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Lo sai che? Violazione di domicilio su terrazza, giardino e box: quanto tempo per denunciare

Lo sai che? Pubblicato il 29 gennaio 2014

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> Lo sai che? Pubblicato il 29 gennaio 2014

Un vicino di casa si è introdotto nella mia terrazza quando io non c’ero e senza il mio consenso: si può parlare di violazione del domicilio e di abuso?

Tutte le volte in cui qualcuno, non autorizzato dal legittimo proprietario, si introduca nella proprietà di quest’ultimo (l’abitazione, un altro luogo di privata dimora o anche utilizzato per l’esercizio di un’attività commerciale, professionale, ecc.), scatta il reato di violazione del domicilio [1].

Ovviamente, perché possa avviarsi il procedimento penale nei confronti del colpevole è necessario che quest’ultimo fosse privo di autorizzazione: ossia, l’introduzione nell’altrui proprietà deve essere intervenuta:

– contro la volontà espressa o tacita del titolare

– oppure in modo clandestino

– o, ancora, con l’inganno (ossia quando venga posto in essere un qualunque artificio o raggiro che è diretto ad eludere l’eventuale opposizione dell’avente diritto).

Nel caso di specie, dunque, si configura il reato di violazione di domicilio. Tale illecito, scatta, quindi, anche in caso di invasione dell’altrui giardino o del box auto. Infatti la legge non tutela solo l’abitazione in senso stretto, ma anche le cosiddette “appartenenze” (per “appartenenza” si intendono quei luoghi che, pur non costituendo parte integrante dell’abitazione o di altro luogo di privata dimora, nondimeno sono adibiti a servizio ed a completamento di essi).

Il reato è punibile anche se la casa è abitata saltuariamente e anche se la violazione è stata commessa da un pubblico ufficiale abusando di propri poteri.

La parte lesa può presentare una querela contro il reo, denunciando il fatto alle autorità competenti (andrà bene anche presso i Carabinieri) entro massimo tre mesi dal momento in cui è venuto a conoscenza del fatto. Rileva quindi, ai fini del decorso del termine, non il giorno in cui è avvenuta la violazione del domicilio, ma quello in cui la vittima ne ha preso cognizione.

Se non si sporge querela, il colpevole non potrà essere processato penalmente, a meno che il fatto non sia stato commesso con violenza sulle cose o alle persone oppure con armi; in tali ultimi casi, infatti, si procede d’ufficio, senza cioè che vi sia bisogno che la vittima sporga una querela (sarà sufficiente che la Magistratura abbia avuto notizia dell’accaduto).

Anche scaduto tale termine, resta ferma, comunque, la possibilità di chiedere il risarcimento degli eventuali danni procurati alla proprietà (per esempio, un vaso o una porta rotti): in tal caso, si dovrà agire con un’azione di carattere civile purché entro cinque anni dal fatto.

note

[1] Art. 614 cod. pen.

Autore immagine: 123rf.com


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2 Commenti

  1. non mi è del tutto chiara la portata della casistica indicata; c’è violazione se si agisce:
    – contro la volontà espressa o tacita del titolare
    – oppure in modo clandestino
    – o, ancora, con l’inganno
    Per esempio, se uno si introduce (escludendo i casi di scopo fraudolento o danni) nel giardino altrui, nei due casi di cancello aperto oppure cancello socchiuso, vi è violazione di domicilio? se deve scavalcare si va ovviamente contro la volontà tacita, ma se il cancello è spalancato? e nel caso di giardino condominiale? e’ ovvio che se si entra per recuperare un pallone il buon senso, se non si hanno altre motivazioni, non spinge a denunciare, ma nel caso in cui uno entri per motivi esterni non fraudolenti (esempio fare una foto ad un fiore o al panorama . . . o spiare nella propria casa rimanendo nel giardino nel vicino….. ??

  2. Vorrei un chiarimento, se una parte del giardino è di proprietà di un condomino ma non è recintato ne identificabile (es. una corte dove tutti hanno lasciato aperto il giardino di proprietà per dare “maggior respiro” e non ci sono neppure aiuole atte a delimitare) è ancora valido il concetto di violazione di domicilio se un’altra persona dovesse passeggiare in una zona di giardino non sua? Mi risultava che per far valere i propri diritti relativamente alla violazione di domicilio bisognasse dimostrare quale fosse la propria proprietà in modo chiaro ma se possibile gradirei anche una vs conferma. Grazie

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