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Diffamazione nella separazione

5 Febbraio 2021
Diffamazione nella separazione

Accuse infondate nei confronti dell’ex coniuge: quali sono le conseguenze?

Hai chiesto la separazione perché ti sei innamorato di un’altra donna. Da quando l’ha scoperto, tua moglie ha messo in atto una vera e propria campagna denigratoria nei tuoi confronti. In pratica, racconta in giro che sei un uomo alcolizzato e violento. Tali affermazioni, però, mettono a rischio non solo la tua reputazione, ma anche il tuo lavoro.

In questo articolo parleremo della diffamazione nella separazione. Purtroppo, quando una coppia si lascia sorgono spesso incomprensioni e ripicche al punto da rivolgere al coniuge accuse infondate e pesantissime. Tali comportamenti scorretti sono puniti dal punto di vista penale e civile. Ma procediamo con ordine e cerchiamo di approfondire l’argomento punto per punto.

Separazione: come funziona?

Prima di affrontare il tema principale, ossia la diffamazione tra coniugi, voglio spiegarti brevemente come funziona la separazione. Si tratta di un rimedio temporaneo alla crisi coniugale durante il quale sono sospesi alcuni effetti del matrimonio, come il dovere di fedeltà e di coabitazione, fin quando non interviene una riconciliazione oppure una pronuncia di divorzio.

La separazione può essere di due tipologie:

  • consensuale: se i coniugi si trovano d’accordo nel disciplinare alcuni aspetti personali ed economici del loro matrimonio, come ad esempio l’assegnazione della casa coniugale, il mantenimento e l’affidamento dei figli, ecc. In tal caso, basta depositare un ricorso congiunto in tribunale e, se il tentativo di conciliazione fallisce, il giudice procede con l’omologazione dell’accordo qualora ritenga le condizioni stabilite dai coniugi legittime e conformi all’interesse dei figli. La coppia può scegliere di separarsi consensualmente anche tramite la negoziazione assistita da un avvocato oppure rivolgendosi al sindaco del proprio Comune;
  • giudiziale: se la prosecuzione della convivenza è divenuta intollerabile o pregiudizievole per i figli e i coniugi non riescono a raggiungere un’intesa, ciascuno può depositare un ricorso in tribunale dal quale prende il via un procedimento lungo e costoso dove sarà il giudice a decidere ogni aspetto della questione, dall’affidamento dei figli al mantenimento del coniuge.

Cos’è la diffamazione?

Diffamare vuol dire offendere una persona non presente fisicamente o comunque che non è in grado di percepire le frasi offensive. È importante che l’offesa:

  • venga diffusa tra più persone, anche se in tempi diversi (pensa, ad esempio, al passaparola);
  • pregiudichi l’onore e la reputazione della vittima, indipendentemente dal fatto che essa costituisca o meno un reato.

Spesso, però, si tende a confondere la diffamazione con la calunnia. In realtà, si tratta di concetti molto diversi tra loro: la prima consiste, come già detto, nell’offendere l’onore e la reputazione altrui parlando con almeno due persone; la seconda, invece, si configura nel momento in cui si accusa qualcuno di un reato dinanzi all’autorità, pur sapendolo innocente (pensa a chi ti accusa di furto d’auto quando in realtà il veicolo ti è stato concesso in prestito).

Diffamazione nella separazione

Partiamo da un esempio pratico.

Tizia ha chiesto la separazione dal marito Caio. Quest’ultimo, però, non è d’accordo e per ripicca racconta in giro che sua moglie lo ha tradito più volte con persone diverse.

L’esempio riporta un classico caso di diffamazione nella separazione, ossia quando si divulgano notizie false sul coniuge al solo scopo di infangarne il nome ed ottenere un provvedimento favorevole. Tale condotta configura un reato, punito dal Codice penale con la reclusione fino a un anno o con la multa fino a 1.032 euro [1]. Ma non è tutto. Sono previste, infatti, delle aggravanti (che comportano un aumento di pena) quando l’offesa consiste nell’attribuzione di un fatto determinato oppure è recata col mezzo della stampa o con qualsiasi altro mezzo di pubblicità (compresi i social network).

Quindi, affinché possa parlarsi di diffamazione nella separazione sono necessari i seguenti elementi:

  • che la persona offesa non sia presente;
  • che l’accusa venga condivisa con più persone;
  • che venga lesa la reputazione del coniuge.

Pertanto, se tua moglie diffonde in giro falsità sul tuo conto, ad esempio ti accusa di infedeltà, devi presentare una querela per diffamazione alle autorità competenti (carabinieri, polizia o Procura della Repubblica) entro tre mesi da quando ne sei venuto a conoscenza. In pratica, si tratta di mettere nero su bianco i fatti così come si sono svolti. Tieni presente che il reato in questione scatta a prescindere dalla veridicità o meno delle accuse rivolte. La diffamazione, infatti, si configura a causa delle ripercussioni che le accuse hanno sulla vita della persona offesa.

Attenzione però: se le offese si sono limitate al solo atto difensivo presentato dalla controparte in sede di separazione (vale a dire non sono state diffuse), allora la condotta non è punibile penalmente in quanto le affermazioni offensive riguardano la causa in corso [2]. Le offese, invece, saranno punibili se esulano dal contesto del giudizio di separazione. In tal caso, il giudice può disporre la cancellazione degli scritti offensivi e liquidare alla persona offesa una somma di denaro a titolo di risarcimento del danno non patrimoniale.

Infine, va precisato che la vittima può sempre presentare in sede civile una richiesta di risarcimento del danno (patrimoniale e non patrimoniale) qualora le offese siano state divulgate nel suo ambiente sociale e professionale al punto da ledere l’onore e il prestigio di cui gode. Pensa, ad esempio, ad un medico chirurgo del quale viene menomata la credibilità al punto che nessun paziente intende farsi operare da lui.


note

[1] Art. 595 cod.pen.

[2] Art. 598 cod.pen.

Autore immagine: pixabay.com


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