Covid: possibile terapia dalle sale parto

23 Novembre 2020 | Autore:
Covid: possibile terapia dalle sale parto

Secondo un team di studiosi, dal cordone ombelicale delle neomamme potrebbe venire la cura per il Coronavirus.

La speranza contro la pandemia potrebbe arrivare dai nuovi nati. Se l’emergenza sanitaria è andata oltre ogni immaginabile scenario distopico, c’è una potenziale terapia che rasenta la poesia. È un diabetologo italiano che lavora negli Stati Uniti a proporre la suggestiva ipotesi che l’umanità potrebbe essere salvata dalle mamme e dai bambini.

Si chiama Camillo Ricordi, è il direttore del Diabetes Research Institute e Cell Transplant Center dell’Università di Miami. La trasmissione di La 7, L’aria che tira, lo ha intervistato al riguardo.

Ricordi ha spiegato che si sta studiando un trattamento a base di cellule staminali mesenchimali, derivate dal cordone ombelicale dei neonati. Una soluzione di cui si è già sentito parlare nelle primissime fasi dell’emergenza Covid: la illustrò lo stesso Ricordi all’agenza di stampa Adnkronos (per approfondire leggi qui: Coronavirus: la speranza delle cellule staminali).

In genere, il cordone viene buttato via ma, per il diabetologo, contiene un patrimonio cellulare utilizzabile per circa diecimila trattamenti, con un costo relativamente basso, pari a poche centinaia di euro.

Questo tipo di cellule viene già usato in una particolare terapia per chi soffre di diabete di tipo 1. Ora se ne sta valutando l’utilizzo sui malati di Coronavirus; Ricordi e il suo team stanno lavorando a uno studio su questa applicazione.

«Quando c’è stata la crisi del Coronavirus e sono iniziati i primi casi in Cina, noi avevamo già l’approvazione della Fda per fare dei protocolli per curare il diabete di tipo 1 con queste infusioni», ha dichiarato. «Hanno un’azione antinfiammatoria e immunomodulante, contrastano la tempesta di citochine – ha detto Ricordi -. Hanno anche un’azione antivirale e antibatterica e promuovono la rigenerazione dei tessuti». Per questi motivi la potenziale terapia potrebbe fare effetto su chi ha sviluppato l’infezione in forma grave.

«Avremo incontri anche in Italia per vedere se si riesce a fare una banca di queste cellule per distribuirle in Europa, ma ci sono già gruppi nel Paese, come quello di Massimo Dominici dell’Università di Modena e Reggio Emilia, che coordina quattro centri italiani impegnati su protocolli simili», ha proseguito il diabetologo. In Cina degli esperimenti su pazienti Covid sono stati fatti: risultati ottimi, «incredibili», li definisce Ricordi.

«Si parla del 100% di sopravvivenza in chi ha ricevuto queste staminali ed è sotto gli 85 anni d’età, 90% se si considerano tutte le età. La sopravvivenza nel gruppo di controllo è stata invece meno del 50% – ha continuato l’esperto -. Quelli considerati sono casi molto avanzati di Covid-19. I dati dello studio fanno vedere come l’ipotesi di un’azione antinfiammatoria contro le citochine infiammatorie si è verificata».



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