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Esclusione del recesso e penale: non sono clausole vessatorie

20 febbraio 2014


Esclusione del recesso e penale: non sono clausole vessatorie

> Diritto e Fisco Pubblicato il 20 febbraio 2014



L’elenco delle clausole vessatorie nel contratto è tassativo e non può essere esteso, in via analogica, a casi non previsti dal codice: pertanto non richiedono la doppia sottoscrizione la clausola che esclude il libero recesso e la clausola penale.

Vessatoria o non vessatoria: questo è il problema. Un problema che si pone spesso sia l’operatore del diritto quando deve “creare” un contratto, sia la parte quando è chiamata a interpretarlo. Perché se una clausola, inserita in una scrittura privata, risulta particolarmente svantaggiosa per uno dei contraenti, e tale clausola non è stata “specificamente sottoscritta” (non è cioè presente una seconda firma, successiva e autonoma rispetto a quella posta alla fine della scrittura), allora la clausola stessa non ha efficacia nei confronti del soggetto svantaggiato (per un approfondimento sul tema e sulle modalità di sottoscrizione, leggi l’articolo: “Firme sui contratti e clausole vessatorie: quando l’eccessivo scrupolo danneggia l’azienda”).

Ecco perché, allora, risulta fondamentale individuare quali sono le clausole vessatorie e, per evitare il rischio della loro inutilizzabilità, richiamarle alla fine del contratto, avendo cura di farle appositamente sottoscrivere.

Il codice civile detta un elenco delle clausole da considerarsi vessatorie (per l’elenco completo vedi in nota [1]). Ciò nonostante nascono spesso zone d’ombra poiché, nei contratti, vige un principio secondo cui i cittadini sono liberi di scrivere, all’interno della scrittura, quello che vogliono [2] e, soprattutto, come lo vogliono [3].

E allora, di recente, si è posta la questione se possano essere considerate vessatorie le due seguenti clausole:

1 – la clausola che esclude la facoltà di un libero recesso (ossia quella clausola che impedisce, ad una delle parti, di svincolarsi dal contratto prima della sua naturale scadenza);

2 – la clausola penale (ossia quella clausola con cui, in via forfettaria e preventiva, si determina l’ammontare del risarcimento del danno da versare in caso di inadempimento o di ritardo nell’adempimento da parte di uno dei contraenti).

Secondo il parere del Tribunale di Reggio Emilia [4], tali clausole non sono vessatorie. Il che significa che se anche non sono state richiamate alla fine del contratto per la seconda firma, esse sono ugualmente valide.

Per esempio: poniamo un contratto con efficacia per tre anni al cui interno vi è una clausola che esclude la possibilità, per uno dei contraenti, di recedere prima di tale termine o, in caso di recesso, di versare l’intero corrispettivo. Tale previsione è sempre valida, anche se non è stata appositamente richiamata (e quindi sottoscritta) nell’elenco delle clausole vessatorie. Insomma: non c’è nulla da fare per la parte che voglia sottrarsi da quest’obbligo.

Ancora un altro esempio: è valida, anche se non specificamente sottoscritta, la clausola penale che, in caso di immotivato recesso dell’alunno durante l’anno scolastico, preveda il pagamento, a favore della scuola privata, dell’intero prezzo pattuito per la frequenza annuale.

La motivazione della sentenza

La motivazione della sentenza del tribunale di Reggio Emilia è condivisibile: l’elenco delle clausole vessatorie, stabilito dalla legge [5], si deve considerare tassativo (un numero chiuso), in quanto costituisce un’eccezione alla regola generale della “libertà di forma” nei contratti.

Le singole previsioni di clausole vessatorie previste dalla legge, quindi, non possono mai essere oggetto di applicazione analogica [6].

note

[1] Art. 1341 cod. civ.: Sono vessatorie le clausole che stabiliscono, a favore di colui che le ha predisposte, limitazioni di responsabilità , facoltà di recedere dal contratto o di sospenderne l’esecuzione, oppure sanciscono a carico dell’altro contraente decadenze, limitazioni alla facoltà di opporre eccezioni restrizioni alla libertà contrattuale nei rapporti coi terzi, tacita proroga o rinnovazione del contratto, clausole compromissorie o deroghe alla competenza dell’autorità giudiziaria.

[2] Cosiddetta “Autonomia negoziale”.

[3] Cosiddetta “Libertà di forma”.

[4] Trib. Reggio Emilia, sent. n. 1983 del 19.12.2013.

[5] Art. 1341 cod. civ.

[6] A tutto voler concedere si può parlare di applicazione estensiva della norma.

Autore immagine: 123rf.com

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1 Commento

  1. Ma se mi inscrivo ad una scula privata e recedo 3 mesi prima dell’inizio del corso senza aver firmato niente ma solo versato un piccolo anticipo.Come mi devo comportare?

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