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Quanto dura il congedo parentale?

8 Febbraio 2021
Quanto dura il congedo parentale?

La lavoratrice neo-mamma può assentarsi dal lavoro dopo la fine del periodo di astensione obbligatoria dal lavoro previsto in caso di maternità fruendo di appositi congedi.

Hai concluso da poco il congedo obbligatorio di maternità. Vorresti, tuttavia, stare più vicino a tuo figlio. Vuoi sapere se ci sono degli speciali permessi per le neo-mamme e per quanto tempo puoi fruirne.

Sono numerosi gli strumenti di tutela previsti dall’ordinamento per le lavoratrici che restano incinte e diventano madri durante lo svolgimento del rapporto di lavoro. Tra i diritti della lavoratrice neo-mamma previsti dalla legge esiste la possibilità di fruire di particolari permessi dopo la fine del periodo di astensione obbligatoria dal lavoro. Ma quanto dura il congedo parentale? Tale diritto spetta a entrambi i genitori e la durata massima fruibile dipende da una serie di variabili.

Che cos’è il congedo parentale?

La lavoratrice che, durante lo svolgimento del rapporto di lavoro, resta incinta e diventa madre deve, innanzitutto, astenersi obbligatoriamente dal lavoro per un periodo complessivo di 5 mesi.

Il congedo obbligatorio di maternità può essere fruito:

  1. tre mesi prima della data presunta del parto e 2 mesi dopo la nascita del bambino;
  2. un mese prima della data presunta del parto e 4 mesi dopo la nascita del bambino;
  3. 5 mesi, tutti collocati dopo il parto.

La possibilità di fruire del congedo obbligatorio di maternità con le modalità di cui ai punti 2 e 3 che precedono è prevista solo se le condizioni di salute della lavoratrice lo consentono e il medico certifica l’assenza di controindicazioni.

Terminato il periodo di astensione obbligatoria dal lavoro, la lavoratrice madre e il lavoratore padre possono fruire di un ulteriore periodo di astensione dal lavoro detto congedo parentale o maternità facoltativa.

Si tratta di un periodo complessivo che può essere fruito sia continuativamente che in maniera frazionata, anche ad ore.

Quanto dura il congedo parentale?

Il congedo parentale può essere fruito dalla lavoratrice e dal lavoratore neo-genitori per un periodo massimo di 10 mesi, considerato cumulativamente per entrambi i genitori, a partire dalla fine del periodo di astensione obbligatoria di maternità e fino al compimento di 12 anni di vita da parte del bambino. In caso di adozione o affidamento, i 12 anni decorrono dalla data di ingresso del minore nella famiglia.

In particolare, la possibilità di prendere la maternità facoltativa spetta:

  • alla madre lavoratrice subordinata, per un periodo continuativo o frazionato di 6 mesi;
  • al padre lavoratore subordinato, per un periodo continuativo o frazionato di 6 mesi;
  • al genitore solo, per un periodo complessivo, continuativo o frazionato, di 10 mesi.

In caso di parto gemellare, adozione o affidamento plurimi il diritto alla maternità facoltativa spetta per ogni bambino.

Come abbiamo già accennato, la legge [1] consente al beneficiario di fruire della maternità facoltativa anche su base oraria.

Quanto spetta durante la maternità facoltativa?

Durante la fruizione del congedo parentale il lavoratore beneficiario riceve un’indennità economica a carico dell’Inps sostitutiva, in parte, della retribuzione persa a causa della fruizione del congedo stesso.

Tuttavia, mentre nel caso di congedo obbligatorio per maternità l’indennità erogata dall’Inps è pari all’80% della retribuzione media giornaliera, nel caso del congedo parentale l’indennità è pari al 30% della retribuzione media giornaliera fruita dal lavoratore nel periodo di paga immediatamente precedente all’inizio della maternità facoltativa.

Inoltre, il diritto a percepire l’indennità può spettare, al massimo, fino al compimento di 8 anni di vita da parte del bambino oppure entro l’ottavo anno di ingresso del minore in famiglia in caso di affidamento o adozione. Ne consegue che, a partire dall’ottavo e fino al dodicesimo anno di vita del bambino o di ingresso del minore nella famiglia, il congedo può essere fruito ma senza diritto ad alcuna indennità economica.

L’indennità per maternità facoltativa viene anticipata dal datore di lavoro direttamente in busta paga, alle normali scadenze del periodo di paga, e successivamente portata a conguaglio con i contributi previdenziali dovuti all’Inps.


note

[1] L. 24 dicembre 2012, n. 228.


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