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Affitti: canone nullo o ridotto durante il lockdown

23 Novembre 2020 | Autore:
Affitti: canone nullo o ridotto durante il lockdown

Si moltiplicano i ricorsi di chi ha dovuto chiudere l’attività a causa del Covid: i tribunali dispongono l’azzeramento o lo sconto delle mensilità.

Chi esercita un’attività in un locale in affitto ed è stato costretto a chiudere a causa delle misure restrittive imposte dal Governo per l’emergenza Covid può essere esonerato dal pagamento del canone relativo ai mesi del lockdown o, alla peggio, pagarlo in forma ridotta. Così è stato stabilito recentemente non da uno ma da più tribunali: i ricorsi presentati dagli esercenti, infatti, si sono moltiplicati dopo le chiusure forzate della scorsa primavera.

Il principio espresso dai giudici è sempre lo stesso: se il bene viene reso inutilizzabile a causa di una restrizione del Governo, come nel caso del lockdown, l’affittuario può ottenere lo stop del pagamento del canone. È successo, ad esempio, a Venezia, dove il tribunale ha dato ragione ad una società di gestione di appartamenti turistici che doveva 24mila euro alla proprietaria di alcuni immobili rimasti sfitti tra marzo e maggio per le misure anti-coronavirus: niente canone per quei tre mesi ed uno sconto del 50% sulla mensilità di giugno.

Sempre in Laguna, i giudici hanno detto di no ad uno sfratto per il mancato pagamento dei canoni durante il periodo del lockdown: l’azione esecutiva, secondo il giudice, contrasta con il principio costituzionale di solidarietà tra le parti.

Simile la decisione del tribunale di Roma a favore di un ristoratore che ha dovuto sospendere l’attività nei mesi di chiusura forzata. In questo caso, è stata decisa la riduzione del 40% del canone per aprile e maggio 2020 e del 20% dal giugno scorso fino a marzo 2021. La motivazione: i contratti devono «essere rispettati ed applicati dai contraenti sino a quando rimangono intatti le condizioni ed i presupposti di cui essi hanno tenuto conto al momento della stipula del negozio».

E così via: in altre città, è stato disposto il divieto di incassare gli assegni relativi ai canoni a causa della chiusura delle attività commerciali.



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