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Le Guide Beni ereditari in possesso di terzi: ottenerli con la petizione ereditaria

Le Guide Pubblicato il 27 febbraio 2014

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> Le Guide Pubblicato il 27 febbraio 2014

Chi eredita dei beni che sono in possesso di un’altra persona può ottenerne la restituzione attraverso l’azione di petizione ereditaria.

Se l’erede scopre che i beni da lui ereditati si trovano (in tutto o in parte) in possesso di un altro soggetto (il quale, magari, si ritiene essere lui l’erede legittimo oppure sta solo ponendo in essere un sopruso) ha la possibilità di chiedere l’intervento del giudice. Per recuperare ciò a cui si ha diritto è, infatti, possibile esperire la cosiddetta azione di petizione ereditaria. Si tratta di una causa che va fatta in tribunale con un avvocato e che consente di ottenere:

– l’accertamento della propria qualità di erede contro colui che possiede i beni ereditati e si ritiene erede o che non abbia titolo alcuno per possederli. In altre parole, il giudice, riconoscendo “erede legittimo” colui che ha agito, imporrà all’illegittimo possessore di restituire il “maltolto”;

– la restituzione dei beni che gli spettano o del loro valore.

Presupposti per agire in tribunale

I presupposti per l’azione di petizione ereditaria sono:

– l’accettazione dell’eredità;

– il possesso di beni ereditari da parte di un terzo (a titolo di erede apparente o mero possessore).

L’azione di petizione ereditaria viene dunque esperita contro chi si dichiari di essere l’erede (cosiddetto erede apparente) e contro chi possegga, ma senza alcun titolo, i beni ereditati.

L’azione non può invece, essere esperita contro chi vanti un titolo qualsiasi di acquisto diverso da quello ereditario: per esempio, colui che affermi di aver comprato i beni dal defunto. In questo caso l’azione da esperire per recuperare il bene non è l’azione di petizione ereditaria bensì quella di rivendica.

L’azione di petizione è imprescrittibile: ciò significa che può essere esperita in qualsiasi momento dopo l’apertura della successione, senza timore che “scadano i tempi”. Sono fatti salvi però gli effetti dell’usucapione sui beni; dunque, se dopo l’apertura della successione e prima dell’azione di petizione, il possessore ha acquistato la proprietà dei beni tramite usucapione (perché, magari, nel caso di un appartamento, sono decorsi 20 anni), l’erede non ne potrà più chiedere la restituzione.

Chi esercita l’azione di petizione ereditaria deve provare solo la propria qualità di erede e l’appartenenza dei beni oggetto dell’azione all’asse ereditario.

Se, a seguito dell’azione il soggetto sarà riconosciuto quale legittimo erede dei beni oggetto di petizione, il convenuto dovrà restituirli.

A tal proposito l’obbligo di restituzione si atteggia diversamente a seconda che il convenuto abbia posseduto in buona fede o in mala fede. Si ha la buona fede quando il possessore ritenga per errore di essere l’erede (salvo che l’errore non dipenda da sua colpa grave).

 

Buona fede del possessore

Se il convenuto era in buona fede, egli dovrà restituire solo i frutti percepiti dai beni posseduti a far data dal giorno della domanda giudiziale. Se egli, sempre in buona fede, ha ceduto i beni ereditari a terzi soggetti, dovrà restituire all’erede il prezzo o il corrispettivo ricevuto. Se il prezzo o il corrispettivo è ancora dovuto, l’erede subentra nel diritto di conseguirlo.

In tal caso il possessore di buona fede non è tenuto al risarcimento del danno nei confronti dell’erede in quanto, appunto, il suo possesso è in buona fede e privo di colpa grave.

Mala fede del possessore

Se, invece, il possessore era in male fede, cioè era a conoscenza del fatto che il bene spettasse ad altri, egli dovrà restituire i beni nello stato in cui li ha ricevuti nonché i frutti percepiti e quelli che avrebbe potuto percepire dal giorno in cui ha cominciato a godere dei beni, usando la normale diligenza.

Se egli ha alienato i beni dovrà restituire  all’erede il loro valore reale, anche se superiore al prezzo ricevuto per l’alienazione, oltre al risarcimento del danno.

note

Autore immagine: 123rf.com


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