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Servizio mensa a scuola: impossibile portarsi i pasti da casa

31 marzo 2014


Servizio mensa a scuola: impossibile portarsi i pasti da casa

> Diritto e Fisco Pubblicato il 31 marzo 2014



Mio figlio frequenta una scuola materna dove il servizio mensa è piuttosto costoso; posso far restare il bambino a scuola durante l’orario della mensa, tuttavia senza fruire di tale servizio, ma somministrandogli un pasto portato da casa (panino o altro)? Si può permettere al bambino di restare con i suoi compagni anche se non si fruisce della mensa?

 

La questione è stata a lungo dibattuta e controversa su tutto il territorio nazionale.

La refezione scolastica trova regolazione a livello di linee guida o direttive regionali, ma anche nei regolamenti comunali e, in qualche caso, nei regolamenti del singolo istituto scolastico.

Sinora ha prevalso la tesi favorevole al divieto. Le ragioni su cui si fonda tale ragionamento risiedono, più che altro, in questioni legate a problemi igienici (infatti, se mal conservato, il cibo potrebbe deteriorarsi prima che il bambino lo mangi) e nutrizionali (il rischio è che il pasto si riduca a un panino al prosciutto o ad altri alimenti freddi, senza la necessaria varietà).

Inoltre si sostiene che la refezione scolastica è parte integrante della formazione scolastica: è, cioè, un momento educativo a tutti gli effetti. A riguardo, infatti, nel 2010, il Ministero della Salute ha emanato le linee di indirizzo nazionale per la ristorazione scolastica, considerata strumento fondamentale di educazione alimentare.

Queste “muovono dall’esigenza di facilitare, sin dall’infanzia, l’adozione di abitudini alimentari corrette per la promozione della salute e la prevenzione delle patologie cronico-degenerative di cui l’alimentazione scorretta è uno dei principali fattori di rischio”.

I pasti portati da casa non sarebbero conformi a questi principi e, anche quando lo fossero, la ristorazione scolastica non può essere considerata come un semplice soddisfacimento di fabbisogni nutrizionali, ma va intesa come un momento di educazione e di promozione della salute.

La possibilità di far consumare o meno il pasto portato da casa in contemporanea al pasto fornito dalla mensa comunale pone semmai problematiche di ordine logistico e organizzativo, più che di tipo igienico-sanitario.

Bisogna però ammettere – a sostegno della contrapposta tesi – che non esiste alcuna normativa (né a livello nazionale, né a livello europeo) che vieti esplicitamente il consumo di pasti portati da casa all’interno dei contesti scolastici. Ma è vero, dall’altro lato, anche che non esistono norme che lo consentano espressamente (anzi, come detto, la regolamentazione locale potrebbe vietarlo).

Il consiglio, dunque, è quello di trovare sempre l’accordo con la direzione scolastica. Se, infatti, quest’ultima lo consente ai genitori, è possibile portare il cibo da casa.

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Autore immagine: 123rf.com


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3 Commenti

  1. Vorrei sapere se il pasto non consumato a scuola pagato può essere portato a casa dal bambino grazie

  2. Vorrei sapere se il pasto non consumato a scuola pagato può essere portato a casa dal bambino grazie

  3. posso allontanare un “cliente” che portandosi il pasto da casa occupa sedie e tavoli del mio ristorante?

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