero dei trasporti in relazione ai rilievi automatici di infrazioni al codice della strada fuori dai centri abitati;
3. La non approvazione né omologazione della strumentazione “Redvolution” utilizzata nel caso in esame per il rilievo dell’infrazione;
4. La mancata autorizzazione prefettizia all’installazione dello strumento “Redvolution” e la mancata individuazione da parte del Prefetto della strada ove è collocato il dispositivo predetto tra quelle nelle quali è possibile tale installazione, nonché l’assenza di delibera di autorizzazione della Giunta all’installazione dell’apparecchio di cui sopra;
5. La non omologazione dell’apparecchiatura “Redvolution” per la contestazione differita dell’infrazione.
6. L’illegittimità della prova fotografica e in ogni caso non commissione da parte del ricorrente della violazione di cui all’art. 146 comma 3 cds;
Alla prima udienza compariva per parte ricorrente il dott. G. per delega scritta. Per il Comune costituito, che chiedeva respingersi il ricorso ritenendo tutte le eccezioni di illegittimità del verbale sollevate infondate, era presente l’agente C.
Dopo breve discussione, sospesa l’efficacia esecutiva del verbale, la causa veniva rinviata per la discussione al 24/09/20.
In data 24/09/20 il Gdp invitava le parti a discutere la causa e a rassegnare le conclusioni, trattenendo quindi la causa a decisione e dando successiva lettura del dispositivo in aula.

Motivi della decisione

L’installazione dello strumento di rilievo automatico delle violazioni per il passaggio con il semaforo rosso devo essere autorizzala da una delibera comunale,
Qualora il cittadino impugni la contravvenzione per il passaggio con il rosso, contestando la legittimità del l’apparecchio elettronico, il Comune deve produrre in giudizio la predetta delibera.
Nei giudizi di opposizione alla sanzione amministrativa pecuniaria per infrazioni al codice della strada si verifica una inversione dei ruoli delle parti: in deroga alla regola generale – che impone l’onere della prova a colui che inizia il giudizio – in questa materia, non è il ricorrente a dover dimostrare la legittimità dell’operato della pubblica amministrazione, ma è quest’ultima, dopo la contestazione del cittadino, tenuta a dare prova di aver agito nel pieno rispetto della legge.
La Pubblica Amministrazione, sebbene rivesta la figura formale di parte convenuta, conserva quella sostanziale di attrice; pertanto, è gravata dell’onere probatorio di dimostrare le ragioni di fatto e di diritto della pretesa sanzionatoria (ex plurimis Cassazione Civile, Sez. V, 1999, n. 5095). In dettaglio, nell’ambito dei procedimenti disciplinati dalla legge n. 689/1981 (poi trasfusa” nella normativa attualmente vigente; e onere dell’Ente amministrativo che provvede all’erogazione della sanzione, dimostrare l’inosservanza delle disposizioni legislative, nonché la sussistenza degli elementi determinanti la violazione contestata. Secondo consolidata giurisprudenza, l’opposizione a sanzione amministrativa, pur formalmente strutturata come giudizio di impugnazione, sostanzialmente tende all’accertamento negativo della pretesa sanzionatoria. Attraverso l’impugnazione dell’atto si perviene, infatti, ad un giudizio di merito nel quale l’Amministrazione irrogante ha veste sostanziale di attore, sotto il profilo dell’onere probatorio, come tra l’altro confermato dal dovere ad essa imposto di depositare in Cancelleria, dieci giorni prima dell’udienza fissata (di cui all’art. 7 D.Lgs. 150/11 già previsto dall’art. 23 co. 2 L. 689/81), copia del rapporto con gli atti relativi all’accertamento e della documentazione resasi necessaria a seguito delle contestazioni di parte ricorrente nonché alla contestazione/notificazione della violazione.
Il mancato deposito da parte della Pubblica Amministrazione resistente della documentazione relativa agli accertamenti e alle contestazioni dalla stessa svolte comporta l’impossibilità di effettuare una compiuta verifica sulla correttezza dell’operato dell’amministrazione stessa.
Nel caso in esame, su precisa contestazione del ricorrente in punto assenza di delibera della giunta comunale di autorizzazione all’installazione del dispositivo “Redvolution”, il Comune di San Mauro Torinese avrebbe dovuto. già in sede di costituzione, dimostrare clic la stessa è stata approvata dalla Giunta comunale, producendone una copia al fine di consentire al Giudice di controllare la fondatezza della censura mossa.
Il ricorso deve essere accolto per la motivazione sopra esposta.
Il carattere assorbente della censura testé esaminata, rende superfluo Tesarne degli altri motivi proposti.
Le spese seguono la soccombenza.

P.Q.M.

Il Giudice di Pace di Ivrea, definitivamente pronunciando, sulla causa in epigrafe, così provvede:
Visto l’art. 204 bis cds;
Pone a carico dell’ente convenuto il rimborso del contributo unificato versato dal ricorrente.


Sostieni LaLeggepertutti.it

La pandemia ha colpito duramente anche il settore giornalistico. La pubblicità, di cui si nutre l’informazione online, è in forte calo, con perdite di oltre il 70%. Ma, a differenza degli altri comparti, i giornali online non hanno ricevuto alcun sostegno da parte dello Stato. Per salvare l'informazione libera e gratuita, ti chiediamo un sostegno, una piccola donazione che ci consenta di mantenere in vita il nostro giornale. Questo ci permetterà di esistere anche dopo la pandemia, per offrirti un servizio sempre aggiornato e professionale. Diventa sostenitore clicca qui

Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema (max 1000 caratteri). Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 


NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI

CERCA SENTENZA

Canale video Questa è La Legge

Segui il nostro direttore su Youtube