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Imposte sui redditi: informazioni fiscali

8 Febbraio 2021 | Autore: Vincenzo Delli Priscoli
Imposte sui redditi: informazioni fiscali

Una panoramica sui tributi da pagare in base ai redditi prodotti sia dalle persone fisiche che dalle società.

Tutti i governi che si sono succeduti negli ultimi decenni si sono dati un obiettivo che era quello di riformare il nostro sistema tributario, spesso paragonato ad una giungla impossibile da comprendere per chiunque, perché ogni anno viene almeno parzialmente modificato da nuovi provvedimenti legislativi che lo hanno trasformato in una materia immensa. In questo articolo iniziamo dalle imposte sui redditi: informazioni fiscali da conoscere assolutamente. Infatti, è vero che per calcolare le imposte da pagare ogni anno ci rivolgiamo a professionisti per chiedere assistenza tecnica, però è anche vero che siamo tutti più o meno contribuenti, quindi avere un po’ di conoscenze in materia tributaria male non fa.

Imposte sui redditi: Irpef ed Ires

Il sistema vigente di tassazione dei redditi è formato da due imposte che colpiscono tutti i redditi delle persone fisiche e degli enti collettivi (Irpef e Ires). L’Irpef (imposta sul reddito delle persone fisiche) mira a tassare il reddito globale delle persone fisiche, l’Ires (imposta sul reddito delle società) tassa il reddito le società.

L’Irpef

Il presupposto dell’imposta sul reddito delle persone fisiche è il possesso di redditi in denaro o in natura.

L’Irpef è suddivisa nelle seguenti categorie reddituali:

  1. redditi fondiari;
  2. redditi di capitale;
  3. redditi di lavoro dipendente;
  4. redditi di lavoro autonomo;
  5. redditi di impresa;
  6. redditi diversi.

I redditi fondiari sono quelli inerenti a immobili e terreni. Ad esempio, il reddito derivante dall’affitto di un terreno è da considerarsi reddito fondiario.

I redditi di capitale sono i proventi derivanti dalla partecipazione in società (ad esempio, la percezione dei dividendi da parte del socio di una Srl).

I redditi di lavoro dipendente sono quelli che derivano da rapporti aventi ad oggetto la prestazione di lavoro alle dipendenze di altri soggetti.

I redditi di lavoro autonomo sono quelli che derivano dall’esercizio di arti (ad esempio, uno scultore) e professione (ad esempio, un avvocato).

I redditi di impresa sono i proventi derivanti dall’esercizio di un’attività commerciale da parte di un imprenditore che non sia organizzato sotto forma di società.

La categoria denominata “redditi diversi” è residuale e comprende redditi che non è possibile inserire nelle precedenti categorie (ad esempio, le vincite delle lotterie).

L’Irpef è un’imposta progressiva

L’Irpef è un’imposta progressiva per scaglioni, in quanto cresce all’aumentare del reddito, e la progressività dell’Irpef è garantita dal suo sistema per aliquote e scaglioni.

Questi sono gli scaglioni di reddito nell’Irpef:

  • sino a 15.000,00 euro di reddito, l’imposta è pari al 23%;
  • da 15.0001,00 euro a 28.000,00 euro, si applica l’aliquota del 27%;
  • da 28.001,00 euro a 55.000,00 euro, l’imposta è pari al 38%;
  • da 55.001,00 euro a 75.000,00 euro, si applica l’aliquota del 41%;
  • da 75.001,00 euro in poi, l’aliquota da applicare è il 43%.

Sullo scaglione di reddito che va fino a 15.000,00 euro si applica l’aliquota del 23%. Tutti i contribuenti, fino a quel limite di reddito, subiranno la stessa aliquota; poi, chi possiede redditi superiori a quella somma dovrà applicare, ma solo sugli altri scaglioni, le rispettive aliquote di competenza, fermo restando il 23% applicato al primo scaglione.

Oltre i 15.000,00 euro, e fino a 28.000,00 euro, si applica il 27%; l’aliquota del 27% si applicherà su un massimo di 13.000,00 euro (28.000,00 – 15.000,00).

Oltre 28.000,00 euro e fino a 55.000,00 euro, l’aliquota è pari al 38%, che si applicherà su un importo massimo di 27.000,00 euro (55.000,00 – 28.000,00).

Oltre 55.000,00 e fino a 75.000,00 l’aliquota sale al 41% e si applicherà su un importo massimo di 20.000,00 euro (75.000,00 – 55.000,00).

Sull’ultimo scaglione che va oltre 75.000,00 euro si applica l’aliquota del 43%.

Facciamo un esempio.

Tizio nel 2019 ha percepito un reddito pari a 78.000,00 euro. Quali aliquote dovrà applicare nella determinazione dell’Irpef da pagare?

Tizio dovrà sempre corrispondere allo Stato:

  • il 23% sui primi 15.000,00 euro di reddito, pari a 3.450,00 euro;
  • il 27% sui 13.000,00 euro del secondo scaglione (28.000,00 – 15.000,00) pari a 3.510,00 euro;
  • il 38% sui 27.000,00 euro del terzo scaglione (55.000,00 – 28.000,00) pari a 10.260,00;
  • il 41% sui 20.000 euro del quarto scaglione (75.000,00 – 55.000,00) pari a 8.200,00;
  • soltanto sui restanti 3.000,00 euro dovrà calcolare l’aliquota del 43% pari a 1.290,00 euro.

In totale, l’Irpef lorda sarà pari a 26.710,00 euro (3.450,00 + 3.510,00 + 10.260,00 + 8.200,00 + 1.290,00).

L’Ires

I soggetti passivi dell’Ires sono:

  • le società di capitali (società per azioni, società in accomandita per azioni, società a responsabilità limitata) e le cooperative;
  • gli enti commerciali;
  • gli enti non commerciali, enti cioè che non svolgono attività commerciale o la svolgono come attività non principale;
  • le società e gli enti non residenti.

L’Ires è un’imposta proporzionale

Alternativo al criterio di progressività dell’Irpef è quello di proporzionalità, caratteristico dell’Ires, in cui il tasso di prelievo è invariato qualunque sia la contribuzione.

L’Ires, infatti, è un’imposta proporzionale con aliquota del 24%. Una società di capitali che presenta utili in un determinato anno d’imposta pari a 100.000,00 euro, dovrà versare 24.000,00 euro a titolo di Ires (il 24% di 100.000,00 euro). Dunque, l’Ires è molto più semplice da calcolare rispetto all’Irpef.



Di Vincenzo Delli Priscoli


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