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Casa in ristrutturazione: quali tasse non si pagano?

24 Novembre 2020
Casa in ristrutturazione: quali tasse non si pagano?

Durante i lavori di manutenzione e rifacimento dell’immobile, si paga l’Imu sul solo valore dell’area. La Tari, invece, non è dovuta.

Un nostro lettore sta per avviare dei lavori di ristrutturazione all’interno del proprio appartamento. Ci chiede se, durante tale periodo, che potrebbe prolungarsi per più di un anno, sarà tenuto a versare al Comune le imposte sulla casa come l’Imu, la Tasi e la Tari. La domanda è quindi la seguente: per la casa in ristrutturazione quali tasse non si pagano? Nel caso di appartamenti da ristrutturare, è possibile fruire dell’esenzione Imu e Tari? Se sì, c’è un limite di tempo entro il quale le ristrutturazioni devono essere completate?

Vediamo quali sono le corrette interpretazioni della normativa fiscale partendo proprio dall’imposta più controversa, quella sui rifiuti, ossia la Tari.

Casa in ristrutturazione: si paga la Tari?

L’imposta sui rifiuti si chiama attualmente Tari. Ha sostituto la Tia, la Tarsu e la Tares. 

Il presupposto della Tari è il possesso o la detenzione di locali suscettibili di produrre rifiuti, e non la produzione effettiva di rifiuto, sicché il mancato utilizzo del servizio, in genere, non esonera il contribuente dal pagare la tassa comunale.

Tuttavia, gli appartamenti in ristrutturazione non sono soggetti a Tari, in quanto non utilizzabili durante i lavori. Si deve trattare di lavori di ristrutturazione autorizzati dal Comune. Bisogna però fare la dovuta comunicazione all’ufficio tributi del Comune proprio al fine di non vedersi addebitare l’imposta. Diversamente, l’appartamento potrebbe essere considerato a “disposizione”, essendo presente l’allaccio ai servizi in rete. Infine, si fa presente che, una volta terminati i lavori, occorre presentare la dichiarazione Tari al Comune.

Casa in ristrutturazione: si paga la Tasi?

Dal 2020, la Tasi non è più dovuta in quanto soppressa. Pertanto, essa non grava più a carico del proprietario dell’immobile. Per i periodi precedenti, però, l’imposta è dovuta anche da parte di chi ha svolto lavori di ristrutturazione.

Casa in ristrutturazione: si paga l’Imu?

Nel caso di ristrutturazioni di abitazioni, non è prevista alcuna esenzione Imu. 

In particolare, se sono in corso lavori di ristrutturazione, l’Imu è dovuta sulla base dell’area fabbricabile. Se, invece, i lavori sono qualificabili come manutenzione ordinaria o straordinaria, l’Imu è dovuta sulla base della rendita catastale.

La legge [1] prevede peraltro che, «in caso di utilizzazione edificatoria dell’area, di demolizione di fabbricato, di interventi di recupero a norma dell’articolo 3, comma 1, lettere c), d) e f), del testo unico delle disposizioni legislative e regolamentari in materia edilizia, di cui al decreto del Presidente della Repubblica 6 giugno 2001, n. 380, la base imponibile è costituita dal valore dell’area, la quale è considerata fabbricabile, senza computare il valore del fabbricato in corso d’opera, fino alla data di ultimazione dei lavori di costruzione, ricostruzione o ristrutturazione ovvero, se antecedente, fino alla data in cui il fabbricato costruito, ricostruito o ristrutturato è comunque utilizzato».

Quindi, per tutto il periodo di ristrutturazione, l’Imu dovrà essere versata non considerando la rendita del fabbricato ma il valore venale dell’area.


note

[1] Art. 1, comma 746, della legge 160/2019, di Bilancio 2020.


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