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Covid, Natale con regole europee: cosa vuol dire

24 Novembre 2020 | Autore:
Covid, Natale con regole europee: cosa vuol dire

Italia, Germania, Francia e Austria spingono per accordo comunitario che detti le norme da seguire durante le feste, a partire dagli impianti sciistici.

Per la prima volta dall’inizio della pandemia, alcuni Governi europei decidono di prendere delle misure comuni anti-Covid, in questo caso per scongiurare il pericolo della tanto temuta terza ondata di gennaio. Succederà a Natale, quando Italia, Francia, Germania e Austria metteranno in atto un accordo per vietare l’apertura degli impianti sciistici nei rispettivi Paesi. Uno stop che resterebbe in vigore fino a dopo l’Epifania, almeno fino al 10 gennaio. Ma non è detto che la chiusura non possa prolungarsi oltre quella data.

Giuseppe Conte ne ha parlato con i suoi omologhi Emmanuel Macron, Angela Merkel e Sebastian Kurz. Ma è solo il passo iniziale: ai primi di dicembre, la Commissione europea dovrebbe rendere note le linee guida di comportamento durante le feste natalizie a livello comunitario. Un documento che conterrebbe, appunto, i limiti su quello che si può e che non si può fare a Natale.

Quella della chiusura degli impianti sciistici è diventata, ormai, la nuova battaglia tra Stato e Regioni. Gli ostacoli per impedire l’apertura delle piste non mancano, anzi: per fare una battuta, si può dire che la strada più che in salita è «in risalita». I governatori, ma soprattutto gli addetti ai lavori, sono disposti a giurare che è possibile garantire la sicurezza agli sciatori. Il ragionamento di Conte è diverso, però: il premier, come i ministri che da sempre mantengono un atteggiamento più rigido, ritiene che il pericolo di contagio non si trovi solo nelle piste ma anche nei rifugi o in quei luoghi in cui, tra cene e feste, gli assembramenti potrebbero essere inevitabili.

C’è, poi, un’altra questione da risolvere per arrivare ad un eventuale accordo europeo sui limiti alle vacanze di Natale, ed è una questione di tipo geografico: un provvedimento comunitario dovrebbe fare i conti con i Paesi che all’Unione europea non appartengono. In cima alla lista, ovviamente, c’è la Svizzera, meta di sciatori. Il Governo elvetico non ha intenzione di chiudere gli impianti. Ecco che allora si fa largo un’altra ipotesi, cioè quella di inserire nei prossimi Dpcm un divieto di espatrio verso la Confederazione. Decisione senza precedenti, certo. Come, secondo il premier, è senza precedenti anche l’attuale situazione di emergenza. Ad ogni modo, un provvedimento del genere dovrebbe essere esteso agli altri Stati membri: se un italiano vuole a tutti i costi andare a sciare in Svizzera, non è tenuto per forza a passare direttamente dal nostro confine, ad esempio da Como o da Varese: ben potrebbe fare il giro dalla Francia, se tra Roma e Parigi non viene deciso un divieto in tal senso e se Macron non chiude le frontiere franco-elvetiche.

A proposito di spostamenti, nei prossimi giorni verranno decisi anche quelli interni, cioè tra le varie regioni italiane. Molto probabile che durante le feste non si possa uscire dal proprio territorio, nemmeno sconfinare da una zona gialla ad un’altra. L’obiettivo è quello di evitare degli esodi di massa come quelli già visti a marzo e ad agosto. Entro il 10 dicembre (comunque non prima del ponte dell’Immacolata, a questo punto, e per ovvi motivi) non dovrebbero più esistere le zone rosse: quelle attuali verrebbero trasformate in arancioni ed alcune di quelle arancioni in zone gialle. Il nuovo Dpcm dovrebbe essere messo a punto entro domenica o lunedì, in modo da essere presentato al Parlamento verso metà della prossima settimana.



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1 Commento

  1. possono vietare a un cittadino esclusivamente svizzero residente in Italia di tornare in patria, cioè la Svizzera?

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