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Come rientrare in possesso della patente sospesa?

7 Febbraio 2021 | Autore:
Come rientrare in possesso della patente sospesa?

La sospensione della patente viene meno quando decorre il periodo in relazione al quale è stata disposta oppure se il titolare del permesso dimostra di essere tornato in possesso dell’idoneità alla guida.

Sono diverse le violazioni al Codice della strada che comportano la sospensione della patente per un periodo determinato [1]. La durata cambia in relazione alla gravità dell’infrazione commessa, potendo comunque arrivare fino ad un massimo di due anni per ogni singola infrazione. Ad esempio, il permesso può essere sospeso per il superamento dei limiti di velocità di oltre 40 km/h, per la guida in stato di ebbrezza o sotto l’effetto di sostanze stupefacenti, in caso di sinistro con lesioni colpose, per il mancato uso delle cinture di sicurezza, per un sorpasso pericoloso o per un provvedimento adottato dall’autorità giudiziaria nel corso di un processo penale (sospensione con natura sanzionatoria).

In altri casi, la sospensione può essere disposta se in sede di accertamento sanitario per la conferma della validità o per la revisione della patente [2], risulta la temporanea perdita dei requisiti fisici e psichici prescritti dalla legge [3] (sospensione con natura cautelare). Come rientrare in possesso della patente sospesa? Nel primo caso, bisogna attendere il trascorrere del periodo di sospensione stabilito nell’apposito provvedimento, mentre nel secondo caso occorre dimostrare che il titolare della patente ha recuperato l’idoneità alla guida.

Chi sospende la patente con natura sanzionatoria

La sospensione della patente con natura sanzionatoria viene disposta dal prefetto del luogo di residenza del titolare [4].

Se la violazione viene contestata immediatamente, gli agenti accertatori provvedono direttamente al ritiro del documento, facendone specifica menzione nel verbale. Al contempo, rilasciano al trasgressore un permesso provvisorio di circolazione al fine di consentirgli di raggiungere il luogo da lui stesso indicato [5]. Si pensi all’ipotesi in cui la polizia stradale ferma un’automobilista, sottoponendolo all’alcool test. Se risulta che questi sta guidando in stato di ebbrezza, redige il verbale di contravvenzione, nel quale riporta l’infrazione commessa e provvede al ritiro del documento.

La patente insieme al verbale, entro 5 giorni, viene trasmessa al prefetto, il quale nei 15 giorni successivi, emana l’ordinanza di sospensione, indicando il periodo al quale si estende la sospensione stessa. Tale periodo, nei limiti minimi e massimi fissati da ogni singola norma, è determinato in relazione all’entità del danno apportato, alla gravità della violazione commessa nonché al pericolo che l’ulteriore circolazione potrebbe cagionare.

La sospensione ha natura retroattiva e ha validità dal momento in cui è stata commessa la violazione.

Se il conducente viene identificato successivamente ad esempio perché il rilevamento dell’infrazione è avvenuto tramite autovelox, il provvedimento di sospensione è differito al momento in cui terminano le pratiche per l’identificazione dell’automobilista.

Se la sospensione viene disposta come conseguenza di recidiva, nel biennio, della medesima violazione amministrativa, gli agenti che accertano l’ultima infrazione ritirano la patente ed indicano nel verbale il numero delle sospensioni precedentemente disposte.

Se la recidiva viene accertata in un secondo momento, gli agenti ne informano il prefetto, il quale emette l’ordinanza di sospensione entro 15 giorni dalla comunicazione.

Il provvedimento prefettizio di sospensione viene immediatamente notificato all’interessato e comunicato al Dipartimento per i trasporti terrestri al fine dell’annotazione negli archivi elettronici. Inoltre, tale provvedimento con la specificazione della sua durata, viene iscritto sulla patente.

Insieme alla sospensione della patente, l’ordinanza prefettizia può prevedere che sia accertata l’idoneità alla guida dell’interessato tramite visita da effettuare dinanzi alla Commissione medica locale (CML). L’obbligo alla visita medica è previsto unicamente per chi guida in stato di ebbrezza o sotto l’effetto di sostanze stupefacenti.

Qualora l’ordinanza di sospensione non venga emanata nel termine di quindici giorni, il titolare della patente può ottenerne la restituzione da parte della prefettura. In tal caso, deve compilare un’apposita istanza, disponibile online, con la quale chiede la restituzione del permesso di guida per mancato rispetto dei termini previsti dall’articolo 218 del D.Lgs n. 285/1992. Quindi, deve stamparla ed inviarla al prefetto mediante raccomandata a/r.

Contro il provvedimento di sospensione della patente, è ammesso il ricorso al giudice di pace del luogo in cui è stata commessa la violazione, entro 30 giorni dalla notifica [6].

Come riavere la patente sospesa con natura sanzionatoria

Per riavere la patente sospesa con natura sanzionatoria occorre aspettare il decorso del periodo di tempo stabilito nell’ordinanza prefettizia.

Di solito terminato tale periodo, la prefettura invia il permesso alla polizia locale del luogo di residenza del trasgressore. Perciò, quest’ultimo può telefonare a tale ufficio e chiedere se il documento è disponibile per potere essere ritirato.

Chi sospende la patente con natura cautelare e come riaverla

La sospensione della patente con natura cautelare viene disposta dai competenti uffici del Dipartimento per i trasporti terrestri, a tempo indeterminato. In questo caso, l’interessato per riavere il suo permesso di guida, deve prima sottoporsi a visita dinanzi alla Commissione medica locale competente per territorio.

La sospensione permane fino a quando l’interessato non esibisce, al momento del ritiro del documento, la certificazione della CML attestante il recupero dell’idoneità alla guida.

In cosa consiste il permesso temporaneo di guida

La riforma del Codice della strada intervenuta nel 2010 [7] ha introdotto la possibilità per l’automobilista al quale è stata sospesa la patente, di ottenere un permesso di guida temporaneo.

Tale permesso può essere rilasciato per fasce orarie e comunque per non più di tre ore al giorno, per ragioni di lavoro documentate quando risulti effettivamente impossibile o gravoso raggiungere il posto di lavoro con mezzi pubblici.

La domanda va presentata al prefetto entro 5 giorni dal ritiro della patente di guida, prima che sia emessa l’ordinanza di sospensione della patente. Il prefetto decide, entro i 15 giorni successivi, e concede l’eventuale permesso insieme all’ordinanza di sospensione.

Le ore richieste non sono sottratte al periodo di sospensione ma vengono recuperate con un allungamento del periodo, il quale viene aumentato di un numero di giorni pari al doppio delle ore complessive richieste.

Non è possibile chiedere il permesso se dall’infrazione è derivato un incidente. Il permesso può essere concesso una sola volta.

Quali sanzioni sono previste per chi circola con la patente sospesa

Il soggetto che durante il periodo di sospensione della validità della patente, circola abusivamente è punito con la sanzione amministrativa del pagamento di una somma da 2.050 euro a 8.202 euro. Si applicano le sanzioni accessorie della revoca della patente e del fermo amministrativo del veicolo per un periodo di tre mesi. In caso di reiterazione delle violazioni, in luogo del fermo amministrativo, si applica la confisca amministrativa del veicolo [8].


note

[1] Art. 129 cod. strada.

[2] Art. 128 cod. strada.

[3] Art. 119 cod. strada.

[4] Art. 129 co. 3 cod. strada.

[5] Art. 218 cod. strada.

[6] Art. 205 cod. strada.

[7] L. n. 120/2010.

[8] Art. 218 co. 6 cod. strada.


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